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Intervista Grido

1) Fin da giovanissimo sei stato catapultato su un progetto rap dal chiaro approccio mainstream. Da un lato è sicuramente una grande soddisfazione dall’altro ti ha precluso per anni di avere contatti e apprezzamenti dalla scena, che si sa essere composta da molti “puristi”. Con il disco solista sembra tu abbia fatto dei passi verso a un rap meno da copertina e più libero. Un caso? Una necessità perché in fondo non ti sei mai sentito slegato dal movimento? Una scelta?
Parlaci di come è nato Io Grido.

Grido: Il disco Io Grido è nato grazie al bisogno di dire delle cose. Da un’esigenza artistica cresciuta col tempo anche tramite all’esperienza coi Gemelli e grazie in primis ai fan della band che mi chiedevano un progetto simile. A furia di sentirmelo dire ho cominciato a rifletterci e ho sentito io la necessità di raccontarmi sotto una veste diversa, ma che non stravolgesse nulla di quello che è stato col gruppo. Riguardo ad etichettare la mia musica ho sempre fatto fatica dal giorno zero. L’approccio è in realtà identico a quello dei lavori coi ragazzi, anche se ovviamente mettendosi in gioco al 100% e avendo “più spazio” il mio disco è venuto differente da quelli del gruppo, anche se ho avuto al mio fianco THG per tutto il disco che è anche il producer dei Gemelli DiVersi. Ma non c’è stata nessuna scelta di cambiare qualcosa, o cercare avvicinarmi di più alla scena, o fissare un target. Come quando facciamo il disco con i Gemelli non ci poniamo nulla, siamo dell’idea che sia il pubblico a scegliere te e non il contrario. Per quanto riguarda il discorso mainstream, viral o underground… anche in quel caso, faccio musica nel modo più sincero e libero, non riesco a pre-immaginarmi quello che sarà lo scenario del pubblico. Io cerco di dire quello che ho in testa, fare quello che mi piace tentando sempre di lavorare al meglio e trovare nuove sfide per migliorarmi come artista e come persona.

2) Nel tuo ultimo disco c’è il singolo “Superblunt”, con Tormento, Danti e i Sud Sound System.
Come è nata questa collaborazione?
Inoltre che artisti underground italiani ti piacciono?

Grido: Innanzi tutto la collabo è nata dall’amicizia, ci siamo incontrati tante volte in questi anni e condividendo i palchi è nato un rispetto reciproco. Tanta stima artistica e personale, così quando ho deciso di fare una posse cut, fregandomene della durata della canzone, ho subito pensato a loro. Mi piaceva l’idea di mettere insieme voci che non avevano mai cantato insieme e che rappresentavano flow e modi di esprimersi diversi. Da qui l’idea di unire Danti, che si può definire una new entry, con i Sud Sound System e Tormento che hanno una credibilità immensa. Sono felice di questo brano come sono contento del rapporto umano che c’è tra di noi. Invece di gente nuova che mi piace, beh, ti direi Cane Secco. Ha lavorato di recente con Ax e ho avuto modo di incontrarlo nei backstage. Lo trovo veramente molto fresh, bravo e con un’attitudine che mi ricorda molto me all’inizio.

3) Parlaci anche del nuovo singolo “Sei Come Me”, più emotivo e introspettivo, che ricorda in parte le produzioni passate con la tua band grazie anche al ritornello melodico di Laura Bono.

Grido: È un brano che sento molto all’interno del disco. Non saprei che parole utilizzare per descriverlo veramente. È sicuramente il brano più introspettivo ed emozionante anche per me stesso. È nato da una storia che è così come racconto nel pezzo. Ho ricevuto una mail che mi ha parlato di una di queste sfortune che possono succedere nella vita, a prescindere dalla nostra comprensione della vita stessa e mi ha fatto molto scavare in me stesso. Ho lasciato scorrere la penna, tirando fuori cose che forse non ero riuscito a dire nemmeno ad un amico o alle persone che mi stanno più vicino. E sono riuscito a dirle attraverso alla musica, che spesso è un po’ come una terapia, un modo per scavare nei sentimenti che a volte la vita quotidiana ci allontana, costringendoci a nasconderci dietro a una scorza più dura per affrontare il mondo. Ho trovato quindi questo messaggio, non so se l’ho fatto per dare un esempio o meno… non mi sono posto il problema. Ho scritto questo testo che racconta una storia con l’arte dello storytelling e poi dentro c’è il messaggio di non arrendersi mai.

4) I dissing sono un fenomeno molto normale nel mondo del rap. servono anche per confrontarsi e prendere distanze da artisti che hanno pareri diversi.
Qualche anno fa hai avuto un confronto con Fabri Fibra, è stato sì un modo per rispondere alle sue provocazioni ma anche una occasione per dimostrare le tue skillz anche ad ascoltatori che in genere magari snobbavano le uscite discografiche dei Gemelli DiVersi. Che ne pensi? Com’è ora la situazione con Fabri Fibra?

Grido: Io non l’ho mai incontrato né prima né dopo aver fatto “Standing Ovation”, poi il brano è stato davvero un episodio che ho affrontato divertendomi. È stato un modo per dimostrare le mie skillz, ma non credo di non averlo mai fatto prima o di aver avuto bisogno di questo per dimostrare le mie abilità. Si sa che in Italia interessano sempre litigi e gossip e quindi, anche se non era fatto per alimentare queste cose, mi accorgo che ancora ci si ricorda di questa vicenda, nonostante non mi ricordi nemmeno più quanti anni siano passati. Nel brano però chiudo dicendo “discussione chiusa” a dimostrare che la cosa per me si chiudeva lì. A causa del dissing di Fibra, che in quel momento aveva molta visibilità perché stava diventando mainstream, ho avuto la possibilità di rispondere a chi sosteneva che Grido non avesse skillz e scrivere un testo che non è un testo d’insulto a Fibra, ma un modo per poter esprimere la mia opinione su un episodio in cui sono stato tirato in mezzo. Finita così, non ho problemi personali con Fibra, penso e spero che lui non ne abbia con me. Anzi fu lui per primo in un’intervista che parlando della situazione disse “Si tratta di fare musica”. Poi ognuno fa il suo.

5) Com’è essere il fratello di J-Ax e fare rap? Quando hai iniziato lui era già una star e nel momento più alto della sua carriera. È stato difficile il confronto?

Grido: Quando ha cominciato lui era alle superiori io ero molto piccolo e stavo confinato più in quartiere, avendo molti anni di distanza ci eravamo tra virgolette “un po’ persi di vista”. Quando sono cresciuto poi abbiamo scoperto di essere entrambi appassionati del rap. Io l’ho scoperto dalle classifiche cosa facesse mio fratello in quel periodo e lui l’ha scoperto da un demo in cameretta. Da lì ti dico, è stato sicuramente uno stimolo. È innegabile che lui mi abbia aiutato e consigliato facendomi conoscere situazioni da cui lui era già passato. Quindi da un lato un grande stimolo, dall’altro fin dal giorno zero partivo da raccomandato. Nei primi consigli che ci diede a tutti noi Gemelli, quando aprivamo il tour degli Articolo 31, ci disse: “Voi avete una grande fortuna di piacere al nostro pubblico ed essere davanti al nostro pubblico, ma da qui in poi dovrete guadagnarvi tutto e portarvi il peso sulle vostre spalle perché se un giorno noi saremo da un’altra parte voi dovrete saper affrontare le situazioni e cavarvela da soli”. Io l’ho quindi sempre vista con quest’ottica, di avere una grande fortuna ad avere Ax come fratello, sia dal punto di vista professionale che da quello umano, anche perché è sempre stato il primo a dirmi quando le cose non gli piacevano o facevo cose che per lui non andavano bene.

6) Qual è la ricetta per fare un singolo-tormentone di successo nazionale?

Grido: Domanda da un miliardo di dollari. Più che una ricetta servirebbe una pozione magica o qualche strana formula di alchimia. Dal mio punto di vista credo che non ci sia una ricetta per fare un singolo di successo. Non so cosa sia quello che fa scattare nella testa della gente la scintilla che trasforma una canzone in una hit. Penso che servano tanta passione e tanto cuore, insieme ad un tot di elementi a caso che si buttano sperando di non far esplodere il pentolone.

About Stefano Zanoni

Creative Director, hip hop lover e un altro paio di errori meno rilevanti.

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