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Intervista Stokka&MadBuddy

 

1) Da “Block Notes” a “#Bypass” sono passati tantissimi anni. Quanto siete cambiati voi come musicisti e come persone?

Stokka) È cambiato tanto. Quando abbiamo fatto Blocknotes l’Hiphop in italia era un’ altra roba e a noi sinceramente non importava altro che dare il nostro punto di vista della faccenda. Avevamo poco più di 20 anni e l’unico interesse era dire: “Noi ci siamo e siamo questi”. Con #Bypass è stato invece, naturalmente, molto diverso. In primis quando fai un disco che riscuote un discreto successo impari a pensare al fatto che dall’altra parte c’è qualcuno che ti ascolta. Ne prendi coscienza e inizi a “pesare” ogni parola con più attenzione, pensando alla reazione del tuo pubblico.
Buddy) Inoltre, adesso le nostre vite sono parecchio diverse. Ai tempi vivevamo in casa con i genitori, mentre ormai da molti anni ognuno di noi vive in autonomia, conduce una vita molto differente da quella di due ventenni che pensavano solo al loro Hiphop. In fin dei conti poi è inevitabile che con la nostra età anche il nostro linguaggio e i nostri propositi siano cambiati verso una visione più matura.
Stokka) A 20 anni sei pieno di “miti” e di esempi da seguire, a 30 invece molto spesso cadono giù e tocca andare per la propria strada.

2) Siete passati da un suono più classico ad un sound futuristico, vi siete evoluti e avete cambiato visioni e opinioni, ma si sente che siete rimasti i ragazzi di “Palermo Centrale”. Cos’è che fa funzionare l’alchimia tra Stokka e Buddy?

Stokka) L’alchimia tra noi due è un qualcosa che non abbiamo mai controllato, costruito o impostato. È semplicemente il nostro modo di fare il rap, costruito insieme sin da giovani, ascoltando la stessa roba e crescendo insieme in questa musica.
Buddy) Ci rendiamo conto che esiste un “feel” che ci accomuna, nella maniera di scrivere, nell’uso di alcuni termini e nelle sensazioni che ci piace trasmettere. Noi ne andiamo orgogliosi ma in realtà è tutto veramente così naturale che nemmeno ci facciamo caso.

3) #Bypass era stato annunciato già anni fa, poi è riapparso quando ormai nessuno ci sperava più e ora è uno dei candidati per essere il disco dell’anno per quanto riguarda il rap italiano. Raccontateci il percorso creativo che ha seguito il progetto.

Stokka) Ad un certo punto, circa a Gennaio, abbiamo capito che era il momento di rimettersi sotto. Sentivamo che era il momento giusto per noi, per la nostra ispirazione e per la voglia di dire qualcosa. Non che prima non avessimo voglia di farlo, ma avevamo dubbi da chiarirci, idee da mettere insieme e un mare di input musicali da ordinare, oltre ad alcune canzoni da rimaneggiare o completare. Durante l’inverno allora abbiamo preso una scelta drastica. Scegliere tra la marea di beats che avevamo messo da parte e iniziare a scrivere con un obiettivo: registrare il disco in studio l’ultima settimana di Marzo, in una full immersion totale. O la va o la spacca.
Buddy) Tra Gennaio e Marzo è stato un periodo veramente matto, fatto principalmente di chiacchere su Skype e memo vocali inviati attraverso i cellulari, visto che io al momento vivo a Catania mentre Stokka vive a Venezia. Ci siamo confrontanti tantissimo e abbiamo scritto il 90% del disco in questi mesi, definendo in studio durante la settimana di registrazione le ultime cose rimaste. È stata una corsa, ma è stato piacevole. Se sei ispirato puoi tranquillamente scrivere 14 canzoni in quasi 3 mesi, c’è chi lo fa in molto meno.
Stokka) La cosa complessa è stata inoltre anche quella di coordinare tutto questo lavoro, i tempi, gli arrangiamenti delle parti e non ultima la gestione della gente che ha partecipato al disco. Ad una settimana dalla registrazione non avevamo ancora nessuna collaborazione data per certa, o per lo meno quelle poche partecipazioni certe magari dovevano ancora scrivere.

4) Oltre al vostro progetto puramente Hiphop, siete entrambi nel viaggio delle produzioni e dell’elettronica. Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

Stokka) Quello che verrà è ancora in divenire, non sappiamo nemmeno noi con certezza come saranno i nostri prossimi lavori, siamo sempre pieni di idee da metabolizzare. Ciò che invece possiamo dirvi con sicurezza è che arriverà presto qualcosa di nuovo firmato Stokka & Buddy e che arriverà prima del previsto.

5) Unlimited Struggle, di cui siete membri dal giorno 1, è una delle realtà italiane con l’approccio più “real”. Cosa rappresenta per voi il questo team?

Stokka) Non siamo un gruppo di lavoro ma siamo un gruppo di amici che cerca di lavorare insieme per un obiettivo comune: fare della buona musica. Questa è la nostra chiave e farne parte non può non ispirare ognuno di noi. A volte mi fermo e guardo agli altri “compagni” di questo viaggio. Ascolto Ghemon, DJ Shocca, Frank Siciliano, Mistaman, e mi chiedo quanto sono fortunato a fare parte di una squadra composta da artisti con un talento enorme. Tutto questo è motivo di ispirazione, ogni fottuto giorno.
Buddy) Unlimited è il nostro marchio di fabbrica. Senza false modestie, se cerchi un certo tipo di rap in italia, fatto con un buon gusto, con un approccio “real”, che sia conosciuto dalle masse senza snaturare la propria radice è ad Unlimited che devi mirare il tuo sguardo.

6) I cuochi di RapBurger vogliono sapere qual è la ricetta per evolvere il proprio suono senza mai snaturarsi e rimanendo se stessi.

Stokka) Guardare sempre avanti senza scordare il tuo passato e portare sempre nella tua nuova musica un pezzo di ciò che hai già trascorso. Sembra complesso ma si chiama “spontaneità” e noi cerchiamo sempre di non perderla.

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