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Intervista Esa aka El Prez

Avevamo intervistato Esa non molto tempo fa, insieme a Polare, Vigor e Skizo, nell’ambito di una re-union di OTR/Gente Guasta.
Volevamo però poterlo sentire anche riguardo alla sua carriera solista e confrontarci con la sua visione personale. Esa è una star underground: cultura, genialità e tecnica di livello top. Uno degli artisti più importanti della scena rap italiana. El Prez è una bella fetta di storia dell’hip hop nostrano, sentiamo cosa ci ha raccontato.

1) In questi anni hai seguito un percorso molto vicino all’ottica degli statuinitensi Doom e Madlib, pubblicare una grande quantità di materiale, senza una programmazione precisa o una cura eccessiva nel mixaggio audio. Attitudine underground diretta ai fan più real del movimento. Inizialmente i tuoi sostenitori non hanno preso benissimo la cosa, sognando un nuovo Tutti Gli Uomini Del Presidente o affini, poi col tempo in molti sono entrati nel tuo nuovo “viaggio”. Cosa ti ha spinto ad abbandonare un “terreno sicuro” e facilmente replicabile per spostarti su brani e prodotti più estemporanei e freestyle? Su cosa si è spostata la tua ricerca?

Esa: Bella domanda. Se uno ascolta Tutti Gli Uomini Del Presidente e poi 100% di Getto, fa sicuramente fatica a trovare un legame. Chiaramente dal 2002 al 2011 non sono stato con le mani in mano, quindi bisognerebbe sentirsi anche almeno Il Messaggio e Hip Hop Musica che sono due miei album in freedownload che completano la visione e spiegano il passaggio.
Nel 2002 fare un album autoprodotto, registrato e mixato come Tutti Gli Uomini Del Presidente era un “Power Move”. Oggi il design del suono è così uniformato e le schede e i plugins che si usano per la produzione aiutano a suonare pulitissimi, di conseguenza la musica ha perso un po’ di personalità, almeno nella confezione. Se senti il primo album dei Colle prodotto da Ice One o l’album di Next, la Rapa Dopa di Gruff o le basi di Skizo per Gente Guasta fino a Dalla Sede di OTR… insomma cose buone fatte bene, ma con tanta originalità nel suono. 100% di Getto torna un po’ nei ’90. Ha dei pezzi registrati sull’ipod, altri durante le date. Beat crudissimi con Loop nuovi e innovativi. Penso che la differenza tra i due album sia che Tutti Gli Uomini Del Presidente avvicina il rap alla canzone, restando fresco e professionale. Invece 100% di Getto è lirico all’estremo e sacrifica i ritornelli in favore della poetica libera. Penso che siano entrambi dei “must have”.

2) Il tuo disco 100% di Getto è uscito qualche mese fa. In un primo momento solo online poi successivamente su cd, viste le richieste.
L’album suona un po’ come una sintesi tra il tuo approccio nuovo e il mood supertecnico degli album con Gente Guasta. Concordi con questa opinione?

Esa: Sì, in qualche modo è legato più a Gente Guasta, anche se la rappata è molto pacata. Anche in pezzi come “La III Scena” o “Il Piano D’azione”, che sono i pezzi più hardcore del disco, l’interpretazione è morbida. Sono le parole e i concetti ad essere forti. Sarà sicuramente l’età che mi ha portato a pensare un rap quasi da chiacchierata notturna, più che da live. 
La tecnica è secondo me anche più elevata, e anche le riflessioni. Sono molto convinto del fatto che oggi stiamo facendo i classici del 2020, anche se non molto modesta come uscita, è così.
“Liquore d’annata” è un manifesto: “C’è un vecchio che viaggia da parecchio, prestagli orecchio, per guardare attraverso lo specchio. Sensei illumina le strade secondarie che portano agli alberi secolari, iniezioni intramuscolari, per giovani scolari, attraverso le auricolari, dimentica i particolari, torna all’essenza, è cognac che invecchia nella botte senza data di scadenza. Liquore d’annata, al primo sorso hai la vista appannata”… paura.

3) Di brani ne hai scritti una marea, sei tra i più prolifici della penisola e tra la metà degli anni novanta ai primi del duemila i tuoi featuring sono stati un must per ogni prodotto di un certo livello.
Quali sono i tuo brani preferiti, le collaborazioni che hai fatto a cui sei più legato?

Esa:
- “Rime su Rime” con Dj Gruff e Skizo

- “Spinto Da Una Sensazione” con i Colle

- “La macchina del Funk” con Tormento e Skizo

4) Non si può non fare una domanda sui Siamesi Bros. Fratelli ma con stili diversissimi e personali al massimo. Strano non influenzarsi stando in casa assieme. Raccontaci un po’ dei primi anni in cui sviluppavate questa passione.

Esa: Sì, mentre ora andiamo in totale sintonia, in gioventù eravamo sempre in contrasto, anche volendosi un mare di bene. Tormento l’ho battezzato io, visto che, mentre io ero un tipo più quadrato, mio fratello era matto e casinaro. Così come ho presentato Fish a Torme, facendo nascere i Sottotono.
Sono sempre stato molto critico con mio fratello e ci tenevo che se voleva fare il rap, doveva darsi da fare. Difatti questa mia linea ha permesso che la gente lo conoscesse come un artista con la sua personalità, e non come il fratellino di Esa. Anzi in popolarità mi ha stra-doppiato, e tutt’ora c’è gente che non mi crede se dico che siamo fratelli!

5) Sei un grande appassionato di rap in generale, di qualsiasi “sottogenere” di rap, e sicuramente molto legato all’aspetto roots della faccenda. Nonostante ciò, ora come ora, sembri quasi più orientato verso un mood “alternative hiphop”. Come mai questa scelta? Pensi che in queste nicchie ci sia più originalità?

Esa: Nelle nicchie è rimasto proprio l’humus giusto, in più la rete ha facilitato il reperimento di bombe sonore, vecchie e nuove. Quando mi trovo in un bar e c’è Mtv in onda io non capisco dove stanno andando a parare. Sembra tutto la pubblicità di qualcosa di fondamentale e soprattutto c’è l’oppressione di sentire solo tormentoni. Gente come Doom non la suoneranno mai in quei palinsesti. Dove non ci sono mai passati nemmeno i Das Efx o i Gangstarr. Eppure la musica e la cultura esistono, anzi a detta dei meglio bloggers e delle poche riviste autorevoli in circolazione, la “Doppia” è viva vegeta e continua a rivalutare il passato. Come Madlib con le basi campionate da Bollywood o J-Dilla che looppa le musiche del Nintendo, aggiungendo nuove fonti sonore e nuove scansioni ritmiche, ma mantenendo la formula primordiale. Insomma “sempre più gioventù squilibrata, giù in strada” con le armi dell’hip hop, can you dig it?!

6) Parlaci delle prossime uscite e dei progetti futuri che hai in cantiere.

Esa: Ho aperto una nuova web-label che si chiama Captain Futuro dove sto pubblicando le mie ricerche, i miei beats e il mio prossimo album Jump Up che verrà pubblicato a puntate. Stiamo lavorando a delle nuove cose con Polare, Vigor e Skizo per OTR/GenteGuasta e, a ottobre, uscirà il nuovo singolo di Siamesi. 

7) In questo momento sembra che la bravura come Mc si valuti attraverso il numero di views di Youtube. Il web sta generando giovani fenomeni virtuali che, pur non potendo competere culturalmente, si ritrovano coi riflettori puntati e la spocchia di essere “the next big thing”. Qual è la tua opinione a riguardo?

Esa: C’è spazio per tutti, in realtà i miei top di adesso non fanno molte views. Quindi non mi preoccupo se non supero le 10.000, mi interessa parlare a gente attenta, mentre oggi comunque tutti cercano la hit senza avere l’esperienza. Sono convintissimo che se nuovi artisti investissero un po’ di soldini sui producer della vecchia potrebbero unire l’utile al dilettevole e fare canzoni meno modaiole.
Resta il fatto che le bombe storiche su Youtube sono gettonatissime, quindi mi piace pensare che siamo ancora in tempo per raccontare le cose come stanno. L’esempio calzante è la traccia “Il bacio della notte” fatta con Skizo, che senza nessuna promozione e un video mega crudo ha fatto 30000 views in 4 anni e cresce ancora… ripeto: la fabbrica dei Classici è ancora attiva.

8) I cuochi del nostro Fast Food del rap vogliono sapere una ricetta che pochi artisti possono insegnare. Chef Esa, quali sono gli ingredienti e come si cucina un disco affinché diventi un classico?

Esa: Sicuramente l’ingrediente è la base di tutto. Non puoi fare qualcosa di sopraffino se parti da ingredienti di seconda scelta, inoltre non deve essere solo un lavoro di fino fare la canzone. Piuttosto una ricerca di feeling. C’è molto più da creare il momento magico che farcire di effetti speciali. Inoltre bisogna macinare tanta musica buona di tutte le epoche e riuscire a riportare un pezzo di storia precedente. Un po’ come concentrare un’ emozione. grande in pochi minuti, fotografarla per poterla riassaporare tutte le volte che premi play.. Se riesci a fare questo in maniera spontanea e farlo lievitare il tempo giusto, l’ascoltatore se ne accorge, entra nel viaggio… e non ne esce mai più.

(Stefano Zanoni)

About Stefano Zanoni

Creative Director, hip hop lover e un altro paio di errori meno rilevanti.

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