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MDJ+ – My Golden Age As Yet To Come #2

 

I rapper raccontano. Non esiste strumento migliore per fotografare le strade, per fissare questi tempi assurdi. Il rap traduce la vita, la cristallizza, e la serve senza altri filtri se non la musica. I rapper raccontano e si raccontano. Si erigono ad esempi, più o meno apprezzabili, delle contraddizioni contemporanee. Vittime o istigatori, nessuno è in grado affermarlo con certezza, ma tutti sanno che i rapper scrivono di ciò che hanno attorno, e che lo fanno senza filtri.
Da questo legame con la scrittura nasce Novel Cousine, la nuova rubrica di RapBurger, un gioco di parole tra la Nouvelle Cousine e Novel (dall’inglese “romanzo”), che vi servirà sempre un nuovo racconto scritto dalle più narrative Hiphop heads italiane.
Spegnete la musica e accendete le parole.

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Titolo: My Golden Age As Yet To Come
Ep. 2: La Città Degli Specchi

di MDJ+


Milano 13 gennaio 5 del mattino. Occhi rossi e capogiri.
Samuele e i postumi. Samuele una star nel crollo. La città una steppa desolata.
Nessun rumore, nessuna musica nessuna speranza.
Una vetrina deserta nelle luci dei lampioni mischiati ai toni celesti dell’alba di ghiaccio.
Samuele si specchia. Si riflette. Riflette. Una star del rap. Una volta, un giorno, anni luce fa.

L’alcol lo ha gonfiato tanto da renderlo una fotocopia di quello che era. Il troppo fumo gli ha consumato i respiri, è da un po’ di tempo che in studio non riesce a registrare una strofa tutta d’un fiato. Le sue sedici spente. Le sue sedici spente e vuote. Le sue sedici spente, vuote e glitter.
E Ludmilla lo ha lasciato.

Tutto questo benessere ti ha tolto la voglia di combattere.
Le cene, le notti a ballare, le notti che finiscono all’alba e il dolce vivere di rendita, il rispetto che gli altri ti portano che volta dopo volta diventa un’abitudine ai tuoi occhi e perdi i motivi.
Perdi quello sguardo negli occhi. Perdi la tensione verso la battaglia sociale fatta di parole dense di significato, dense di suono e denuncia.
Le quattro arti. La tensione verso la battaglia sociale. Le cause nei tuoi pezzi.
Tutto perduto, tutto infranto nelle notti di plastica e vana gloria.
Abituato alle luci, al caldo dei locali, alle case bene, al brivido delle ragazze migliori.
Abituato ai letti degli hotel nelle date di tour. Abituato ad essere un nome in città, addicted a quel tipo di lusso alternativo che ti riempie lo stomaco e ti rende lento gonfio e spento. Tutto quell’alcol, tutta quella tregua.
Nessuna battaglia, nessuna guerra, nessuna sfida.
Solo gratificazione e paradisi di plastica.
Samuele cammina solo nella notte al centro della strada, apre le braccia e chiude gli occhi.
Rivede tutto. Mesi e mesi di false vittorie e vana gloria.
Kipling lo diceva bene. Se sai trattare allo stesso modo questi due impostori, il successo e il fallimento.
La cuban linx al collo, il cellulare da cinque gambe con la rubrica satura di numeri di ragazze conosciute sotto i palchi e nei backstage di tutta Italia.
E strade perse, e amici lontani e critiche non ascoltate.
Samuel. Nel silenzio dell’alba passa una macchina sull’asfalto lucido di ghiaccio.
Beat a palla.
Flow che risuona nella notte che diventa giorno. Samu riconosce quel suono.
E capisce cosa deve fare adesso.

 

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Bio: MDJ+. Milano è la sua New York. Dal ’96 pubblica street novels autoprodotte in fotocopia. Partecipa a centinaia di jam, scrive e canta su palchi di mezza Italia. Scrive per decine di fanzine (tra cui lo storico magazine AL), siti web e manifesti. Nel 2000 pubblica Beograd BBoyz con Castelvecchi. Nel 2004 pubblica per Arcipelago Edizioni Spregiudicati, anthem novel urbana. Nel 2005 sempre per Arcipelago Edizioni pubblica Ex, novel neorealista sui lavori di strada a Milano. Per RapBurger scrive The Golden Age Has Yet To Come, in tempo reale.
“Sappiamo soffrire e soffrendo vinciamo” è l’headline della sua vita.

 

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