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MDJ+ – My Golden Age As Yet To Come #6

 

I rapper raccontano. Non esiste strumento migliore per fotografare le strade, per fissare questi tempi assurdi. Il rap traduce la vita, la cristallizza, e la serve senza altri filtri se non la musica. I rapper raccontano e si raccontano. Si erigono ad esempi, più o meno apprezzabili, delle contraddizioni contemporanee. Vittime o istigatori, nessuno è in grado affermarlo con certezza, ma tutti sanno che i rapper scrivono di ciò che hanno attorno, e che lo fanno senza filtri.
Da questo legame con la scrittura nasce Novel Cousine, la nuova rubrica di RapBurger, un gioco di parole tra la Nouvelle Cousine e Novel (dall’inglese “romanzo”), che vi servirà sempre un nuovo racconto scritto dalle più narrative Hiphop heads italiane.
Spegnete la musica e accendete le parole.

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Titolo: My Golden Age As Yet To Come
Ep. 6: Throw up the bars

di MDJ+


Il cielo è pieno. E la terra è vuota. 
Samu respira aria di ghiaccio. Niente nelle mani. Mani vuote come la terra. Ma questo è il momento di combattere. Ha purificato l’arte della guerra, la sua arte della guerra, la sua attitudine alla battaglia. Nei suoi occhi è tornato quel taglio. Nei suoi occhi è tornata la rabbia, quella rabbia. Di chi non ha niente e combatte con le parole per un futuro migliore. L’hip hop. Il parco di Via Padova è vuoto al tramonto, lampioni sgranati come saturazione aperta a cento. Il momento della verità come i Gangstarr. Respira. Le luci della città oltre le cancellate. La base di Jack nelle orecchie. Il notes a quadretti la penna e le barre che si incastrano dentro di te. Respira. Riparti da zero, respira. 
I tuoi bangers zero. I dischi d’oro zero. La fama zero. Devi ricostruire tutto dalle macerie. Con le prossime tre 16. E mentre respiri sai quale sarà la tua battaglia. 
L’Italia sta crollando. Una guerra senza morti. Una guerra senza bombe. Il conflitto del duemila, la crisi che devasta le strade, uccide le certezze, la crisi che lacera gli entusiasmi e la fiducia nel futuro. 
Lo sai. Lo hai visto negli occhi sbarrati degli impiegati nelle albe gelide mentre correvi per le strade. Le mani nei capelli di chi ha perso i risparmi della vita davanti ad uno schermo che aggiornava le quotazioni a ripetizione. 
Lo sai. Lo hai respirato nei siti di informazione, nei social su web, nel colore del futuro che che ha perso lo smalto. Lo sai. Lo stai vivendo ogni istante dal 12 gennaio. Hai perso tutto come l’Italia. 
Questo è il momento, il tuo momento. Scrivi un canto di battaglia per tornare a vincere. Per tornare all’entusiasmo. Per tornare al sole. L’anthem che riaccende il fuoco ai ragazzi, le barre per resistere, le barre per lottare. Le barre per crederci. Samu chiude gli occhi e stende punchlines a denti stretti. A cuori forti. Le traccia sul foglio nel ghiaccio prima della notte, le sputa senza pausa mentre Milano si riempie di buio e notte, mentre i lampioni brillano come stelle, mentre la città non lo sa. Che il king sta tornando. 
La stessa base, mille volte in replay. Tre strofe. Perfette. Il fuoco. 
La terra non è vuota. La terra è piena. Spread Love.
Prima di alzarsi respira un’altra volta e guarda il cielo. Non è finita fino a che non è finita. 
Al pezzo manca un titolo e Samu lo traccia sul foglio come una tag ad occhi chiusi.
My golden age as yet to come. 
Non has yet to come. As yet to come. E lui sa perché.
Un altro respiro. Prima del ring. Il guerriero è pronto per sfidare il palco.


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Bio: MDJ+. Milano è la sua New York. Dal ’96 pubblica street novels autoprodotte in fotocopia. Partecipa a centinaia di jam, scrive e canta su palchi di mezza Italia. Scrive per decine di fanzine (tra cui lo storico magazine AL), siti web e manifesti. Nel 2000 pubblica Beograd BBoyz con Castelvecchi. Nel 2004 pubblica per Arcipelago Edizioni Spregiudicati, anthem novel urbana. Nel 2005 sempre per Arcipelago Edizioni pubblica Ex, novel neorealista sui lavori di strada a Milano. Per RapBurger scrive The Golden Age Has Yet To Come, in tempo reale.
“Sappiamo soffrire e soffrendo vinciamo” è l’headline della sua vita.

 

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