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L’Ingrediente #2

 

Enrico Simonetti fa parte di quella lunga schiera di grandi talenti della musica italiana ingiustamente semi o del tutto dimenticati, soprattutto dalla maggior parte dei giovani d’oggi.
Compositore di spessore, sensibile personaggio di spettacolo a trecentosessanta gradi, diviso tra musica, televisione, cinema e teatro, attivo per lo più tra gli anni sessanta e gli anni settanta.
Nel 1975 scrive un brano, racchiuso nell’insieme di musiche composte per lo sceneggiato Rai “Gamma”, dal titolo omonimo.

Il singolo, lo stesso anno della pubblicazione raggiunge e si posiziona per parecchie settimane al primo posto dei 45 giri più venduti, arricchito anche dalla traccia b-side “Drug’s theme”.
Cosa particolarmente curiosa è che per raggiungere la vetta della classifica il compositore ligure dovette spodestare il successo tutt’ ora imbattuto di sedici settimane consecutive in prima posizione del singolo “Profondo Rosso” dei Goblin, formazione di cui faceva parte proprio il figlio Claudio.
Simonetti traduce magistralmente in musica il sapore struggente dello sceneggiato di genere giallo-fantascientifico diretto da Salvatore Nocita.
Una folata calda di malinconia, un tepore agrodolce sprigionato dalle note di un sax solitario perso tra le luci soffuse di una storia sbagliata.
La stessa musica che qualche anno più tardi, una ventina circa a dir la verità, si andò a fondere alle parole più urgenti, amate e poetiche di uno degli artisti più seguiti del rap italiano di sempre, Kaos One.
Quest’ ultimo scelse Neffa, nei panni del suo alter ego Piscopo, e le sue geniali produzioni “Destinazione Caravaggio” per la creazione dei tappeti strumentali che avrebbero poi contribuito a rendere uniche le atmosfere e l’immaginario di Fastidio, album di debutto del rapper.
Selezionando materiale qua e là, tra qualche scaffale e vecchi dischi messi da parte, ecco che la magia di quel successo del ’75 riuscì a scrollarsi di dosso un po’ di polvere tornando a “farsi suonare”.

Del resto “Domani Sarà Peggio”, traccia numero otto di Fastidio appunto, credo che si possa considerare uno dei brani meglio riusciti o, per lo meno, uno dei più significativi all’interno dell’album.
Buio, rabbia e inconsolabile solitudine in rima.

(Alessandro Scagliarini)

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    bello, mi piace, mi piace, ci vuole cultura per poter parlare. E questa “rubrica” offre cultura. Bella rapburger