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Intervista Mad Buddy aka Blessy

 

1) Blessy è un nuovo progetto che stai portando avanti con grande determinazione e rinnovata passione. Ancora non era molto nota questa tua attività da beatmaker, per la scena sei un rapper e forse in molti non si aspettavano che ti mettessi dietro alle macchine.
Da cosa nasce questo alter ego?
Il rap di adesso è così noioso che ti diverti di più a fare le basi?

Mad Buddy: Hai ragione, a volte stento a credere all’impegno che metto in questo progetto, anche quando apparentemente non mi sto muovendo. Alla passione che è nata da un gioco, del resto i primi beats li ho cominciati a fare con Garage Band, un software che trovai già installato dentro al computer. Ho davvero iniziato per noia, fino ad arrivare a capire che ero stato rapito. Ovvio, metto sempre in considerazione che sono quindici anni che sto dietro all’Hiphop da ascoltatore e che passaggi come questi sono quasi sempre scontati, ma io ho sempre fatto rap e sono sempre stato negato con la tecnologia, cio’ rende la storia ancora più bella. Per quanto riguarda il rap odierno posso dirti solo che, noioso o no, scrivere non ha affatto lasciato il posto a nessun altra cosa. Cerco assolutamente di portare i beats e le rime in parallelo.

2) Parlaci di questi due progetti Outtake$ e Limiter.

Mad Buddy: Outtake$ e Limiter sono il mio passo obbligatorio per far scoprire questo lato di me e spero anche per farlo apprezzare. Dopo aver lasciato kili di beats nell’hardisk e averne piazzati alcuni su soundcloud, ho deciso di raccogliere il meglio di me su due ep distinti e separati. Outtake$ esalta forse il mio gusto piu’ Hiphop, un po’ più quadrato. C’è un maggiore uso di samples e una struttura dei beats alquanto semplice. Non volevo si perdessero nonostante fossero rimasti fuori da Limiter, il mio ep piu’ ufficiale e più sperimentale. Di base, in entrambi i casi, raramente mi sono distaccato da quel sound soulful che ho sempre preferito.

3) E il nuovo disco di Stokka & Mad Buddy? Uscirà mai? Ci state lavorando?

Mad Buddy: Il disco di Stokka & Buddy ha subito notevoli ritardi, è vero. Il motivo principale è stata la costante ricerca di una formula che mantenesse il nostro sound, senza snaturarci, ma che allo stesso tempo lasciasse dentro di noi e dentro chi ci ascolta la consapevolezza di aver portato nuovamente qualcosa di diverso all’interno della cosiddetta ” scena “. Nel fare ciò ci siamo persi un po’ per strada, fino a ricominciare quasi tutto dal principio. Poi che dirti, la vita reale, il lavoro e le vicissitudini di ogni giorno hanno giocato anche in maniera negativa, ma abbiamo davvero suonato un sacco in questi anni nonostante non avessimo un disco fuori da un po’. Stokka & Buddy rimangono sempre lì, sempre gli stessi e il disco uscirà. Potete starne certi.

4) Ascoltando la tua visione della musica di oggi, sembri in parte distante dal Buddy di “Ghetto Blaster”. La canzone è una delle underground hit più gettonate degli ultimi 10 anni, e forse la canzone più rappresentativa del tuo duo con Stokka. Ti rispecchi ancora in quel brano? Cosa è cambiato?

Mad Buddy: Il pensiero di aver scritto una hit che la gente non dimenticherà più è per noi una grandissima soddisfazione ancora oggi. La musica è ancora la “nostra migliore droga “, poi che siano cambiate le sonorita’ o il modo di concepirla non credo sia importante. Almeno non lo è fuori dal cerchio bigotto a cui siamo abituati a partecipare giornalmente. Se ascolto gli odierni dischi di rap italiano, sento un sacco l’influenza della dance, della cassa in 4/4. Tutto cio’ lo rende migliore a differenza di un sound magari piu’ astrale? Io credo di no. Gli ascoltatori si schierano da sempre, come l’ho fatto io da ascoltatore, però senza dire mai cosa è giusto e cos’è sbagliato. Da ragazzino sono stato bigotto anche io, anche io sono stato un “B-boy fiero” e , ora, sono fiero di non esserlo piu’. La contaminazione è la base della rinascita. L’amore per la musica è l’unica cosa che ancora mi fa rispecchiare in quel pezzo.

(Stefano Zanoni)

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About Stefano Zanoni

Creative Director, hip hop lover e un altro paio di errori meno rilevanti.

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