L’Hiphop riesce ancora a farmi incazzare

Rapburger 2 | 5 febbraio 2012 | 14 Commenti

Uno spazio dove scrivere ciò che voglio è una grossa responsabilità, anche se sono uno degli autori di RapBurger e ho la presunzione di ritenermi un uomo ragionevole. Fortunatamente posso contare sui miei soci che, oltre ad avermi incitato spargendo complimenti come noccioline, m’hanno rassicurato dicendo che “tanto alla fine c’è la mia firma”. Infondo è normale che una redazione debba confrontarsi sulla linea editoriale, scegliere una direzione e lasciare che ognuno la percorra a proprio modo, assicurandosi però che nessuno faccia lo sgambetto agli altri. Del resto, anche se sono uno degli autori di RapBurger e, probabilmente, un uomo ragionevole, Watchman insegna l’importanza di “controllare i controllori”. E Alan Moore non è uno che spara cazzate!

Quindi, ben lontano dal voler fare un’analisi sociale o un articolo di costume, ho fatto ordine tra i pensieri per sproloquiare su di un argomento che ultimamente suscita il mio interesse… perché se le donne e il lavoro m’hanno insegnato il disincanto necessario per sopravvivere in questa palude, l’Hiphop riesce ancora a farmi incazzare.
Non parlo di quel sentimento simile all’invidia che scaturisce quando vedi qualcuno saltare la gavetta per diventare, con due punchlines nemmeno tanto originali, la nuova stella della scena, e neppure della sovraesposizione che prescinde la bravura o il talento, né del calcolo nascosto dietro ogni singolo album e che ha trasformato la musica in un veicolo del marketing. Ormai siamo nel 2012 e abbiamo già visto cose incredibili, dalle dimissioni di mr B alla tredicesima edizione del Grande Fratello. I tempi cambiano e ostinarsi a valutare la musica con un metro passato è anacronistico, se non addirittura stupido.
Non biasimo chi si crea un personaggio, chi studia le provocazioni a tavolino, o chi paga la featuring più in auge, quello che mi fa veramente incazzare è la mancanza di spina dorsale che sembra il presupposto necessario per entrare in certi circuiti.
Una volta trovata la formuletta la si ripete all’infinito. La favola di sovvertire il sistema dall’interno non inganna più nessuno, piuttosto sembra che una volta entrati nel sistema non si senta più l’esigenza di cambiarlo.
Forse sarò l’ultimo integralista musicale ma certe scelte, specie quando sono in contraddizione con tutto il percorso fatto, non possono che lasciarmi perplesso, come non può che farmi incazzare la facilità con cui certi pesi massimi, invece di lanciare messaggi costruttivi, preferiscano strumentalizzare la storia e il costume per crearsi un fanbase. All’insegna di una pubblicità figlia della politica piuttosto che dell’arte.
Ho visto l’Hiphop crescere con me, dall’adolescenza costellata di jam fatte per passione a una dignità più professionale, e per quanto i cambiamenti siano il presupposto della storia – parafrasando la grande filosofa Paris Hilton -, non posso che sentirmi spaesato in una scena che, a distanza di quindici anni, ha calpestato i principi che lei stessa aveva inventato, senza nemmeno sentire la puzza di merda. E se le classifiche di youtube valgono qualcosa, allora forse non basta essere uno degli artisti più amati del web, per diventare intoccabile. In questo senso è significativo che l’ultimo video di Guè Pequeno, “Gueddafi”, abbia diviso il suo pubblico a metà. Segno, forse, che certe formulette prima o poi si esauriscono.

(Andrea Mazzoli)

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14 risposte a L’Hiphop riesce ancora a farmi incazzare

  1. NG scrive:

    Bellissimo articolo! La penso esattamente allo stesso modo..

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  2. Adamo scrive:

    Molto bello.
    Ci voleva!

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  3. Astro scrive:

    “La favola di sovvertire il sistema dall’interno non inganna più nessuno, piuttosto sembra che una volta entrati nel sistema non si senta più l’esigenza di cambiarlo.”

    Quanta verità!

    Prorpio un bell’articolo.

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  4. Webbone! scrive:

    bah… butto li pensieri sparsi…

    Guedafi é una roba di una bruttezza abbastana palese, capisco il mixtape che può (dico può, non deve…) essere fatto un po’ più velocemente e senza troppi fronzoli ma quel pezzo é davvero brutto e non mi fa venire voglia di ascoltare il resto.
    Combattere il sistema da dentro… bah… non penso ci sia molto da combattere… é musica, o la fai bene o la fai male!
    Gli atteggiamenti poi… non so se sto diventando vecchio io e mi dan fastidio cose che non dovrebbero, se sto diventando un rompicoglioni o cosa… esempio: ieri sera Marra twitta una foto con la didascalia “ecco come passerò la serata”, nella foto ha in mano una super cima di erba… non so… Cucchi é stato ammazzato di botte per meno!

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  5. Webbone! scrive:

    Dimenticavo… ok il dissing di Inoki, però inutile sputare sulle major quando lui per primo ci era arrivato ad una major… peccato che abbia fatto poi un disco come “Nobiltà Di Strada” che aveva forse 3 pezzi belli.

    Io penso che sia un buon momento per il rap Italiano sotto il punto di vista della visibilità, per quanto riguarda i prodotti ed i messaggi… probabilmente potrebbero essere il motivo per cui tornerà nella nicchia.

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  6. sound scrive:

    la musica mantiene la sua origine e cambia, si completa, quelli ancora in fissa con il rap anni ’90 e la mentalità da centro sociale son 4 paranoici che han solo tanto tempo da perdere.

    per sta gente fissate che non ne sa nulla del concetto di ”cambiamento”, esisterebbe ancora solo la musica classica e l’opera lirica e niente jazz, blus, rock n roll, funk e rap anche.

    ”Gueddaffi” è un brano leggero, il rap finalmente sta bene, ed è comune a tutte le persone non paranoizzate sentirsi più scialle quando le cose son ok!.

    Be easy!.

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  7. Gianni Cravattari scrive:

    Grandi verità…
    Il mondo sta per finire, la musica con esso. O forse il mondo è già finito e la musica moderna è solamente la colonna sonora della fine…
    This is the end…

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  8. Pier Dario scrive:

    “Una volta trovata la formuletta la si ripete all’infinito”…quant’è vera sta cosa!

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  9. Webbone! scrive:

    <>

    Non voglio entrare in polemica e rispetto il tuo pensiero, rispondo per discutere non perché mi sia sentito particolarmente attaccato dalle tue parole ma credimi che ho sentito brani leggeri un miliardo di miliardi di volte più belli… se quello é essere leggeri e spensierati poi!

    Non sono un amante dei centri sociali e adoro il cambiamento, ma non é che basta cambiare perché le cose vadano meglio, io se cambio e la cosa nuova non mi piace (o non fa per me) torno allo step precedente o cambio ancora!

    Peace!
    -W-

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  10. Webbone! scrive:

    ” “Gueddaffi” è un brano leggero, il rap finalmente sta bene, ed è comune a tutte le persone non paranoizzate sentirsi più scialle quando le cose son ok!”

    Non voglio entrare in polemica e rispetto il tuo pensiero, rispondo per discutere non perché mi sia sentito particolarmente attaccato dalle tue parole ma credimi che ho sentito brani leggeri un miliardo di miliardi di volte più belli… se quello é essere leggeri e spensierati poi!

    Non sono un amante dei centri sociali e adoro il cambiamento, ma non é che basta cambiare perché le cose vadano meglio, io se cambio e la cosa nuova non mi piace (o non fa per me) torno allo step precedente o cambio ancora!

    Peace!
    -W-

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  11. Marco scrive:

    Gran bell’articolo che condivido appieno! (come ho molto apprezzato l’articolo sulla scena rap italiana uscito sul Mucchio di gennaio, duro ma a mio giudizio molto veritiero come questo)

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  12. niente di nuovo scrive:

    sotto il sole

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  13. NG scrive:

    “l’articolo sulla scena rap italiana uscito sul Mucchio di gennaio”

    si trova online???

    thanks

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  14. DAREEO scrive:

    BELLE PAROLE,ERA ORA……

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