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Sulla Piastra #2

 

Sulla Piastra
L.E.P. Bogus Boys

Del duo di Chicago si è iniziato a parlare, almeno dalle nostre parti, dopo che più o meno dal nulla è saltato fuori il loro pezzo “Gangstas Only”, assieme ai Mobb Deep. Biglietto da visita perfetto, visto che lo stile di Count e Moonie è davvero 100% gangsta rap del 2012, e in mezzo a troppo “ringtone rap” ce n’era proprio bisogno. A confermare il tutto è arrivato l’anno scorso il tape Now or Neva (2011), lavoro ottimo che in pochi mesi li ha trasformati da perfetti sconosciuti a rapper presenti sui pezzi degli artisti più caldi.
Boccone succulento:
Il loro è gangsta rap vero, crudo. E in un momento in cui ogni gruppo che esce sembra correre subito tra le braccia del music-business, sentire i Bogus Boys fare Hiphop classico che suona comunque perfetto per il 2012 (la loro non è roba vintage come parecchia che circola) è davvero un piacere. In più i due, che magari non sono dei mostri di metrica, si integrano alla perfezione (vabbè Moonie sembra un pazzo, ma spacca anche per questo).
Perché possono rimanere caldi:
A dire la verità adesso la questione è più che altro se possono diventare ancora più caldi di così, visto che al momento non hanno le quotazioni di un Fred the Godson (di cui abbiamo parlato nella scorsa puntata) o di un French Montana. Il loro punto di forza è quello di aver riempito un buco: quello del rap crudo che allo stesso tempo suoni attuale. Quello spazio è loro. Se riescono a continuare a fare musica del genere e al livello mantenuto finora non spariranno di sicuro, anche se magari non raggiungeranno mai lo status di rapstar.
Salse di accompagnamento:
Mobb Deep, Meek Mill, Rick Ross, Raekwon sono un po’ dei nomi grossi con cui hanno collaborato. Ma il segnale più importante arriva da French Montana, aver chiamato i Bogus Boys per per il pezzo “Dirty Money” del suo Coke Boys 3 è un segnale chiaro.
Pezzo pregiato sulla piastra:
Ne scegliamo due, il pezzo che me li ha fatti conoscere, “Gangstas Only” con i Mobb Deep, e il loro ultimo video, “Claim My Shit”.

Da rimettere in freezer
Cory Gunz

Metricamente un mostro, di un altro pianeta. Ma l’impressione è che il tutto finisca lì, in maniera simile a Vado. A differenza del rapper di Harlem di cui abbiamo parlato l’ultima volta, Cory Gunz ha però tra le mani quello che per molti, e anche tra artisti di successo, rimane un sogno: un contratto con la Young Money di Lil Wayne. Ma nonostante la chance mostruosa, il featuring in uno dei singoli per Carter IV, “6 Foot 7 Foot”, un reality show e una piccola in sosta in galera che non fa mai male, il rapper bronx-native non sembra essere sul punto di spiccare il grande salto.
Olio di scarto:
Metrica, metrica, extrabeat pazzeschi e ancora metrica. Ma alla lunga stufa. Un perfetto uomo-featuring insomma, perché ad ascoltare un suo lavoro per intero (come il comunque positivo Son of a Gun del 2011) dopo un po’ le rime doppie, triple, quadruple, complicatissime vengono a nausea.
Perché si è raffreddato:
Essere un mc super tecnico è sempre positivo e spesso può bastare per creare un po’ di hype, ma o si aggiunge qualcos’altro oppure si fa tutti la fine di Papoose. Devono essersene accorti anche dalle parti della Young Money, dove sono già alle prese con un Lil Wayne che sembra aver cominciato la fase declinante della sua carriera e dove comunque sono abbastanza occupati a vendere milionate di copie con Nicky Minaj e Drake. Perché? Beh, perché Cory Gunz, nonostante sia ormai un nome assodato, non ha ancora in programma neanche un album. Dopo il tape “Son of a Gun” siamo in attesa di “That’s WTF I’m Talkin’ Bout”. Il fatto che si attenda così tanto per lanciare definitivamente Cory Gunz vuol dire che non sono convinti che possa funzionare. Ok, anche Meek Mill non ha ancora in programma un album, ma tra i due c’è una bella differenza.
Salse di accompagnamento:
Qual è la differenza tra Meek Mill e Cory Gunz? Che se anche hanno in comune il fatto di sfornare solo mixtape senza che al momento ci sia in programma un album, Meek Mill è onnipresente su ogni lavoro che esca, fin troppo. La sua voce perforante è dappertutto. Lo stesso non si può dire di Cory Gunz: nell’ultimo anno mi vengono in mente collaborazioni solo con Red Cafe, N.O.R.E., Mysonne e Prodigy. Al solito: nella selva di pezzi che escono di sicuro parecchia roba me la perdo, però la sensazione è che al momento non ci siano rapper super caldi che sentano la necessità di una 16 di Gunz Junior. Come ultime hit scegliamo il singolo del suo tape, “Outta of my mind”, e il bel pezzo per il mixtape di Prodigy, “Great Spitters”.


(Daniele “Spu” Signorelli)

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