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Zapping con Primo

 

Zapping è una rubrica di racconti e immagini. Un misto tra una chiacchierata guardando distrattamente la TV e un test psicologico. Ad ogni frame è collegata un’ opinione, ad ogni cambio di canale corrisponde un pensiero spontaneo. Primo, rapper dei CorVeleno, è uno che di situazioni ne ha viste tante. Dall’underground grezzo al mainstream, non smettendo mai di scrivere e proporre nuova musica. Dai mixtape alle autoproduzioni, dalle major ai freedownload, ma con la stessa voglia di raccontare. L’abbiamo invitato a vedere la TV con noi e girando un po’ di canali ci ha fatto sapere la sua opinione.

Cominciamo a fare Zapping su RapBurgerTV… la Banda della Magliana è storia comune a Roma, solo che negli ultimi anni è stata una delle ennesime storie strumentalizzate e ingrandite per soddisfare la fame crescente del mercato del largo consumo, qualcosa da trasformare in gadget e punti di riferimento facili per l’altrettanta mentalità dilagante sociale per cui l’arroganza e la prepotenza debbano prevalere su tutto il resto. Io penso che l’arte possa trasmettere anche il messaggio (non buonista ma di buon senso, che è ben diverso) opposto a questo, ma comprendo quanto sia più difficile costruire qualcosa piuttosto che distruggerla, o al limite mantenersi nella media. Ma d’altronde l’arte è specchio del momento sociale, solo che ad esempio la neonata musica rap italiana sembra avere pochi strumenti per farlo in maniera non schematica o stereotipata. A livello filmico ho preferito la serie al film, e poi sono fan di Alessandro Roja (il Dandi), ci conoscevamo da pischelli e per me è un attore in gamba.

In seguito a “Cantano Tutti” ho avuto il piacere di conoscere la sua famiglia, ma sono stato ancora di più a disagio, perché ho avuto conferma che oramai qualunque individuo che vive in condizioni di normalità e onestà rischia di morire come Stefano e tutti gli altri che sono finiti in questo modo disumano. Si sente sempre più spesso di gente che viene perseguitata e trattata con violenza per niente, per puro cinismo e disillusione… nel senso che si innesca un meccanismo più esteso e perverso per cui “se mi va male qualche cosa oppure vivo di frustrazioni è giusto che anche tu, il mio prossimo, viva male, perché non è giusto che tu sei fortunato e io no. Devi pagare come ho pagato io, devi subire e ti auguro il peggio senza problemi”. Anche le forze dell’ordine, fatte di persone, applicano la stessa filosofia quasi come un automatismo, ingigantito dal senso del potere e dell’autorità, e si approcciano con cattiveria agli altri, tanto che pure mia nonna, ad esempio, non si sente protetta manco per il cazzo e ha paura della polizia. E polizia o meno la questione è estesa all’essere umano che non ce sta più dentro. Cinismo chiama cinismo, odio porta odio, e il cane si mangia la sua stessa coda avvizzita.

Tutto ciò che abbiamo fatto in passato mi fa un effetto strano, mi sembra sempre che l’abbia fatto qualcun altro, dai dischi ai live importanti. Questo serve anche per fare in modo che ogni progetto, ogni pezzo nuovo, sia un inizio, una maniera per tornare vergini e fertili per la musica nuova che ti vuole sedurre. I tempi di Heavy Metal li ricordo come tempi dove c’era la vera fame di diffondersi, di trovare i canali, e non c’era quasi niente di così immediato come oggi. Anche se quella fame alla fine è la stessa mia e dei pischelli nuovi che la possono soddisfare più velocemente. Non cambia molto, alla fine in tutti i campi le fatiche sono proporzionali al momento storico. Mi ricordo i live infiniti che ci ha fatto fare questo disco e quanto ci ha forgiato per saper stare su ogni tipo di palco. Anche la soddisfazione di aver fatto 9 mila copie senza spinte multinazionali, ma con l’organizzazione della famiglia che si è creata tra me e Grandi Numeri con Robba Coatta, Piotta, Squarta e Ibbanez che hanno prodotto il disco e che ancora fanno parte di me in maniera profonda e importante, proprio per la condivisione della vita nel bene e nel male attraverso la musica, ognuno nelle sue esperienze. Sdrammatizzando ricordo che all’epoca scrivevo i testi di Heavy Metal al pc e proprio arrivati a metà delle registrazioni in studio, il pc si fulminò, morì di morte bianca e una mattina non si svegliò più. L’idea di aver perso tutto mi spinse a ricordarmi i testi in una specie di riflusso incosciente, e in un’oretta li ho potuti riassemblare… ma fanculo ho smaltito debbrutto ahah.

Grande 50, non avrei mai pensato di poter suonare con lui e la sua cricca, ma Heavy Metal e poi Bomboclat girarono parecchio (e stranamente lo stanno ancora facendo), soprattutto per le vie trasversali del mercato e del gusto del pubblico. Anche qui la soddisfazione è stata ancora di più visto che arrivammo a loro attraverso il passamano dei dischi e della nostra musica, senza manager o uffici preposti. Loro dissero che dovevano fare un tour in Italia e che noi saremmo stati quelli giusti per fare l’opening act. Nel frattempo facevamo anche i nostri live soliti, e capitava di saltare dal PalaLottomatica e il Forum di Assago, al pub fumoso a San Lorenzo, Trastevere… e questo era utile per tornare coi piedi per terra. Un giorno suonavi davanti a 10 mila persone di ogni tipo e il giorno dopo davanti a 150 bestie affamate di rap nel posto dei posti più bui; ma il tutto ti faceva anche toccare con mano la potenza di un genere di linguaggio nuovo in Italia, che stava iniziando a toccare nuove fasce di utenti, e che oggi si muove meglio nei confronti dei nuovi artisti. Nella data di Day Off tra Roma e Bologna, 50 e la G-Unit cercavano uno studio d’appoggio dove registrare alcuni pezzi della colonna sonora del film di 50 che era in uscita e vennero nello studio dove noi stavamo ultimando Nuovo Nuovo, tranne Young Buck, che era in giro a cercare l’erba… difatti lui è conosciuto anche come Buck “Marley” tra i suoi.

Mike rappresenta il tipo di caparbietà dei 21 MC’s presenti nel tape La Banda Der Trucido di Piotta e Squarta. Il tape è del ’98, ma quel tipo di tenacia e talento incosciente è lo stesso che mi sta capitando di vedere nei nuovi rapper, negli studi, sui palchi… per questo 21 Tyson per me resta sempre vivo col passare del tempo, perché il rap nuovo dà ancora più senso a quello che c’è stato prima quando trova la giusta via per potenziarsi e affilarsi.

A Roma qualcuno direbbe: “te la magni te!” ahah… ma in realtà a volte ci sta. A patto che sia giusto di accompagnamento a qualche carnazza sanguinolenta innaffiata d’olio sale e pepe, preceduta se possibile da carbonara, o gricia, o ragù (bella Chef!) che dir si voglia. Ecco, in quel caso posso tollerare l’insalatina… sennò la lascio volentieri a qualche Alessia Marcuzzi di turno, che la mattina fa colazione con Activia e poi va da McDonald’s, si prende il McToast e una bella insalatina dietetica. Ahah, io hamburger, cheeseburger… RaaapBurger!
Bella ragazzi, grazie per lo Zapping e belle cose a tutti, ve vojobbene.

(Stefano Zanoni e Jorge Flores)

About RapBurger #1

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