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MDJ+ – My Golden Age As Yet To Come #8 (Episodio Finale)

 

I rapper raccontano. Non esiste strumento migliore per fotografare le strade, per fissare questi tempi assurdi. Il rap traduce la vita, la cristallizza, e la serve senza altri filtri se non la musica. I rapper raccontano e si raccontano. Si erigono ad esempi, più o meno apprezzabili, delle contraddizioni contemporanee. Vittime o istigatori, nessuno è in grado affermarlo con certezza, ma tutti sanno che i rapper scrivono di ciò che hanno attorno, e che lo fanno senza filtri.
Da questo legame con la scrittura nasce Novel Cousine, la nuova rubrica di RapBurger, un gioco di parole tra la Nouvelle Cousine e Novel (dall’inglese “romanzo”), che vi servirà sempre un nuovo racconto scritto dalle più narrative Hiphop heads italiane.
Spegnete la musica e accendete le parole.

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Titolo: My Golden Age As Yet To Come
Ep. 8: 4 minuti per tornare a casa

di MDJ+


La tensione negli occhi del dj alla luce della spia in console. 
Il beat che riempie il locale. Milano Est, circonvallazione esterna. Una serata come altre mille. Non per Samu. Arrivato a piedi, senza bodyguard, senza manager, senza niente. Solo un cd nella tasca del parka con la base di Jack e l’ultima possibilità. I gargarismi in bagno e le preghiere. Le prove allo specchio e le preghiere. Le preghiere nelle luci blu sopra il lavandino. 
Bat, Kuno e Jack come headline di una one night da microfoni ardenti. Lo stadio della finale. Sotto il palco 400 persone con le mani in aria, atmosfera da sogno, the roof is on fire. Movimenti in frame per le strobo, effetti in slowmotion, fari che illuminano il palco come gli ufo. Tu sei la mia strada la mia verità. Bat e Kuno e Jack, le mani in aria. Ogni pezzo le mani in aria. 
Ogni barra le mani in aria. In 400 pressati contro il palco, flash di reflex, riprese coi cellulari, occhi dilatati. 
Samu nel backstage occhi chiusi mentre ripete le strofe a memoria, mentre riprova cento volte i passaggi. La tensione sul collo, la tensione nella schiena, i brividi. Dopo i concerti da 10.000 persone, è questa la notte della sua vita.
4 minuti per riprendersi tutto.
Niente nella vita ci separerà.
Kuno, lo annuncia. Bat lo annuncia. Jack lo annuncia. Non ci sono mani in aria. Non ci sono applausi, non ci sono “boooowwwww”!
C’è il silenzio. Perché nessuno sa che tutto è cambiato. Sanno che tutto è crollato. Non che Samu è rinato. 4 minuti per tornare a casa. 
Samu sale sul palco, gli occhi invasi dalle luci, i respiri tagliati, i brividi in gola.
Non lo sanno. Non lo hanno mai saputo. Fino a che la base di Jack non muove i cuori. Fino a che Samu non attacca la strofa. Fino a che ogni barra diventa la storia di tutti noi. Ogni parola è nostra, ogni rima che si chiude, lo sai, chiude dietro di noi le paure e i deliri di giorni di guerra. 
My golden age as yet to come. Da stanotte. Da stanotte per tutta la vita. Ci sono mani, ci sono applausi, ci sono “booowwwwwww”! E brividi che ti restituiscono la voglia di lottare. 
Ludmilla lo guarda. E non è mai stato così splendido. Le parole di Samu le accendono nuove prospettive e le cambiano la vita. Il passato è passato. Combattere nel presente per un futuro di sole. Con lui. Nella fama e nel silenzio. I valori di una vita da vivere insieme. Il suo amore. Il suo futuro. 
Ma è solo una storia tra altre 400. E comincia domani.


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Bio: MDJ+. Milano è la sua New York. Dal ’96 pubblica street novels autoprodotte in fotocopia. Partecipa a centinaia di jam, scrive e canta su palchi di mezza Italia. Scrive per decine di fanzine (tra cui lo storico magazine AL), siti web e manifesti. Nel 2000 pubblica Beograd BBoyz con Castelvecchi. Nel 2004 pubblica per Arcipelago Edizioni Spregiudicati, anthem novel urbana. Nel 2005 sempre per Arcipelago Edizioni pubblica Ex, novel neorealista sui lavori di strada a Milano. Per RapBurger scrive The Golden Age Has Yet To Come, in tempo reale.
“Sappiamo soffrire e soffrendo vinciamo” è l’headline della sua vita.

 

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