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Intervista Entics

1) Con i mixtape sei arrivato a farti conoscere e ad essere invitato sui dischi dei più noti artisti della scena. Poi con il tour con Fibra hai raggiunto il contratto major e ora sei fuori col tuo primo disco solista. Che aspettative hai su Soundboy e cosa ti aspetti dal futuro?

Entics: Le aspettative sono alte, lo erano già da prima che il disco uscisse, ma a maggior ragione ora che stiamo ricevendo un sacco di commenti positivi. Diciamo che ogni giorno cambiano le mie aspettative, perché se ti svegli e ogni giorno ti succede sempre qualcosa di bello cominci ad essere più ambizioso. Poi c’è da dire che è quello che sognavo da sempre, fare musica a 360°. Prima mi divertivo in maniera non ufficiale con i mixtape, ma la prospettiva per il futuro è continuare a fare musica a questo livello. Ovviamente una major ti dà l’opportunità di vivere di questo e non di fare musica per passione. Insomma, spero sicuramente che questo possa sfociare in un percorso più lungo.

2) Catalogarti è difficile. Non sei né un artista reggae pure né un “vero” rapper. Tra l’altro la tua musica ha anche una forte connotazione Pop. Come ti definiresti? Descrivi te e la tua musica.

Entics: Qualche giorno fa a Napoli ho conosciuto un ragazzo che mi ha detto un termine italianissimo che qui usano molto spesso, “sfizioso”. Secondo me sfizioso è un bell’aggettivo qualificativo. Magari a uno può piacere un genere più underground, una rima più incastrata e contorta, però non è detto che questo sia per forza l’unico canone di cos’è l’Hiphop. Io trovo che la mia musica sia più semplice e diretta e quindi la definirei sfiziosa. Perché è accompagnata da una bella melodia, comunica dei messaggi e sicuramente ti resta molto in testa perché è facile da cantare e ricordarsi. Tutto questo senza sottovalutare tanti aspetti tecnici che ci sono dietro. Secondo me Soundboy è un bel lavoro e sfizioso penso sia il giusto aggettivo.

3) Fabri Fibra è il top artist del rap italiano in questi anni. Cosa ha significato per te essere scelto da lui per accompagnarlo nel tour e come primo artista Tempi Duri? Che tipo di rapporto c’è tra di voi?

Entics: Guarda io sono stato “in diverse scuole”. Non mi sono mai etichettato… non sono mai stato un Dogo, non sono mai stato nel team di Fish eccetera… sono sempre stato io con la mia personalità. Diciamo che ogni volta era un nuovo step, dalla scuola di qualcuno più sconosciuto sono finito a lavorare con Marra, poi con i Dogo e così via. Quindi quando Fibra mi ha chiamato per me è stata come  vivermi un’altra scuola di pensiero. In fondo a me mancava solo quella “del grande Fabri”, che non conoscevo. Da prima un po’ titubante poi mi sono lanciato a pieno, inizialmente in una collaborazione, poi nel tour ed è nato un bel feeling. Lui è uno con una mentalità di lavoro molto professionale, che riesce a rimanere sulla scena e riesce a studiare i suoi progetti meticolosamente. Sicuramente mi ha dato una mano a capire il meccanismo musicale, non in generale, ma dal suo punto di vista che è quello della persona che ha avuto più successo di tutti quanti. Con lui è nato un bellissimo rapporto e quando ha deciso di aprire la Tempi Duri ha scelto di produrmi. Questo è il risultato.

4) Quest’estate abbiamo aperto RapBurger proprio nel periodo di fuoco incrociato tra te Baba e Mondo Marcio. In italia i dissing sono vissuti sempre con molta serietà, è sembrato invece che questi fossero quasi un pretesto, un modo per confrontarsi e a portare attenzione sull’uscita del disco. Spiegaci il tuo punto di vista e il peso che per te bisogna dare a queste situazioni.

Entics: Il mio punto di vista è che si tratti di un gioco, non bisogna prenderli troppo seriamente. L’ho detto nei pezzi e sul web, il mio approccio non voleva essere “io ti ammazzo, io ti sparo”, ma volevo venissero presi per quello che sono, ovvero un gioco. Io l’ho utilizzato per avere tante visite e alimentare il “chiacchiericcio” sul mio nome in periodi come l’estate dove, magari, anche i fan tendono a staccarsi un po’. L’obbiettivo era di portare l’attenzione sul mio lavoro, proprio strategicamente. Insomma l’ho vissuta molto in maniera promozionale. Poi mi ci sono trovato, non ha fatto i dissing solo per promuovere Soundboy. Però ho preso la palla al balzo di Babaman che voleva agganciarsi al nostro trenino, perché avevamo una bella spinta in ‘sto periodo e ho pensato come rigirare la cosa. Poi ovvio che non c’è competizione, se uno guarda dal punto di vista Hiphop Mondo Marcio è uno che fa punchline e fa un altro genere di musica, io mi sono solo messo a giocare… non speravo di fare competizione. Chi non mi conosceva grazie a questi dissing ha scoperto la mia musica e si è interessato. In Italia viene vissuto male, perché non c’è una base di conoscenza e una base culturale, ci sono ragazzi che scrivono sul web senza sapere, senza una guida. Qui da RapBurger cercate di spiegarle queste cose, educate i ragazzi, mostrategli come funziona fuori… prima o poi le cose cambieranno, no?
Già Soundboy è un po’ atipico, non si capisce se faccio rap o reggae ma vado in classifica. Vuol dire che c’è voglia di freschezza e di qualcosa di nuovo. Non sono affatto astioso su questo discorso dei dissing, anzi, se posso spiegarlo meglio, come ora, e calmare le acque ben venga. Lo dico con il sorriso e non con la polemica perché è come l’ho vissuto nella realtà.

5) Gli Chef di RapBurger ti chiedono qual è la tua ricetta segreta per cucinare un “singolo fresh”.

Entics: Sicuramente non guardare la musica dal ’90 indietro ma rimanere aggiornati, prendendo coscienza di tutto quello che succede intorno a noi. Diciamo che noi non abbiamo il vero knowledge dell’Hiphop, facciamo un po’ parte di un mondo che ci arriva come un eco e seguiamo sempre gli americani. Io in particolare guardo i giamaicani. Cerco sempre di seguire i trend mondiali per attualizzare il mio paese. Io parlo italiano ma quando voglio fare una cosa fresca mi guardo in giro, vedo cosa succede nel mondo e mi focalizzo su che direzione stanno andando i suoni. Se mi guardassi solo indietro e facessi solo pezzi con il “boom boom cha” continuerei a ricalcare il passato e fare sempre musica che non è fresca e originale. La mia ricetta è informarsi, cercare le figate sul web e capire come funzionano.

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