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Intervista Videomind

 

Abbiamo incontrato Tayone e Paura dei  Videomind e ci siamo fatti raccontare come vivono questo fortunato momento.

1) Videomind è un progetto multimediale, abbastanza unico in Italia. Parte, ovviamente, dal lato musicale ma comprende molti aspetti visual, video e social.
Questo processo è nato principalmente per promuovere le canzoni o è qualcosa di più grande?

Paura: Io mi occupo di Graphic Design e anche di Web, quindi usare sia i Social Network che gli altri mezzi di diffusione è stato abbastanza naturale. Lo scopo principale era sopratutto diffondere il progetto e creare hype, ma anche dare un’ impronta multimediale al tutto. Ci chiamiamo Videomind quindi puntiamo sia sull’aspetto sonoro che su quello visivo.
Tayone: E’ nato tutto in maniera naturale. Nel 2011 la musica viaggia di pari passo con la promozione in rete, e non bastano solo le canzoni. Bisogna dare anche un’impronta di tipo visivo per fare la differenza, soprattutto per un progetto come il nostro. Non a caso, come dice Paura, ci chiamiamo Videomind!

2) Il disco ha una chiara e dichiarata direzione Pop. Siamo nel 2011 e scandalizzarsi per questo sarebbe anacronistico e ottuso. Però l’Hiphop è sicuramente un genere particolare, e i suoi fan non sempre sanno accettare certi mutamenti.
Non pensate che passare da “paladini dell’underground” a “hipster festaioli” possa aver compromesso la vostra immagine in certi ambienti?
Sicuramente questa nuova direzione ha portato a molti nuovi fan, ma non credete di poter aver perso parte dello zoccolo duro di accaniti sostenitori che vedevano in voi la rappresentazione del “puro Hiphop”?

Paura: Le difinizioni ci vanno strette. Personalmente non mi riesco a collocarmi ne tra i ”paladini dell’underground” ne tra gli “hipster festaioli”. Noi fondiamo più generi, e lo facciamo a modo nostro. Quelli più aperti mentalmente, tra i nostri fan storici, continuano a spingerci tantissimo, e per fortuna sono la stragrande maggioranza. Avevamo messo in conto che quelli meno aperti mentalmente avrebbero trovato da ridire, “conosciamo i nostri polli”, quindi potevamo prevederlo. Ma noi abbiamo in qualche modo voluto dimostrare di essere diversi dagli oltranzisti e la storia ci sta dando ragione. “Fare Hiphop puro” è un’ affermazione che non dovrebbe avere senso. L’ Hiphop da sempre vive di contaminazioni pescando suoni e ritmiche da altri generi musicali.
Tayone: Come dici tu, siamo un gruppo cosi versatile da poter fare pezzi più tendenti all’underground rap come “L’Immenso” e “Radio Pulp”, o canzoni più scanzonate come “È Normale”. Dal mio punto di vista se non riuscissimo a fare entrambe le cose, saremmo solo musicalmente limitati. Tutto ciò è contro il nostro modo di rapportarci alla musica, da anni studiamo per migliorarci. Oggi ci va di fare una cosa, domani un altra, ed è proprio questo il bello della musica contemporanea. Poter trovare mille soluzioni senza essere legati ad un genere. So per certo che Mf Doom, alias il rapper piu’ cazzuto e underground del pianeta, partecipera’ al disco di uno dei gruppi dance piu’ conosciuti al mondo. Questo ci fa capire che forse solo gli italiani della scena rap si fanno queste pippe!
Paura: Purtroppo gli ottusi non sanno guardare al di là del loro naso. Ma questo non deve essere certo un problema nostro, è un problema loro. Forse questo è il periodo più florido mai avuto in Italia per l’Hiphop. Lo vivo dagli anni ‘90 e non è mai stato così popolare. Se chiedi alla gente comune cos’è l’Hiphop in qualche misura ti saprà rispondere. Magari non perfettamente, ma è il segno tangibile che questa musica sta arrivando alle masse. Bisogna approfittare di questo momento per renderlo nostro e non solo un’ imitazione degli americani. L’Hiphop è una cultura e, come tale, subisce delle evoluzioni. Proprio per questo riesce ad essere sempre attuale. Non è come una religione che ha regole, dettami e dogmi. Guarda la Chiesa Cattolica per esempio, che spesso si trova in difficoltà proprio perché non sa attualizzarsi. Per me l’Hiphop non ha bisogno di nostalgia ma di mutazioni, darwinianamente parlando. La specie più evoluta è quella che sfrutta l’habitat circostante a proprio vantaggio. La meno evoluta è quella che non sa adattarsi e perisce.

3) Tempo fa, chiacchierando con Paura, gli dissi che vedevo AfterParty inserito in un filone di album con sonorità simili. Questo sottogenere che pesca dall’Electro-House in stile Justice, ricorda la produzione più rappusa dei Crookers e, estremizzando, delle collabo relativamente recenti tra Guetta e qualche rapper.
Un disco italiano che può avere un sound abbastanza affine è quello di Mistaman e Cali con i L.A.S.E.R...Come la vedete? Vi sentite parte di un filone di rap dal respiro più Europeo e contemporaneo? Quali sono gli ascolti che vi hanno influenzato nell’andare poi a costruire il sound dei Videomind?

Paura: Noi non siamo due rapper più un produttore di musica elettronica. David Guetta, i Crookers et simili sono produttori di musica dance che ogni tanto fanno pezzi con dei rappers. Per noi il discorso è totalmente diverso. Noi abbiamo cercato un sound nostro, qualcosa che non sia l’unione di due cose diverse tra di loro bensì l’evoluzione di uno stile. L’ Hiphop si sta spingendo molto verso l’elettronica ma forse è prematuro parlare di un filone. E poi, potrò sembrare presuntuoso, ma crediamo di essere qualcosa di unico, anche se l’idea di avvicinarci ad un sound europeo ci piace molto!
Tayone: Questa domanda mi riconduce inevitabilmente alla precendente. Qui nessuno ha inventato nulla, in tutto il mondo ci sono mille contaminazioni. Noi ci ispiriamo a noi stessi ed abbiamo un modo di lavorare differente ai nomi sopracitati. Abbiamo cercato di trovare una formula originale, di elaborare suoni, parole, flow e scratch. Mi piacerebbe fare un altro album solo per capire il nostro secondo step dove ci porterà… sono curioso.

4) Dopo After Party è uscito l’ep Globetrotters in collaborazione con Blatta&Inesha, duo electro italiano quotato in tutto il mondo. Come nasce questa unione? Il futuro di Videomind passa anche da questo stretto legame artistico?

Tayone: Il brano “Globetrotters” è uscito mentre stavamo finendo l’album. Io, tempo fa, ero in crew con Inesha negli Alien Army. Negli ultimi anni ognuno ha continuato a fare il suo e a distanza di tempo ci siamo ritrovati a fare musica molto simile e avere gli stessi gusti. Blatta & Inesha ci hanno remixato il nostro primo singolo “E’ normale”. Un remix che ci ha fatto cascare dalla sedia. Poi ci hanno mandato un beat e abbiamo fatto il pezzo. Ora io sto collaborando ad altri pezzi con loro. Sicuramente è un legame che si è rafforzato nella musica elettronica in generale.
Paura: Mi piace molto andare in giro per ristoranti con Blatta & Inesha (risate), quindi spero che la collaborazione continui. Scherzi a parte, siamo amici e ci diverte collaborare con loro. Sicuramente in qualche forma saranno presenti sul nostro prossimo disco. La combo ci onora. Sono Dj e produttori di fama internazionale.

5) Recentemente è uscito il singolo “Il Giorno Dopo”, rispetto ad After Party è sicuramente una evoluzione, si avverte maggiore consapevolezza nello sperimentare. Parlateci di questo brano: la sua genesi e se anticipa qualcosa.

Paura: Avevamo in mente da tempo di provare qualche ritmica latina o in direzione Rocksteady. Tay ha fatto prima la batteria e ci siamo gasati pensando a cosa avremmo potuto inventarci. Clemente ha avuto l’idea di tributare l’italo disco dei Ti.Pi.Cal durante la trasferta per un concerto, e ci siamo messi subito a lavoro. La cosa folle è stata realizzare tutto nel giro di 20 giorni. Mentre Tay registrava il basso con Alessio Manna, io e Clemente già stavamo scrivendo. Dopo meno di una settimana ci siamo messi in macchina direzione Salento per registrare tutto allo studio di Roy Paci, che ha impreziosito il brano con le sue trombe. Tay ha fatto l’editing in treno e dopo pochi giorni già stavamo a Firenze per girare il videoclip di cui avevo scritto il soggetto. Poi, mentre io curavo la postproduzione del video, Tay e Night Skinny hanno mixato e masterizzato il brano. Un’ impresa folle, con tempistiche assurde, ma ne è valsa la pena. Volevamo cacciare il tutto prima del 15 Luglio per proporre il pezzo durante il tour estivo e ci siamo riusciti. Riascoltando la canzone credo che sia un prodotto più maturo artisticamente rispetto ad Afterparty. Abbiamo trovato la nostra formula e dobbiamo continuare a metterla in pratica. Partendo da qui stiamo lavorando al nuovo album.

6) Conoscendo il vostro background ci aspettiamo che “Videomind” sia soltanto uno dei vostri progetti. C’è speranza per le Hiphop Head più testarde e chiuse di risentirvi in futuro nel modo più classicamente rap?
Cosa c’è da aspettarsi da voi prossimamente?

Tayone: Abbiamo tante sorprese dal cappello! (risate)
Paura: Noi facciamo tante cose diverse tra di loro. Ma avere creato un progetto come Videomind non esclude che sappiamo e vogliamo fare anche cose più canoniche. Una cosa non esclude l’altra, anzi, ci fa sentire tra i pochi veramente versatili nel rap italiano. Non ci fossilizziamo verso una singola direzione. Il pezzo con Blatta & Inesha ne è la dimostrazione. In futuro, personalmente, mi piacerebbe fare qualcosa con qualche produttore Dubstep o Drum n Bass, per esempio. Ma il prossimo disco Videomind potrebbe essere anche contaminato con lo Ska, non sappiamo domani le nostre menti malate cosa penseranno! (risate) Fra qualche mese comunque esce un lavoro solista di Clementino con ospiti come Ill Bill, Rugged Man, Deleterio, Shablo … e ovviamente Videomind.

7) Grazie mille della vostra disponibilità, della voglia di mettersi in discussione e di raccontarsi. A voi lo spazio per aggiungere qualcosa e per i saluti.

Tayone: Cercateci su Facebook e in rete. Siamo sempre in tour… vi aspettiamo live nella vostra città e portatevi le scarpe da ginnastica. Grazie a voi di RapBurger per l’intervista!
Paura: Grazie a tutti quelli che spingono il nostro progetto.

(Stefano Zanoni)

 

 

 

About Stefano Zanoni

Creative Director, hip hop lover e un altro paio di errori meno rilevanti.

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