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Phonte – Charity Starts At Home

 

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Phonte è uno di quegli mc’s di cui non ero esattamente un conoscitore. Per  motivi stupidi non mi ero mai avvicinato più di tanto ai Little Brother, pur riconoscendo l’indiscutibile valore di 9th Wonder, produttore il cui stile frammentato e leggermente asimmetrico ha già fatto scuola in giro per il modo.
Non è che avessi un qualche preconcetto particolare, semplicemente non mi ero mai soffermato sulle sue gesta al microfono.  Dunque, il mio vero e proprio primo incontro effettivo con questo mc è attraverso il suo esordio da solista, questo Charity Starts At Home che si presenta come un disco decisamente hip hop, nella migliore delle accezioni possibili.
Phonte è un mc che non si affida a concetti ostici e a un frasario oscuro, ma prende in mano il microfono e spara concetti chiari in maniera molto diretta (per farvi un esempio: riesco a capire la maggior parte delle liriche io, che di lingua inglese sono tutt’altro che pratico), con un fare per nulla aggressivo che, a mio parere, si rivela assolutamente funzionale alla voglia di intrattenimento che Phonte sembra avere. L’aggettivo più adatto a tutto quello che riguarda l’aspetto testuale è “onesto”, a mio parere, perché è proprio lui a dirci fin dalla prima traccia che sta facendo quello che fa per pagarsi le bollette e nel corso del disco esprime concetti mai troppo profondi ma non per questo stupidi, servendosi di un rap solido e pronunciato con estrema sicurezza, pur mantenendo toni pacati.
Musicalmente siamo lontani dai sonori viaggi mentali di un disco da “club” come Champion Sound della coppia Jaylib, di cui a tratti questo disco sembrerebbe condividere le atmosfere (non ci sono delle basi sotterranee, il tutto è assolutamente atto al più nobile degli intrattenimenti, sicuramente il tipo di ricerca è diverso, ma il riferimento è per darvi un’idea), nonostante i beats dell’album siano assolutamente moderni, o meglio, contemporanei.
Alterno è il livello delle produzioni, con un posto in pole position occupato dalla Nona Meraviglia che sforna i migliori episodi del disco (notevole, in particolare, “The Good Fight”, che si avvale anche di un bellissimo testo, proverbialmente saggio nella frase finale di ogni strofa: <<Fam in my ear all day and they yellin “Keep it real Te” and don’t ever sellout/ but how the fuck you sell out when ain’t nobody sellin?>>”), mentre per quanto riguarda gli altri non ci sono particolari cadute di stile, ma non tutti brillano per particolare personalità, vale la pena di citare positivamente l’ottimo Swiff D che apre degnamente l’album (l’opening track dal titolo “Dance In The Reign”) e tamarreggia con classe in uno dei brani cantati (la clubbissima “Ball And Chain”, dove purtroppo Phonte non brilla particolarmente nonostante il beat sia divertente), mentre i pezzi più morbidi e melodici alla lunga risultano parecchio noiosi (il che non vuol dire che siano fatti male, semplicemente non di discostano dalla media come magari potrebbe fare un Lyrics Born al massimo della forma), tanto per quanto riguarda le linee vocali che per le basi, che non sortiscono sempre l’effetto desiderato.
Non un disco da buttare via dunque, ma sarebbe stato gradito un maggior lavoro sulla stesura delle canzoni e soprattutto sui ritornelli cantati che risultano poco incisivi e fin troppo classici (eccetto che nel breve intermezzo “To Be Yours”, quasi al sapor di Hawthorne), mentre sul rap non c’è praticamente nulla da rimarcare, a patto che si sappia esattamente cosa aspettarsi dall’artista in questione.

(Sebastian Jonathan Procaccini)

TRACKLIST

01) Dance in the Reign feat Sy Smith (prodotta da Swiff D)
02) The Good Fight (prodotta da 9th Wonder)
03) Everything Is Falling Down feat Jeanne Jolly (prodotta da Khrysis)
04) Not Here Anymore feat Elzhi (prodotta da 9th Wonder)
05) Eternally feat Median (prodotta da 9th Wonder)
06) Sendin My Love (prodotta da Stro Elliott)
07) Ball and Chain (prodotta da Swiff D)
08) To Be Yours (prodotta da Zo! and Phonte)
09) Gonna Be A Beautiful Night feat Carlitta Durand (prodotta da S1 and Caleb)
10) We Go Off feat Pharoahe Monch (prodotta da Fatin “10″ Horton)
11) The Life of Kings feat Evidence and Big K.R.I.T. (prodotta da 9th Wonder)
12) Who Loves You More feat Eric Roberson (prodotta da E. Jones)

About Stefano Zanoni

Creative Director, hip hop lover e un altro paio di errori meno rilevanti.

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