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Intervista DJ Aladyn

 

1) Raccontaci di Fili Invisibili, come è nato il progetto?

DJ Aladyn) Fili Invisibili è quel legame che non si vede tra gli artisti di questo disco ma che in qualche modo era già tracciato. Unire generi opposti per ottenere completezza in alchimie di suoni. Sono quei collegamenti invisibili che non hanno inizio né fine, che collegano tutto e tutti, che con calma arrotolano il mondo e quello che contiene.
E neanche questi puoi vedere. Ma, a volte, quando uno di loro si stacca, qualcuno riesce a vederlo, e lo acchiappa al volo. Per poi scoprire che porta solo ad un altro filo.

2) Nel tuo disco si viaggia attraverso molte sonorità e stili, dal cantautorato all’Hiphop, dal metal alla dance e al pop. Come nasce questa tua voglia di sperimentare ed essere libero ed eclettico?

DJ Aladyn) Non è una voglia… Sperimentare è una necessità! Il mio modo di produrre è inerente allo stato d’animo o alla musica che ascolto in quel momento, che può variare dai canti gregoriani agli Slipknot per poi arrivare a casa e magari fare un beat drum’n'bass. Sono molto influenzato anche da quello che vedo o che succede nel corso della giornata.
Inoltre ho ascoltato di tutto nella mia vita di ascoltatore. Ho iniziato con l’hardcore e la techno, roba da club pesante. I primi vinili che ho acquistato, a 12 anni, erano cose di questo genere perché ero frequentatore assiduo di certi locali. E sono ancora nella mia collezione, li uso tuttora ogni tanto. Poi ho scoperto rap e Hiphop: Run Dmc, Public Enemy, Beastie Boys. Ed è dal rap che ho scoperto la figura del DJ come manipolatore e non solo come uno che mette su i dischi, così ho iniziato a scratchare anche io. Grazie a Bertallot mi sono avvicinato al lato B della musica e con Nikki ho chiuso il cerchio con il Rock!

3) Nel disco hai anche rapper come Dargen D’Amico, Rancore e Danti. Raccontaci come sono nate le collaborazioni con questi due artisti.

DJ Aladyn) Il pezzo con Dargen nasce da un’idea strumentale realizzata con Remo Anzovino. Durante i mix in studio Marco Zangirolami mi ha dato l’idea di aggiungere le strofe di Dargen che non conoscevo personalmente ma che apprezzavo da tempo. Purtroppo nell’era digitale i dischi si fanno anche via mail e quindi Dargen l’ho conosciuto di persona molti mesi dopo aver ricevuto le sue strofe nella mia casella di posta! È uno fuori dagli schemi, mi piace molto, sia come scrive sia la sua attitudine sul palco.
Rancore l’ho conosciuto grazie a DJ Myke qualche anno fa e subito mi ha impressionato il suo modo particolare di scrivere nonostante sia così giovane. Danti invece l’ho conosciuto in radio, ma lo seguivo da tempo e il nostro tramite è stato Roofio, il suo socio.

4) Dal percorso con i Men In Skratch a ora, Dj Aladyn quanto è cambiato? E quanto è importante per te evolverti e cambiare?

DJ Aladyn) Posso dire che dopo anni e anni di turntablism è stato bello provare a fare qualcosa di diverso e nuovo, passare ad altri strumenti come synth e drum machine, per esempio. A gennaio mi sono anche comprato la mia prima chitarra elettrica. Diciamo che questo disco ho allargato molto i miei orizzonti e mi sono avvicinato per la prima volta (da solo) alla figura del produttore. Già in questo credo sia sottintesa la risposta alla domanda su quanto sia importante per me evolvermi: molto.
Men In Skratch è un progetto mio e di Dj Myke in continua evoluzione, ma sempre con assoluta devozione alla musica studiata sui giradischi. Comunque non è cambiato nulla, non ci fermiamo, anzi, arriveranno novità a breve!

5) La scena Hiphop è stata importante per diventare quello che sei ora? Ti senti ancora legato a questo mondo?

DJ Aladyn) È stata una parte del mio percorso molto importante ed è una scena che continuo a seguire. Quello che mi porta a sperimentare sempre cose nuove forse viene proprio dalla “battle” che caratterizza l’Hiphop, appunto quello spirito di competizione che ti porta ad alzare l’asticella sempre un po’ più in alto.

6) Dalla cucina di RapBurger vogliono sapere qual è la ricetta per diventare tra i DJ più forti d’Italia. Tu sei uno dei pochi che può dirci tutti gli ingredienti che servono.

DJ Aladyn)
Ingredienti :

400 gr di passione
1 peperoncino
250 gr di riso
2 patate
500 gr di cozze
100 kg di devozione
50 gr scaglie di cioccolato fondente
un pizzico di sale grosso
500 kg di sperimentazione

Preparazione :

In una terrina capiente mettete la passione, praticate un foro al centro e mettete all’interno il riso, le patate, le cozze e il peperoncino. Iniziate ad impastare con la mano, se dovesse risultare troppo appiccicosa aggiungete molta devozione. Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo e liscio, copritela con pellicola vinilica e lasciatela riposare per 20-30 minuti. Disponete sul giradischi ad asciugare, girandola ogni tanto, per altri 30 minuti circa e poi distribuire le scaglie di cioccolato fondente, sperimentando nuovi sapori.

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