Home / FEATURED / Intervista Rancore e Dj Myke

Intervista Rancore e Dj Myke

1) DJ Myke sei un DJ con una più che decennale attività sui giradischi, sei stato anche campione del DMC, oltre ad aver prodotto musica come solista e accompagnato nei live alcuni tra i top artisti della scena. Rancore hai iniziato già giovanissimo a rappare e farti conoscere nelle jam romane, hai affrontato un percorso con Alto Ent. e ora sei fresco fresco vincitore dello Spit Gala insieme a Clementino. Come e quando vi siete incontrati? Cos’ha unito in un progetto unico due artisti con una storia così diversa?

Rancore) Il nostro è stato appunto un incontro ”musicale”, è nato tutto da una canzone e poi ha continuato con dei progetti veri e propri. Le nostre storie personali sono diversissime ma hanno anche alcuni punti in comune molto forti, soprattutto per quello che riguarda il nostro approccio a quello che facciamo. Entrambi siamo disposti a toglierci anche la faccia (o mettercela, ma oggi ha perso di valore quando prima era la cosa più pericolosa), per dare la precedenza a quello che nasce dalla musica.
Dj Myke) Per quanto mi riguarda Tarek mi è stato presentato da 3D del ollettivo Torre Di Controllo 21. È stato lui ad insistere perche trovava delle similitudini nei rispettivi modi di fare. In quel periodo stavo chiudendo il mio album Hocus Pocus ma mi mancava ancora qualcosa, avevo questa base (Lo Spazzacamino) che mi tormentava oramai da tempo, mi piaceva troppo ma non riuscivo a trovargli il giusto sapore. Diciamo che appena ci siamo conosciuti abbiamo subito affrontato la prima collaborazione come una piccola “sfida”, questo è un po’ il nostro segreto, lasciandoci tutti e due senza parole. Lui finalmente aveva, a detta sua, “il beat” che aspettava da tempo ed io avevo finalmente il rap giusto sul beat giusto. L’impatto iniziale della collaborazione è stato talmente forte e proficuo che abbiamo deciso di iniziare una sorta di sodalizio artistico con l’obbiettivo comune di crescere artisticamente  ed apportare un effettivo cambiamento alla nostra condizione nel panorama della musica italiana.

2) Sia nei vostri progetti insieme che nei videoclip avete un’attitudine che tende a sperimentare molto, in Acustico addirittura nessuna traccia aveva la batteria e in entrambi i dischi le tematiche sono molto originali e staccate dal classico ego trippin’ che troviamo in parecchi dischi rap. Come siete arrivati a concepire questi due dischi?

Dj Myke) Come ti dicevo prima l’obbiettivo è comune. Noi siamo 2 persone assolutamente diverse sia d’età che di carattere ma l’attitudine è la stessa. Se tu prendi Acustico nello specifico è molto semplice e quindi molto molto complicato… cioè tutto sta nell’idea di base. A mio avviso non si fanno dischi senza concept, senza idea,senza argomenti. Questo vale sia per la musica che per i testi. Io volevo fare degli arrangiamenti musicali utilizzando solo chitarre acustiche, trattandole come se fossero tasti dell’MPC o battle break. Insomma ho usato Svedonio ed i Bartender come “tools”. Avendo la possibilità di utilizzare dei veri ninja della chitarra acustica il tutto è stato oltre che divertente anche a mio avviso molto molto stimolante. Un concetto che non esiste in italia, si pensa di fare controcultura invece si fa solo non cultura, la sperimentazione qui viene stupidamente presa come “svarione”, io ho iniziato praticamente sperimentando (Meninskratch, The Reverse etc.) oramai sono quasi 20 anni che mischio elementi chimici e vi posso assicurare che bisogna essere molto lucidi e consapevoli di quello che si fa. Diffidare sempre dagli “sperimentatori” dell’ultima ora, sono peggio di qualsiasi altra tipologia di “fauna musicante.”
Rancore) Credo che per scrivere una serie di canzoni che poi devono formare un progetto, indipendentemente da quante tracce sono, si debba spaziare tra argomenti che siano più legati possibile l’uno all’altro, ma di mondi completamente diversi. Non mi piacciono i dischi che ti tengono ”legato” a terra, o che ti portano solo ”in aria”. Il cosiddetto ego-trippin’ è presente all’interno del disco, è solo affrontato in un altro modo. Si deve necessariamente essere il centro dell’universo per parlare veramente di se stessi? I testi di Acustico sono stati fatti apposta per far venire questo dubbio… ed è molto molto più vicino di quello che sembra al concetto che Dj Myke ha messo nella produzioni di Acustico. In copertina c’è l’interno di un orecchio… al posto di ”martello-incudine-staffa” (le tre minuscole ossa che battendo l’una all’altra ci permettono di sentire i suoni), c’e’ un microfono, un giradischi e una chitarra… sono questi i tre reali protagonisti di questo progetto, non Rancore, Dj Myke o Svedonio. Ogni elemento del progetto rispecchia le caratteristiche della musica stessa, la senti ma non la vedi.

3) Rancore, hai partecipato al Gala del programma Spit, sei stato invitato insieme a tutti campioni o finalisti del 2 The Beat ed tu eri un po’ un outsider, ma ciò non ti ha impedito di vincere la gara. Come ti è sembrata come esperienza? Sapendo benissimo che è un modo per mettersi in luce davanti a tantissime persone, quale sarà il tuo prossimo passo?

Rancore) Sono entusiasta di come è andata. Credo che se tieni alle tue rime quello che vuoi è farle sentire a più orecchie possibili e sicuramente il freestyle è il modo più semplice e sincero per farlo in ambito televisivo. Come dici tu tutti i partecipanti erano vincitori di contest storici del freestyle italiano ai quali io avevo partecipato spesso, ma non ero mai arrivato primo. Io non voglio fare l’outsider nè altro, forse però, come in quell’ambito, appaio spesso in quel modo e sono contento percheè questo è un motivo in più per essere più o meno se stessi. Detto questo, la mia più grande soddisfazione è stata quella di essere riuscito a mantenere la concentrazione, per me essenziale per improvvisare, e a capire che la tensione che si può avere in tv quando fai freestyle è un centesimo di quella che ho avuto nei contest per strada. Potrei non dirlo ma essendo così lo devo dire. Il prossimo passo ancora non lo so… vivrò in freestyle.

4) Dj Myke sei sempre stato difficile da inquadrare. La tua competenza musicale va ben oltre le skillz classiche da Dj Hiphop e hai sempre affrontato sonorità fuori dai trend. Pensi che questo a livello di notorietà sia stato un bene o un male? Il tuo approccio “diverso” è frutto di una scelta ponderata o di una attitudine innata?

Dj Myke) Mi fa piacere ogni volta che mi “dipingano come outsider folle”, la cosa mi ha sempre divertito molto. In parole povere io sono una persona che odia: i dogmi, le cose e persone indiscutibili, chi campa di rendita eccetera. Non mi piacciono le leggi e le imposizioni. Sono nato in provincia, ad Orvieto in Umbria, a casa mia si ascoltava di tutto e la musica era sempre molto presente. Mi sento fortunato perché non ho mai avuto un’infatuazione per un genere preciso io amo la musica. Sicuramente il mio essere caleidoscopico ha spiazzato molto le teste Hiphop. Con i puristi mi sono salvato “solo” perche ho vinto molte gare come Dj, con Dj Aladyn nel 1997 ho fondato Meninskratch, e abbiamo vinto dmc e itf. Inoltre ho accompagnato i migliori mc, durante la mia carriera ho avuto molte offerte e possibilità, sempre condizionate da richieste che annichilivano la mia personalità. Quindi io ho sempre denigrato molti aspetti del mondo di cui faccio parte, questo mi ha portato ad essere un “outsider” a vita ma artisticamente molto “sereno”. Diciamo un mix tra attitudine viscerale e scelta ponderata. Per me la notorietà non è una priorità e quindi, indispensabile, ma una conseguenza.

5) Avete qualche progetto in cantiere? Siete al lavoro in progetti da solisti? Se sì, state mantenendo comunque l’attitudine di acustico ed elettrico?

Rancore) Ci sarà un terzo capitolo, certamente un continuo, ma anche un evoluzione dei dischi precedenti ovviamente. Credo che non sia facile mai nella vita rimanere se stessi, si cambia sempre ogni giorno, ma quello che una persona è dentro rimane, ed essendo la musica un qualcosa che viene da dentro, quella parte uscirà sempre fuori in qualche modo, soprattutto se urla e rompe i coglioni. Riguardo ai lavori solisti prima o poi li faremo, ma credo che sia un pensiero da valutare quando sarà necessario, ora come ora stiamo lavorando ai pezzi nuovi e questo conta. L’attitudine resterà sempre “rancore & dj myke si danno un cazzotto, si buttano di sotto, e poi vedrai…”
Dj Myke) Stiamo lavorando al disco nuovo ma ancora non sapiamo precisamente la data di uscita, cosa intendi per mantenere l’attitudine? Certo che la manteniamo siamo sempre noi ed abbiamo sempre molta fame. Ti posso solo dire che anche il nuovo ha un identità ed un idea molto forte… in futuro ci saranno anche dei rispettivi lavori solisti. La collaborazione tra me e Tarek è anche molto distruttiva, arriviamo alla fine di ogni lavoro sempre stremati ed innervositi l’uno dall’altro quindi avremo bisogno delle rispettive disintossicazioni. Ma come si dice non si arriva al 3° elemento se non c’e’ razione chimica. Oltre a questo stiamo ultimando il grosso lavoro che abbiamo fatto sui live (porteremo uno show assolutamente inedito per l’ambiente) e tutti gli aspetti per la nuova uscita del disco: video e grafiche web. A febbraio poi ci sarà, finalmente, la stampa di Elettrico che uscirà distribuito Universal.

6) I nostri chef di RapBurger vogliono proprio sapere qual è la ricetta per cucinare un disco intero senza l’uso della batteria ma che risulti comunque Hiphop 100%.

Dj Myke) Io sono un appassionato di cucina, prendiamo come esempio di non utilizzare il sale (batteria) come facciamo a dargli sapore? Con gli insaporitori chimici come fanno i “colleghi”? No, con le spezie. Non è la forma che fa “genere” ma il contenuto. Si può essere Hiphop senza batterie, si può essere turntablist facendo beat juggling con i Beatles, si può essere rapper parlando di come si fa’ l’impasto del pane. L’Hiphop è una cultura, non un appartenenza politica o calcistica.
Rancore) La ricetta in questo caso non nasce dagli elementi che hai ma da quelli che mancano. Non mi sento nella posizione di poter parlare delle fondamenta della cultura Hiphop, ma quello che ho capito in questi anni è che tutto nasce non dai mezzi che hai, ma dallo sbattimento nell’avere la stessa efficacia con meno mezzi. Guarda il beat suonato con il giradischi, i freestyle per strada, il writing fatto sui treni che viaggiano per il mondo. In questo vedo l’essenza più grande dell’Hiphop, Acustico si basa su una ritmica che c’è, eppure lo strumento ritmico manca. Il concetto c’è, eppure la parola manca. Tutto questo fu alle quattro di notte, quando il frigo era quasi vuoto, e Marco mi disse che aveva un ‘idea per una ricetta particolare. Quindi iniziammo a lavorare immediatamente, visto che il giorno dopo era Natale e avevamo per sbaglio invitato tutti.

About RapBurger #1

Lascia un commento

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>