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9th Wonder – The Wonder Years

 

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Era da tanto che aspettavo questo momento. 9th Wonder, il mio preferito, che finalmente, dopo una gestazione infinita, partorisce il suo primo album ufficiale. A nome suo, niente Street Album, Mixtape, niente collaborazione fissa, solo il suo nome sul titolo del disco. Addirittura con la sua immagine con tanto di corona, proprio volta a significare il raggiungimento, dopo una gavetta (se così si può chiamare) infinita, dell’obbiettivo di ogni producer che si rispetti : il proprio Album!
La discografia di 9th è veramente infinita, la sua produttività è quasi “nipponica”; se si considerano le attività collaterali alla musica, la Nona Meraviglia è veramente un soggetto che non sta fermo un attimo, tanto da avere una mole di lavoro indescrivibile, ma anche lui, purtroppo, è fatto di carne, è umano. Non era sperabile che l’allievo prodigio di Pete Rock, che confeziona numerosi dischi l’anno, potesse riuscire a non sfiorire mai. D’altra parte, il confronto è una cosa importante nella parte produttiva di un artista, per cui trovarsi nel lavoro a dover spartire opinioni ed idee con altri è formativo, aiuta a superare limiti che magari non si saprebbe di avere. Forse è questa la formula vincente per 9th, che in coppia riesce sempre a superarsi ma in questo episodio solista, probabilmente, gli è mancato quel parametro di confronto che evidentemente per lui è necessario. Le situazioni viste dall’esterno ci sembrano sempre chiare, quando le viviamo sulla nostra pelle, invece, hanno sempre un’altra valenza.
The Wonder Years, ha avuto un concepimento travagliato, doveva uscire qualche anno fa, e dopo varie peripezie riesce a vedere la luce solo quest’anno. Purtroppo questo percorso ad ostacoli influenza molto la riuscita del disco che, nonostante sia un lavoro di tutto rispetto, lascia intravedere gli sforzi fatti nella realizzazione. Il segnale più forte è sicuramente rappresentato dal divario tra pezzi che suonano prettamente 9th Wonder vecchia maniera e altri che suonano nella versione più fresca del nostro, che però lo spersonalizzano molto. Si sente proprio questa differenza, dovuta probabilmente al fatto che in questi anni Patrick se ne è sentite dire un pò di tutti i colori, soprattutto riguardo al non rinnovarsi mai ed essere rimasto fermo alla formula vincente che l’ha contraddistinto tra tutti.
Evidentemente l’esigenza di evolversi, componente fondamentale della formazione di un artista che si rispetti, è stata un pò forzata nel caso del producer del North Carolina.Ciò nonostante, The Wonder Years è un disco di Black Music a tutti gli effetti : c’è il Rap, l’R'n B, il Soul, il Digging e c’è 9th Wonder, insieme agli amici di sempre. Le tracce che sicuramente lasciano più il segno sono “Never Stop Loving” con il buon vecchio Talib e Terrance Martin, una delle ultime scoperte della Nona Meraviglia e “No Pretending” con Reakwon e Big Remo.
Il resto sono gusti, il mio gusto personale riesce sempre a trovare della poesia nell’operato di 9th Wonder, anche in un disco per il quale le aspettative, forse esagerate, non sono state soddisfatte.

(47 Seasons)

TRACKLIST

01) Make It Big feat Khrysis
02) Band Practice Pt. 2 feat Phonte & Median
03) Enjoy feat Warren G, Murs & Kendrick Lamar
04) Streets of Music feat Tanya Morgan & Enigma of Actual Proof
05) Hearing The Melody feat Skyzoo, Fashawn & King Mez
06) Loyalty feat Masta Killa & Halo
07) Now I’m Being Cool feat Mela Machinko & Mez
08) Never Stop Loving You feat Terrace Martin & Talib Kweli
09) Piranhas feat Blu & Sundown of Actual Proof
10) Peanut Butter & Jelly feat Marsha Ambrosius
11) One Night feat Terrace Martin, Phonte, & Bird and The Midnight Falcons
12) Your Smile feat Holly Weerd & Thee Tom Hardy
13) No Pretending feat Raekwon & Big Remo
14) 20 Feet Tall feat Erykah Badu & Rapsody
15) That’s Love feat Mac Miller & Heather Victoria
16) A Star U R feat Terrace Martin, Problem & GQ
17) Band Practice feat Phonte
18) Me & My Nuh feat Teedra Moses
19) Base for Your Face feat Lil B The Based God, Jean Grae & Phonte

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