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L’Ingrediente #1

 

Il primo beat che andremo a spogliare di batterie, bassi e synth fino ad arrivare al nocciolo della sample mania del giorno è il famoso hit tune “Voi non siete come noi”, traccia numero uno del fortunatissimo Che bello essere noi, quarto ed ultimo album ufficiale firmato Club Dogo. Alle macchine, come del resto in tutte le produzioni firmate Dogozilla, un Don Joe fresco ed ispirato da un sample protagonista frizzante e ricercato. Una voce femminile abbandonata e rassegnata, un “Oh, no” definitivo che corre costantemente su tutta la strumentale sembra uscire fuori da un dialogo di un noir movie, da una fotogramma in bianco e nero ed in un certo senso dall’immaginario aspro dei Club Dogo.

Il ritaglio di voce in questione non a caso appartiene alla traccia “Remember (Walking in the Sand)”, indimenticabile singolo del quartetto vocale femminile più controverso degli anni sessanta.
Parliamo de The Shangrila’s, due coppie di sorelle, originarie di un distretto difficile del Queens di New York, spinte verso le vette del successo internazionale e poi presto scomparse artisticamente dopo pochi anni. Il primo contratto decisivo venne firmato addirittura dai genitori delle ragazze al tempo ancora diciasettenni. Definite spesso come ragazze cattive, contradditorie, distanti dalle inibizioni e i perbenismi delle loro coetanee, preda di continui gossip dei fans riuscirono a distinguersi anche sul piano delle tematiche trattate dalle liriche spesso intrise di solitudine, senso di alienazione, morte e atmosfere noir.

L’immagine dannatamente street delle quattro ragazze di Cambria Heights, ai tempi del tutto inedita e fuori dagli schemi, supportò live artisti come The Beatles, James Brown e venne a lungo citata come influenza da tantissimi gruppi cardine degli anni settanta e del primo movimento punk rock nel mondo.
Dagli Aerosmith ai The Go Go’s, dai New York Dolls a The Damned fino ad Amy Winehouse tantissimi artisti resero e rendono ancora omaggio alle loro canzoni in svariatissimi modi.
Proprio “Remember (Walking in the Sand)” fu la canzone di più successo, assieme a “Leader of the pack”, infatti negli U.S. riuscì ad arrivare alla posizione n.5 delle charts e in U.K. fino alla 14sima.
Che la scelta di Don Joe sia considerabile accurata e figlia di un “orecchio” intenditore ce lo confermano dall’altra parte dell’oceano.
Gli Organized Noize, duo di beatmakers di Atlanta, già nel 2005 avevano steso tutti con un beat pauroso farcito dalla stessa voce impaurita della “shangrila” Mary Weiss, questa volta tagliata e loopata in maniera differente. A sfondare il beat di rime mc’s che non hanno bisogno di presentazioni come Big Boi (Outkast), Bubba Sparkxxx e Killer Mike, nel pezzo intitolato proprio “Oh No”.

Nello stesso anno anche un altro king indiscusso si è cimentato su un beat basato su questo sample. Capone, diretto dal Queens proprio come le Shangrila’s, farcisce una produzione firmata Nexxus Entertainment. La forza comunicativa del campione vocale influenza anche qui l’Mc, infatti pure questo brano è intitolato “Oh No” come quello precedentemente citato.

Pensate sia finita qui? No di certo, la saga continua. Anche in Italia, infatti, esiste una traccia col medesimo nome, figlio della stessa citazione del trio Newyorkese. La città questa volta è Palermo, il beatmaker è Big Joe (Gotaste) e l’uomo sul microfono risponde al nome di Johnny Marsiglia (all’epoca, nel 2007, Johnny Killa).

(Alessandro Scagliarini)

 

 

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