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Elaquent – ’round Midnight

 

Internet e la musica hanno un rapporto davvero conflittuale: scaricare sì, scaricare no… da una parte gli artisti esigono giustamente di essere pagati per il loro lavoro, dall’altra scaricare musica è comodo e spesso gratuito. Questo eterno conflitto ha tuttavia un punto di forza: l’abitudine di scaricare, che tutti abbiamo, ci permette di conoscere più musica. Personalmente da quando ho la possibilità di scaricare musica compro molti più dischi (e molti li acquisto proprio online), per il semplice motivo di avere ora la possibilità di conoscere tanti nomi nuovi, ascoltarli spesso a costo zero, innamorarmi della loro musica ed acquistarla evitando le classiche fregature dell’epoca pre-download (aka comprare il disco a scatola chiusa conoscendo solo “il singolo che spacca” e scoprire che “il singolo che spacca” era l’unica traccia davvero valida dell’album). Sempre più artisti peraltro si sono adeguati a questa tendenza e molti emergenti utilizzano la rete per far circolare gratuitamente i loro primi lavori, ottenendo in alcuni casi anche degli ottimi riscontri.

E’ stato proprio durante una delle mie serate in cerca di artisti nuovi che sono incappata in In Colour (Dirty Loops), uno dei primi lavori di Elaquent: produttore canadese dell’area di Toronto, attivo dal 2003, del quale si sente parlare sempre di più e che come tanti ha scelto di iniziare la sua gavetta musicale proponendo lavori scaricabili gratuitamente dal suo myspace, con tanto di file *.txt con i ringraziamenti e i contatti dell’artista. In genere la gran parte di questi lavori che si scaricano gratuitamente finiscono in breve nel dimenticatioio e per quanto mi riguarda spesso non riesco a considerarli più che carini; ecco, NON è quel che mi è capitato con Elaquent.

E così ho scoperto, un lavoro alla volta, anche il resto della sua produzione in free download a cominciare da una raccolta di remix intitolata (non a caso) Joints for the Ipod (Remixes) del 2006, vari tape e album di strumentali e due lavori (Self I Am e Godspeed) realizzati in collaborazione rispettivamente con Bhon, MC di Las Vegas e con Introspect, rapper canadese. Dal primo lavoro è un crescere rapidissimo di livello e lo stile di produzione di eQ (all’anagrafe Sona Elango) diventa sempre più personale pur restando fortemente ancorato a quelle che sono le influenze che lui stesso dichiara di avere (Dilla e Pete Rock sopra tutti, ma anche 9th Wonder, Kev Brown, Oddisee, Kanye West, J. Rawls e Flying Lotus).

Parlando dei due album con Bhon e Introspect, sono inaspettatamente gradevoli non solo per essere dei prodotti così unda, ma anche per essere dei lavori di un produttore che lavora da così pochi anni.

Self I Am è un disco raffinato, jazzato e piuttosto soulful ma pure fortemente Hip Hop, pieno di batterie non quantizzate e atmosfere morbide. Un lavoro basato tutto sull’essere/non essere, tema ripreso anche nella cover (ahimè, non stellare ma come diceva anni fa Tormento: “meglio un bel disco senza grafica che tante belle foto senza musica, in caso di cifra modica”).

Someway, Somehow o Worldwide, con quei fiati appena accennati, sono alcune delle tracce migliori e sono un ottimo esempio della capacità di Elaquent di servire agli ascoltatori della musica di livello mentre il rap di Bhon scorre benissimo su beats che non finiscono in secondo piano a causa dei tecnicismi metrici ma che neppure vengono sviliti da del rap scadente.

Nello stesso anno, il 2008, Elaquent e l’MC canadese Introspect, lavorano assieme al progetto TWO 10 pubblicando Godspeed, che vede la collaborazione di nomi sconosciuti ma non per questo meno meritevoli di considerazione, come quella con MrBlue nella seconda, bellissima I Got Love oppure in Broski, che vede la partecipazione di Es (fratello di Elaquent che con lui fa parte della Gill Breathing Family, nonché suo iniziatore all’HipHop), GQstylez e Docta Def.

Sempre nel 2008, Elaquent pubblica (gratuitamente) il secondo volume della serie di concept-tapes In Colour: In Colour (vol. 2): Dirtier Loops.

Quindici sfumature di colore per quindici tracce per lo più strumentali, tanto fruscìo del vinile, niente quantizzazione delle batterie a dare un tocco più umano alla musica, tanti i campioni vocali ripresi da classici del rap (come il ritornello di Life’s A Bitch di Nas ed AZ su Nature Sounds (Lavender)) col risultato di trasmettere ancora più emozioni e tenere viva l’attenzione dell’ascoltatore.

Interessante esperimento è quello che si ha in Chasing Amy [Crate Digger..?] (Cosmic Latte)): Elaquent qui taglia ed incolla un paio di pezzi (notevoli, peraltro) dell’album di debutto della cantante Amy Winehouse, rompendo con la tradizione che vuole che il buon rap si faccia sempre con i classici del funk e del soul di decenni fa. Altra traccia che merita menzione è The Sega Continues (Navy Blue)): una trovata non nuovissima quella di produrre campionando musica di videogiochi (lo storico esempio è quello di Super Brooklyn dei Cocoa Brovaz), ma originale è il fatto che lo abbia fatto (e rifatto in altri lavori successivi) come una sorta di tributo alle console della Sega in particolare, per la quale eQ ha una predilezione da sempre, e tutto questo senza minimamente tradire la sua personalità musicale e il suo gusto nelle produzioni.

L’anno successivo esce il terzo e ultimo volume della saga: In Colours vol.3 (Dirtiest Loops). Elaquent ci regala ancora una volta strumentali bellissime e sporchissime, spiegando nella versione web del booklet (un semplice *.pdf) i suoi intenti e le sue motivazioni: si tratta di una raccolta di beats vecchi a cui lui associa colori a seconda del mood del pezzo. Le sonorità sono le più diverse: si va da Bonus Level Swing (Ivory) alle tracce classiche con il rap di On5Th Coalition, Self Lion, Solar C e Trakz.

Ma prima di questo, pubblica finalmente quello che lui considera un vero e proprio album strumentale: After Midnight, pensato come disco da ascoltare nelle ore più silenziose della giornata, quelle che seguono la mezzanotte. Ed è uno dei lavori che personalmente preferisco a partire da The Love, bellissimo pezzo prodotto tagliuzzando la versione dei Singers Unlimited della classica Michelle dei Beatles fino ad arrivare a Too Good (One For Isaac), tributo allo scomparso Hayes, particolarmente caro ai beatmakers di tutto il mondo. Menzione speciale per la traccia titolata 2 AM Reflections con i rappers Es e Moka Only degli Swollen Members, un MC che definire prolifico è dire poco (ha al suo attivo una cinquantina di album solisti, escludendo tutti gli altri progetti!!), ma anche per Theory In Practice con O-Phrap e 12 O’Clock con Thesaurus Rex, entrambi sconosciutissimi ma assolutamente validi.

Nel 2010 ancora qualcosina da scaricare gratuitamente: Freebies (quinto lavoro strumentale per Elaquent) ed un primo lavoro ufficiale: Persona, scaricabile stavolta a pagamento in formato digitale. Il suono è più curato e i tagli sono spesso più puliti rispetto ai dischi precedenti: So Far, So Good è uno di quei beats che mi tengono sveglia fino a notte fonda perchè non voglio, non posso smettere di ascoltarlo!  La settima traccia, che si intitola On The Rise, è superclassica ma complessivamente l’album presenta al pubblico un Elaquent “rinnovato” e più vicino a sonorità nuove.

[soundcloud]http://soundcloud.com/elaquent/06-elaquent-so-far-so-good[/soundcloud]

E così si arriva al 2011: per l’indie label Hu What & Where pubblica una sorta di greatest hits, Eq Oldies, che anticipa di poco l’ultima perla di Elaquent, uscita il 18 marzo: The Midnight After, sequel di After Midnight scaricabile a pagamento oltre che ordinabile in copia fisica. Diciannove tracce notturne e sognanti fra le quali spiccano alcune chicche come la traccia due, Smooth Sailing, che riprende l’omonima strumentale di Pete Rock realizzando un vero e proprio attestato di stima nei confronti del produttore newyorkese e seguendo una sorta di moda del momento (già J. Rawls ha realizzato negli ultimi anni dei superlativi tributi ai Beatminerz, ai Beatnuts e a Dilla, mentre il tedesco Suff Daddy -altro beatmaker emergente europeo da tenere d’occhio- ha a sua volta omaggiato J. Rawls) o tracce come Valparaiso e Digital Moon, estremamente rappresentative del sound caratteristico di Elaquent.

Di tanti produttori che fanno a spallate per emergere usufruendo dei moderni mezzi -leggi: Internet-, Elaquent è quello a cui mi sono affezionata di più: quel suo tocco elegante a metà fra classico e nuovo, quel riprendere lo stile di tanti produttori storici e fonderli per creare qualcosa di personale sono caratteristiche che lo rendono unico nel panorama dei beatmakers della nuovissima scuola e gli permettono di essere apprezzato da una fascia ampia di ascoltatori provenienti dai più diversi background musicali.

(Larri)

Discografia:

2011 – Crappy Old Remix
2011 – The Midnight After
2011 – EQ Oldies
2010 – Persona
2010 – Freebies
2009 – In Colour, vol. 3 (Dirtiest Loops)
2009 – After Midnight
2008 – Introspect & Elaquent are TWO 10, Godspeed
2008 – Bhon & Elaquent, Self I Am
2008 – In Colour, vol. 2 (Dirtier Loops)
2007 – In Colour (Dirty Loops)
2006 - Joints for the Ipod (Remixes)

Link:

Sito Ufficiale, Facebook, SoundCloud, Twitter, Myspace.

About Tommaso Fobetti

Art Director, Project Manager e altre cose non ben definite. Direttore Editoriale RapBurger. Segno Capricorno, allineamento Caotico Neutrale. Milano, Italia.
  • Giordano

    Pensavo di conoscerlo solo io ahah uno dei pochi dilliani che merita