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Primo & Squarta – Qui è selvaggio

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Terzo episodio per la saga di Primo e Squarta, i due terzi dei Cor Veleno, che dopo Bomboclat e Leggenda, passando attraverso esperienze Mainstream e tour intensivi, ritornano con questo disco dal sapore 100% Cor Veleno.
Qui è Selvaggio è un disco che riconferma le capacità dei due, con un Primo in forma smagliante e Squarta che ritorna pesantemente al campionamento con la fotta dei bei vecchi tempi.
Ri-Bomboclat, il nickname dell’album, suona come un diario di bordo delle esperienze dei Corve degli ultimi anni e sembra voler trarre le conclusioni di questo vissuto.
Da subito si percepisce un senso di rivoluzione, sia personale che musicale, quasi a voler comunicare che, nonostante i contratti Major e le conseguenze derivanti, il trio di Trastevere è ancora legato a doppio filo sia alla gente che al mondo del rap indipendente. Gia dall’intro si capisce l’intenzione di rivalsa e riscatto del disco, nonché la potenza e la grinta che lo contraddistingueranno per intero. I riferimenti all’andamento del mercato musicale sono ribaditi con forza e toni totalmente espliciti (“La Gente Dice”, “Il Genio Dello Stereo”, “Non Te Penso Non Te Stimo Non Te Copio”), lo stesso vale per i contenuti sulla situazione odierna del paese di cui, guardacaso, Roma è la capitale (“Il Padrone e Il Presidente”, “Cantano Tutti”).
Finalmente senza filtri e imposizioni dovute al riscontro mediatico imposto, Primo regala momenti di rap autentico dove mette tutto se stesso usando la musica come sfogo in primis e come mezzo di comunicazione poi.
I pezzi che fanno di Qui è Selvaggio un grande disco sono senz’altro “Cantano Tutti” e “In Nome Del Padre”, che oltre ad essere i due singoli con relativo video, sono anche i due pezzi che trattano con maggiore coinvolgimento tematiche attuali e di un certo impatto sociale; il primo evidenzia, tramite la metafora nazionalpopolare della “canzone italiana”, il menefreghismo  mediatico e generazionale di un popolo che ha ormai metabolizzato le nuove forme repressive con spensieratezza e disillusione, il secondo, invece, va a toccare i temi della sacralità e della fede condizionata che influenzano la mentalità della nazione, nonché della città, che ospita la sede centrale dell’ipocrisia ecclesiastica.
Il pezzo forse più sentito è comunque l’ultimo, “Tanti Saluti”, che aiuta a capire i passaggi più personali delle canzoni che lo precedono e dove si riescono a trovare i pensieri più remoti esternati dal rap di Primo e dalle atmosfere cucite su misura per lui da Squarta.
Le cose, non che il mercato, sono cambiate molto dai tempi dei primi Cor Veleno e questo album è il riassunto di tutto questo percorso, senza imposizioni  e forzature, ma con la spontaneità e la grinta di “Rock’n Roll” e “Heavy Metal”, che ha portato i due ad un ritorno alle origini mettendo in tavola tutte le carte per regalare alle “tigri” il disco che aspettavano da qualche tempo.

(47 Season)

TRACKLIST

01) La Mia Banda feat DJ Mike
02) La Gente Dice feat Masito
03) Cantano Tutti
04) Il Genio dello Stereo feat Ghemon
05) Nun Me Fanno Entrà
06) Macumba Santa feat Il Grosso
07) Volgare
08) Il Nome del Padre
09) Il Padrone & Il Presidente feat Tormento
10) Supercazzola 1,2,3
11) La Pietra Dello Scandalo
12) Vai Via feat Grandi Numeri & Canesecco
13) Quello che Fa stare Bene
14) Non te Penso Non Te Stimo Non Te copio
15) Tanti Saluti

About Stefano Zanoni

Creative Director, hip hop lover e un altro paio di errori meno rilevanti.

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Foto di Cosimo Buccolieri

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