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“Morsi Contati” Hyst – Hystory

 

“Morsi Contati” è un modo per gustarsi un album con i commenti dell’autore stesso.
La rubrica offre la possibilità di seguire i dischi dei migliori artisti della scena assaporandoli traccia per traccia, boccone per boccone.
Lo chef è Hyst, il poliedrico artista di Blue-Nox e Alto Ent. che ha appena pubblicato l’Ep Hystory. Diamo subito questi cinque gustosi morsi al panino del rapper romano.

1) Hystory
Hyst) Ho scelto questo brano per dare il titolo all’Ep. Probabilmente è il primo pezzo concepito, risale a una serata in cui sono andato a sentire Kiave e Kento live, qui a Roma. Uscito dal concerto, durante il tragitto in macchina, ho “pensato” queste due strofe, con la cuirosa caratteristica di avere tutte la stessa assonanza di sillabe (u-i-a-i) ma come al mio solito anche quando scrivo una cosa per il divertimento tecnico non riesco a non impormi di sviluppare un tema. In questo caso probabilmente il più semplice, l’Hiphop e alcune delle sue qualità.

2) La Forza Che Non Ho
Hyst)Sono molto soddisfatto del beat, mi dava grandi emozioni e quindi ho deciso di cantarci sopra ad un ottava molto alta, così sono sicuro che quando la faccio dal vivo sono obbligato a sgolarmi, e restituisco la “fatica” di cui parlo. Ci sono dei riferimenti a delle persone reali, persone molto vicine a me, ovviamente, ma il brano non parla necessariamente di me. Parla di un’emozione che sento, questo senz’altro. Ognuno di noi ha un progetto diverso lì per la propria vita e di solito i progetti “nobili” costano molta fatica. Se avessi parlato del figlio di un imprenditore, evasore e truffaldino l’avrei chiamata “La Forza Che Non Mi Serve”.

3) Roma North Side
Hyst)La traccia l’ho scritto per un Mixtape di un amico, Johnny Roy, di RedLights ent. Vive a poche centinaia di metri da casa mia e ha messo insieme un po’ di MC di Roma nord. Io ho sempre vissuto nel lato nord della città, senza nemmeno desiderarlo più di tanto. Ma è una parte strana della città, non rispecchia del tutto il mio carattere, ci sono dei contrasti molto forti. E ci sono gli ospedali in cui sono morte le persone più care che ho perso. Ho dovuto scegliere quali immagini passare, avrei potuto scrivere un brano di mezz’ora se avessi descritto tutto quello che mi veniva in mente. Sto pensando di fare qualche rmx con altri giovani mc della zona da mettere su Youtube.

4) Non Capisco
Hyst)In questo brano sono partito inseguendo un suono. Volevo un beat essenziale su cui fare una rappata tesa, non avevo un’idea precisa del tema, poi è uscito da solo scrivendo. Quando sono arrivato al ritornello era chiaro ormai. La seconda strofa è una specie di bridge lungo, con una struttura molto quadrata che si ripete in due blocchi con variazioni. Volevo scrivere un piccolo manifesto per chi come me trova un sincero piacere ad approfondire le cose, a non essere superficiale. Mi infastidisce molto quest’opinione diffusa secondo cui ciò che è profondo, o culturale, o etico sia anche noioso. Soprattutto perché non è vero. Anzi, trovo che nella profondità si scoprano livelli di ironia e intrattenimento più belli e gustosi. Il divertimento che sta in superficie è sempre uguale, banale, monotono.

5) Autostoppista Di Me Stesso
Hyst)Anche qui sono partito dalla creazione del beat. Volevo qualcosa di intimo, di riflessivo, un tappeto su cui rappare a una voce sola e dare risalto all’interpretazione. Volevo fare un cantato semplice ma significativo. Penso sia una sensazione comune a tutti quella che si prova quando si riflette su se stessi. Si ha a volte l’impressione di vedersi dall’esterno. Ero in tournèe con uno spettacolo teatrale mentre l’ho scritta, circondato da giovani attori, belle persone con un senso della vocazione verso il proprio mestiere. Abbiamo viaggiato per mesi su un pullmino da 20 posti, stretti uno accanto all’altro. Per questo è nata la metafora del viaggio in auto. La chiusura è un po’ bizzarra, forse sospesa, ma è una cosa che amo, chiudere in levare. E poi rappresenta bene la sensazione del viaggio, che non è ancora terminato.

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