Ora che il rap sembra la fiera delle vanità, dei Ray-Ban Wayfarer e dei giochi alla Bartezzaghi (concedetemi l’iperbole), è fin troppo facile sconfessare il proprio backgorund per abbracciare la corrente o per mettersi a fare i Mayer Hawthorne.
Grazie al cielo non è questo il caso di Stokka e MadBuddy che con #Bypass hanno regalato alla scena molto più di un Blocknotes Parte Due, ma una ritrovata e intelligente, dignità musicale.
Stokka e MadBuddy sono la dimostrazione che l’Hiphop può essere musica, e che non è necessario rinnegare il proprio passato quando hai l’opportunità di crescere.
#Bypass racchiude suggestioni non sempre al servizio di un argomento. Non si abbandona a narrazioni ma preferisce disseminare versi e idee, in equilibrio tra linguaggio poetico e generazionale – come dimostra la scelta di scrivere il titolo a modo di hashtag.
Rap fatto con <<la rabbia di chi ha preso diecimila vaffanculo>> ma con un atteggiamento più adulto e cosciente che eleva questo disco dallo standard del rap game italiano.
Poche featuring, scelte più per comunità d’intenti che per calcolo, tra cui spicca un Ghemon bravo come sempre ma meno paternalista del solito e Patrick “Pat Cosmo” Benifei, voce e tastiere dei Casino Royale.
Esa aka El Prez ci introduce all’ascolto in una sorta di passaggio di testimone, per poi lasciarci alle batterie distorte di “Piano B”, canzone manifesto del ritorno in grande stile del duo.
L’amore per l’Hiphop, per le canzoni che l’hanno reso grande prima dell’olocausto commerciale, per il writing, la break, per un certo cantautorato, per le tradizioni e soprattutto per la propria città, sono quelli di Palermo Centrale, ma anche se i punti cardinali sono gli stessi, quello che è cambiato è lo sguardo con cui si affronta la tempesta. L’energia dei primi album ha ceduto il passo a una profondità più celebrale. I ritornelli urlati sono stati sostituiti da linee quasi sussurrate, il flow è diventato spezzato, ricco di pause, e le rime da battaglia hanno lasciato il posto a versi altrettanto incisivi ma più poetici. Continuando la direzione intrapresa con Struggle Music, Stokka e MadBuddy hanno approdato a un Hiphop figlio del genere, ma che nel genere non si esaurisce.
Stokka e MadBuddy vivono sulla <<nave delle cose nuove>>, anche come sound. Oltre allo storico beatmaker del duo, alle produzioni troviamo Big Joe, Tony Madonia e i due maestri della scuderia Unlimited Struggle (che tra l’altro ha anche prodotto il disco), Dj Shocca e Frank Siciliano. Sulla carta potrebbe sembrare un disco eterogeneo ma non è così. Infatti, per #Bypass, Stokka ha mantenuto tutto molto concreto, scegliendo una sonorità garage che ricorda gli album dei Morcheeba piuttosto che quelli di Pete Rock, in un’amalgama di campioni e strumenti dal gusto innovativo e di cui “Con Me” è stato solo un assaggio.
Un disco che aspettavo da un po’. Non tanto questo in particolare, ma uno capace di dare nuovamente all’Hiphop italiano quella dignità musicale che un certo tipo di rap, con gli occhiali da sole e i testi da scuola elementare, sembra avergli tolto. E’ sufficiente ascoltare “Gold” prodotta da Big Joe, o cogliere tutte le citazioni di “Nella casa”, per ritrovare l’entusiasmo perduto e capire non solo che un cambiamento è possibile, ma che è già iniziato.
(Andrea Mazzoli)
TRACKLIST
01) #Bypass feat Esa El Prez (prodotta da Big Joe)
02) Piano B (prodotta da Stokka aka Cookie Snap)
03) Nella Casa feat DJ Shocca aka Roc Beats (prodotta da Frank Siciliano)
04) Linee feat Frank Siciliano (prodotta da Frank Siciliano)
05) Centouno (prodotta da Stokka aka Cookie Snap)
06) Gold (prodotta da Big Joe)
07) Attraverso il Vetro (prodotta da Big Joe)
08) Future feat Dre Love (prodotta da Big Joe)
09) Con me (prodotta da Stokka aka Cookie Snap)
10) Ho fame feat Ensi, Johnny Marsiglia & DJ Shocca aka Roc Beats (prodotta da DJ Shocca)
11) Quello che hai feat Ghemon e Pat Cosmo (Casino Royale) (prodotta da Stokka aka Cookie Snap)
12) La Fuga feat Clementino (prodotta da Big Joe)
13) Canzoni a Memoria feat Serena Ganci (prodotta da Tony Madonia)
14) Un’altra vita no (prodotta da Big Joe)
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purtroppo non ho potuto avere i 3 loro album precedenti quindi per questo per me e il primo, quindi attesissimo, fiero di essere Palermitano oltre per i grandi Falcone e Borsellino che per Stokka e Mad Buddy, e tutto il Killasoul! Rispetto e supporto da un paesano emigrato! PS.bella recensione
PA STATE OF MIND
alla faccia dell’ ”olocausto commerciale”, che paroloni.. . io penso sia un piacere e una fortuna poter parlare di rap non solamente con i classici 4 esperti, senza contare che poi ti arrivano i puristi con un paraocchi e una chiusura mentale che sono un insulto al rap, aperto a pensieri e miscelazioni con ciò che lo circonda.
vedere ragazzi e ragazze che a gruppi gridano i pezzi ai live, comprano i dischi e lo supportano, sentendo questa musica loro, senza necessariamente essere fan accaniti, mi pare una ricchezza; si, poter condividere le esperienze di questa musica sia con l’amico stra appassionato che con l’amica che non sa tutto ma comunque ascolta tanto.
qui non sto parlando di questo disco – che dalle premesse mi sembra un ottimo lavoro in se – ma della solita noia nostalgica ”del prima si stava meglio”. dopo è inutile criticare dicendo ”l’Italia è un paese di vecchi”, alla maggioranza degli italiani piace essere cosi. gli anni ’90 e il passato son stati bellissimi, ma è giusto stiano dove stiano, e per fortuna. sai che ammorbante sarebbe stato sentire oggi la stessa roba di 20 anni fa??.
peace.
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bomba di cd
@Sound non è questione di vecchio o nuovo,
è questione di chi fa bene il rap e chi lo fa male, tutti parlano di guePolifemo ma è vergognoso…
che messaggio arriva ai ragazzini che sei figo se hai soldi e le tipe gnocche?
STOKKA E MADBUDDY BIG UP
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