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Intervista OTR

 


OTR e Gente Guasta fanno parte della storia dell’Hiphop. La storia di un movimento che in Italia ha sempre faticato ad emergere in modo puro e originale.
Un genere musicale che è ciclicamente stato sfruttato dai media e poi trascurato quando non rappresentava più il trend. OTR prima, Gente Guasta dopo, hanno sempre tenuto in alto la bandiera della doppia acca. Dalla Tv alle Jam più sotterranee hanno sempre portato avanti con onestà e originalità i loro valori e le proprie opinioni. A distanza di anni eccoli tornare sulla scena con dei live-reunion che fanno impazzire ogni vero appassionato di Hiphop in Italia. Proprio in occasione di uno di questi eventi abbiamo incontrato Esa, Polare e Dj Vigor in compagnia di Dj Skizo.

Ecco cosa ci hanno raccontato.

1) Col video di “Ce n’è” avevate trasmesso in modo molto diretto la vostra visione dell’Hiphop, un chiaro senso di appartenenza alla cultura e un forte concetto di “Scena”.
Ora sembra che l’Hiphop sia diventato demodé. Gli artisti stessi preferiscono dichiararsi solo rapper, prendendo le distanze dalla figura del B.Boy anni ’90. Cosa ne pensate?

Esa: Quando si è girato il video di “Ce n’è” abbiamo avuto la fortuna di riuscire a coinvolgere tante realtà dell’epoca. Siamo riusciti a dare visibilità a molti artisti, gran parte della scena ha partecipato, ed è stato un bel segnale che ha portato a un ottimo risultato. Oggi il rap è un genere riconosciuto, c’è addirittura saturazione, però molta gente suona e questo è positivo. L’Hiphop è diventato un genere come altri, un po’ come il Rock, i ragazzi hanno la chitarra a casa, suonano e si accontentano di questo. Il problema è che ora il movimento manca di unità, tutto è virtuale. I forum spesso non danno nemmeno più spazio ai maestri, sono tutti maestri adesso. In realtà, secondo me, sarebbe bello recuperare lo spirito di unità, che non vuol dire essere tutti amici, però sarebbe bello tornasse almeno un po’ di gemellaggio tra crew… Adesso è tutto egocentrico, ognuno fa il suo, organizza le sue feste e ha il suo seguito…

2) Nel video c’erano i contatti degli artisti e delle crew, inoltre non erano esclusivamente Mc, ma c’erano anche i Dj, i Writer, i Breaker e non solo… ora c’è scissione tra le discipline e tra i collettivi.

Esa: Sì, avevamo messo i contatti, per rendere reperibili le varie realtà, era più difficile farsi trovare prima di Internet…
Ora la scena è molto divisa. E’ un brutto momento. Un bel segnale è stato dato al “Place To Be” di Dj Enzo (convention-dibattito svoltosi a Bologna nel Dicembre 2010 NdR) dove, i gruppi a cui interessa il concetto di Hiphop, sono venuti a discutere insieme. Non c’erano grandi entità commerciali e nemmeno grosse strutture, solo piccole attività, però c’è stato impegno e voglia di confrontarsi. Finché, però, non ci saranno scambi d’idee e una vera unione d’intenti, anche tutte queste situazioni rischieranno di andare perse o essere poco utili. C’è gente bravissima che suona, ci sono anche più feste in giro per l’Italia, però è tutto disgregato e non si trova il modo di radunarsi tutti sotto lo stesso groove.

3) Dalle sede di OTR e La Grande Truffa del Rap di Gente Guasta sono dei dischi cardine per la scena italiana, voi mentre li facevate eravate coscienti di quello che stavate facendo o eravate soltanto dei ragazzi incoscienti con un microfono acceso?

Polare: Eravamo totalmente incoscienti, questo è sicuro. Eravamo “guasti” e consapevoli di esserlo. Non ci facevamo particolari aspettative, lavoravamo senza aspettarsi nulla ed è venuto quello che è venuto.

Esa:

Se avessimo saputo cosa sarebbe successo avremmo sicuramente fatto altro! (ride)

4) Incoscientemente avete fatto album che hanno segnato e cambiato la mentalità ad un’intera generazione di Bboys e appassionati. Non c’era solo musica, c’era anche l’interesse di trasmettere cos’era veramente l’Hiphop, i termini corretti e lo spirito reale.

Esa: Si, erano dischi molto didattici, forse quelli di OTR ancora di più rispetto agli altri. Gli album di Gente Guasta erano sicuramente più guerriglieri!

5) In Dalla Sede c’era la canzone “Secondo Me” dove si trattava la mancanza di figure professionali all’interno della scena Hiphop. Ora le cose sono cambiate, ma sono cambiate davvero in meglio? Quali sono i pro e i contro di allora e di adesso?

Esa: Una volta mancavano figure professionali, ora sono troppe.

Dj Vigor:
I pro di questo periodo è che ci sono tanti mezzi per arrivare a poter esprimere queste professionalità, si può imparare dagli altri e ci si può informare. Il contro è che molta gente non ha l’interesse di approfondire per poi essere in grado di mettere in pratica questi ruoli, che sono indispensabili.
All’epoca non avevamo figure professionali da prendere a modello e ci arrangiavamo. Adesso tanta gente si propone con dei ruoli, ma in fin dei conti non ha l’esperienza. In quel periodo cercavamo di dire che c’è bisogno di tutte le esperienze professionali in quest’ambito e, forse, questo messaggio non è arrivato fino in fondo.

6) La vostra crew, Mixmen, aveva un catalogo merci che gli interessati potevano ordinare spedendo 1.000 Lire al vostro indirizzo di posta. Voi vi preoccupavate di spedire il catalogo fotocopiato e il fan/cliente poteva ordinare, tramite vaglia postale, Mixtape, Dischi, Magliette e tutto ciò che producevate. Ora con il file sharing e il web hosting tutto è a portata di un click. Cosa è cambiato?

Polare: Adesso c’è sicuramente troppa offerta e la qualità diventa inferiore. Se per ottenere un disco in particolare ti devi fare tanti kilometri o comunque devi impegnarti perchè non è recuperabile in modo semplice, devi per forza essere spinto da una maggiore passione, su questo non ci sono dubbi. Se con un click hai tutto, comodamente da camera tua, probabilmente quello che ottieni sarà un po’ meno valorizzato. All’epoca tenevo addirittura uno schedario con gli indirizzi dei Bboy d’Italia, di tutti quelli che ci avevano ordinato materiali ed erano interessati alle cassette e alle nostre produzioni. Una sorta di Newsletter prima dell’era di Internet. Quello che ora è l’e-mail, una volta era l’indirizzo postale di casa.

7) In “Ce n’è”, uno dei singoli di Dalla Sede, spiegavate il tentativo di mettere da parte lavoro e università per concentrarsi al massimo sulla vostra carriera musicale e provare a vivere con il rap. Nel momento odierno i ragazzi potrebbero fare una scelta di questo tipo?

Dj Skizo: Non è cambiato nulla, a me non è cambiato nulla. Non c’è una formula per guadagnare soldi, c’è una formula per essere bravi come artisti. Più bravo sei più saranno validi i riconoscimenti… più sei potente e più saranno evidenti e remunerativi i riconoscimenti.
Non c’è il rap degli anni ’80, degli anni ’90 o del 2000. C’è il saper fare una cosa o non saperla fare. Quello che sta succedendo è che c’è tanta gente che non sa fare rap. Poi è anche un momento di “trucco”, internet camuffa tantissimo le cose, uno può raccontare che c’è chi vola e tutti quanti ci credono, in Italia in particolare.

8) Negli anni ’90 il rap cominciava ad essere passato in radio. Anche artisti più underground riuscivano a trovare spazio su emittenti nazionali. Dopo un po’ di anni l’interesse mediatico del genere è crollato. Negli ultimi anni è ritornata un po’ un’ondata di musica Hiphop anche nei media Tv e Radio nazionali. Che differenza c’è tra le due situazioni e qual è stato l’errore che ha portato negli anni ’90 a una caduta dell’interesse?

Esa: Intanto c’è da specificare che quest’ondata recente è sicuramente più modaiola rispetto al periodo prima. Poi comunque le cose sono due. L’impegno che si metteva all’epoca che era veramente spropositato, se volevi fare una cosa dovevi impegnarti e usare tutte le risorse che avevi, oggi la gente è più comoda. L’altra ragione è che in quel periodo c’era più attenzione da parte dei media, dopodiché certi gruppi editoriali grossi non hanno voluto dare più spazio al rap perché era un mezzo troppo onesto. Per un periodo si sono esposti, adesso pubblicano solo quello che gli fa comodo.
E’ un problema di controllo dei media che c’è adesso, che già si sfugge un po’ di più grazie ad Internet, che dà un po’ più di democrazia, però se vedi i media siamo messi male specialmente in Italia…
Il rap mette alla luce molti problemi e anche i pezzi che si faranno stasera non potranno mai passare in radio perché c’è almeno una frase che non si può dire. Invece nel rap non c’è niente che non si può dire. Ciò nonostante non diamo tutta la colpa a questi signori, perché noi che siamo anziani abbiamo determinate regole da seguire, non scenderemo mai a patti su determinati elementi, i giovani invece mi sembra che nel momento in cui gli viene data una pagnotta mettono da parte le problematiche.

Basta vedere che nel ’96 se qualcuno faceva un singolo commerciale rischiava la “lapidazione”…

Esa: Ora prende i complimenti! E va bene, perché questo è un lavoro, però in realtà stiamo sacrificando qualcosa di importante. Puoi dire quel cazzo che vuoi e poi, se sei onesto con te stesso e con la gente, ricevi i consensi. Gruppi come i Colle der Fomento, Gruff e noi, lo dimostrano. Però noi abbiamo la nostra strada da portare avanti, ogni tanto la gente ci capisce ogni tanto no, ma non volgiamo ricercare il consenso per forza, non siamo qua a fare la macchietta di quello che abbiamo fatto dieci anni fa. Quella roba lì era la nostra vita dieci anni fa. La nostra vita di oggi è un’altra e facciamo delle altre cose, con canoni di stili che ci rispecchiano oggi. Ogni tanto siamo troppo rigidi, però i giovani che potrebbero davvero evolvere il movimento spesso sono troppo prostitute, dispiace dirlo, ma spesso è così.

9) Noi siamo un Network che nasce sul Web e per noi l’argomento Internet è molto importante. Visto che ne avete accennato in precedenza, cosa pensate a riguardo? Internet può aiutare?

Dj Vigor: Internet come ogni mezzo di comunicazione è neutro, ovvio bisogna avere l’intelligenza di capire come usarlo. Se viene usato per seguire e promuovere quello che è già ampiamente pubblicizzato sui media più convenzionali… Anche Internet è controllabile coi soldi. Però ha più possibilità di scelta. Sarebbe importante che chi segue questo genere non si limiti ad ascoltare quello che viene pilotato e consigliato ma che si andasse a ricercare quello che c’è di valido e particolare.

Dj Skizo: Io concordo con Vigor, Internet può essere una cosa buona e va usata, senza diventarne schiavi. Tutti i bonus che ti dà la tecnologia in questo momento non servono quasi a niente per la musica in sè. Sono dei bonus a livello di marketing e visibilità. Io mi preoccupo di mettemri un meta e almeno il 90% delle persone nel nostro ambito non ce l’hanno. Non sanno nemmeno chi è l’uomo da stroncare. Per me stanno indietro perché non hanno una mira.
Dove vuoi arrivare e come vuoi arrivare. Quello è l’importante, poi ovvio, Internt se sai gestirlo ti aiuta, però prima bisogna avere un concetto musicale. Siamo nel 2011 e non è possibile che girando per il mondo e parlando del rap ti accorgi che siamo i più indietro di tutti. Quanto meno sotto l’aspetto del djing, lottando e studiando siamo riusciti ad arrivare nei primi posti mondiali. Nel breaking c’è qualche “circense”, comunque siamo a livello mondiale. Nel writing pure, c’è qualcuno che è stato riconosciuto a livello internazionale. Nel rap non esiste una persona e tanto meno quelli che sentite in radio. Non sa niente niente nessuno. Io sono sempre in giro per il mondo… Londra, Berlino, New York… garantisco io, non sa niente nessuno! Parlando invece di OTR sono stati gli unici ad evere un’esposizione che fosse fuori dall’Italia. Hanno stretto legami con la scena europea e mondiale. Hanno collaborato con tedeschi, svizzeri, belgi e australiani. Il nome, credetemi, ovunque vai è rimasto.  Prova a pensare se non fosse stato solo un gruppo, ma ce ne fossero stati altri trenta  di gruppi che avessero messo quella impronta in giro per il mondo. Non ce n’è uno che l’abbia fatto. Chiunque a New York rappa per soldi, per fare un featuring con un americano basta pagare, non c’è problema. Arrivarci come c’erano arrivati loro, tramite connessioni e collaborazioni, era una cosa futuristica. Per quello dico che siamo indietro, in dieci anni si doveva prendere spunto da quello che facevano loro.

Esa: Possiamo farci una domanda e darci una risposta?

Certamente…

Esa: Ma dove è finito Polare? (risate)

Vabbè, scherzi a parte, Polare è un bravissimo architetto. Che c’entra? C’entra perché crescendo ha applicato la sua capicità creativa e i suoi studi su una cosa che gli piace e gli dà forza. Molto spesso continuiamo sulla scia di quello che è stato e sulle prospettive che speriamo di avere comunque e sempre grazie alla cosa che ci piace fare, però è durissima.
A chi mi viene a dire qualcosa su Polare io rispondo di sentirsi i dischi che abbiamo fatto, Polare è ancora il capo e c’è un sacco di gente, anche quotata nell’underground, che rappa come Polare oggi, ed è vergognoso. C’è chi rappa e usa lo stile di Polare. A questi dico che prima di venire a chiedere dov’è finito Polare, chiedetevi dove siete finiti voi?
Lo diciamo proprio come roba Hiphop, come Grand Master Flash, Cowboy e Melle Mel sono gli originatori di determinati stili che in qualche modo ci sono ancora, noi e in particolar modo Polare, siamo originatori di alcuni stili. Polare, che per altri motivi ha portato avanti altri discorsi artistici e creativi, tematiche che sono anche più adulte, ha lasciato comunque un’impronta che la gente tuttora segue. Anche gente che ha dissato i qui presenti copia Polare, palesemente.

10) Dopo il pezzo con i Dublinerz e qualche apparizione live c’è speranza di risentire Polare?

Polare: Alle feste degli OTR…

Sentire roba inedita sarà difficile o impossibile?

Esa: Non si sa mai!

Polare:
Io non ho mai detto addio all’Hiphop.

Con questa ultima dichiarazione di Polare terminiamo la chiacchierata, ci salutiamo e andiamo a goderci lo show, sicuri che anche voi lettori avrete modo di sentire le Hiphop vibes che questi ragazzi trasmettono, ancora, dopo quasi vent’anni di carriera.

(RapBurger Staff)


About Stefano Zanoni

Creative Director, hip hop lover e un altro paio di errori meno rilevanti.

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