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Kaos – Post Scripta

 

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Nell’epoca delle vetrine luminose il chiasso supera di gran lunga la musica. Il rumore è ovunque, tra i social network, tra i canali televisivi. Sembra che più sai fare rumore e più sei bravo; le rime, il testo, anche andare o meno a tempo non sono più cose essenziali. Se ci sono tanto meglio ma oggi è più importante sapersi vendere. Proporre, come dicono i discografici.
 Adesso che anche l’Italia s’è accorta dell’Hiphop, ogni rapper deve accettare l’evidenza che la musica viene dopo. Allora tutti giù di Twitter, di pagine fan, di video anche girati male, non importa, perché nel web il contenuto video fa più visualizzazioni di quello audio e tu sei le tue visualizzazioni. Non sei più la tua musica, sei diventato il numero di utenti che la tua musica raggiunge.
Marketing virale, SEO, ufficio stampa, tutti giù con tutto, spingendosi a vicenda senza realmente andare da nessuna parte.
Così mi fa quasi paura pensare che Post Scripta, il nuovo disco di Kaos, sia schizzato ai vertici della classifica nazionale d’iTunes surclassando persino il King del Rap di Marracash, senza alcuna pubblicità spietata o l’appoggio di grandi etichette ma in silenzio, quasi di nascosto, come succede alle vere rivoluzioni.
Otto tracce. Nessuna featuring. E un videoclip – il primo per l’artista. Kaos è tornato con un lavoro viscerale, forte, che rispolvera le cupe atmosfere di Fastidio senza però cadere nel vecchio. La copertina sfoggia una bella tavola ouija, di quelle usate dai medium per comunicare con l’aldilà, forse a significare il desiderio di mettersi in contatto con una realtà ormai lontana, defunta… e se la vittima in questione è la musica, sappiamo bene qual è l’accusa!
Kaos è sempre lo stesso (“A sedici anni stavo messo male, vent’anni dopo messo uguale, stesso antisociale”) ma non bisogna confondere il suo atteggiamento come una mancanza d’evoluzione o un ostinato piglio golden age, la sua si chiama coerenza, ed è un valore ultimamente troppo spesso messo in discussione. 
L’obiettivo di Kaos non è cavalcare l’onda – non l’ha mai fatto -, il suo scopo è “uscirne vivo” poiché ormai si sente tanto distante dai nuovi idoli almeno quanto “dalle vecchie glorie”. E anche se la sua rabbia sembra aver ceduto il passo alla rassegnazione, snocciola una perla dietro l’altra incendiando i luoghi comuni in soli venticinque minuti di musica.
Nonostante la scritta “Goodbye” in copertina, l’Hiphop ha ancora bisogno di Kaos. La musica ha bisogno di personaggi viscerali, ruvidi, che non passano tempo davanti allo specchio ma in studio. Artisti che si mettono in gioco in prima persona e che scrivono per urgenza, non per calcolo. E la classifica nazionale di iTunes sembra il primo sintomo di questo cambiamento.

(Andrea Mazzoli)

TRACKLIST

01) P.S. – Intrautro (prodotta da Dj Argento)
02) Dottor K – 0% (prodotta da Fid Mella)
03) Le 2 Metà – Lacrime Rosse (prodotta da Dj Argento)
04) Prison Break – Arkham Sscapology (prodotta da Fid Mella)
05) Detraxi – Blahgorrea (prodotta da Dj Argento)
06) Dans Macabre – Somniphobia (prodotta da Dj Argento)
07) Parole Al Vento – D.s.p. docet (prodotta da Fid Mella)
08) Quello Che Sei – Oltre-con-fine (prodotta da Dj Argento e Kaos One)

 

About Stefano Zanoni

Creative Director, hip hop lover e un altro paio di errori meno rilevanti.

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