Zapping con Bassi Maestro

RapBurger #1 | 27 agosto 2012 | 0 Commenti

 


Zapping è una rubrica di racconti e immagini. Un misto tra una chiacchierata guardando distrattamente la TV e un test psicologico. Ad ogni frame è collegata un’ opinione, ad ogni cambio di canale corrisponde un pensiero spontaneo. L’ospite di questa fine estate è il grande Bassi Maestro.
Un’icona dell’Hiphop italiano, Mc’s di massima qualità e producer a livello internazionale. L’abbiamo invitato a vedere la TV, a lui il telecomando.

In uno dei miei pezzi più conosciuti, “Giorni matti”, dico che l’immaginario popolare italiano e la situazione attuale mi fanno preferire i falafel ai bignè. Ovviamente è un paragone per mettere meglio in evidenza il senso di quello che dico, non sono un esperto di cucina internazionale ma sicuramente apprezzo il fatto di poter approcciare culture diverse dalla mia e sentirmi comunque a mio agio. Questo credo sia merito dell’ Hiphop in buona parte, il fatto di sentirsi più “internazionali” che regionali, di appartenere a tutto il mondo e non solo a un paese, e poter gustare musica, cibo e abitudini diverse da quelle in mezzo a cui siamo cresciuti. Non dimentico però di essere Italiano e, anche se a volte un po’ me ne vergogno, amo il mio paese e ringrazio di essere nato qui.

Questa è la copertina del mio album forse più classico, Foto Di Gruppo, uscito nel 1998 (ma datato 1997). Questa foto in particolare, che ancora conservo, è un bellissimo ricordo, una polaroid scattata da mia mamma un pomeriggio al parco di Porta Venezia a Milano. Ai tempi c’erano ancora gli animali e un piccolo (terribile) zoo all’aperto. In quella foto, davanti sono io fuori fuoco, e dietro un mio amico storico (che conosco dalle elementari), Giancarlo, completamente composto e a fuoco. La cosa che mi è sempre piaciuta è che già da piccoli lui era quello in gamba, tutto precisino e bravo ragazzo e io ero il cazzaro dei due, sempre in movimento e a far casino. La foto ci rappresenta bene.

Uno dei miei film preferiti di sempre, e dovrebbe esserlo anche di chi legge. Un pilastro e fonte d’ispirazione per centinaia di riferimenti, skit, e pezzi di 20 anni di storia dell’Hiphop. Joe Pesci è incredibile, ovviamente il film doppiato in italiano perde il 90% dei dialoghi per cui consiglio sempre la visione il lingua originale.
Amo, come molti altri, tutti i film di mafia italo-americana, e in questo caso, visto il cast e il regista siamo al top del top.
“Goodfellas”, oltre ad essere un album pazzesco di Showbiz and AG è tra le altre cose anche il titolo di un mitico pezzo dei Sottotono (Quei bravi ragazzi), con Lyricalz e Leftside.

Che dire di New York che non è già stato detto? Una città che ho amato prima grazie ai film e alle canzoni e più avanti frequentandola in modo più viscerale e legato al mondo che mi piace, quello della musica. Ho avuto la fortuna di andarci più volte, tutt’ora mi ci reco di frequente un po’ per lavoro ma anche per amore (della città) e ogni volta sento il bisogno di tornarci.
Consiglio a tutti di andarci ma purtroppo è cambiata parecchio negli ultimi anni. Se da una parte è diventata molto più sicura, ordinata e vivibile per i turisti, si è persa quella crudezza e quella magia che negli anni ‘80 e ‘90 facevano della città un tutt’uno con la musica e la cultura di strada. Shit done changed.

The god MC, il rapper che tutti stimano da sempre e per sempre, forse si può davvero considerare la leggenda vivente suprema per quanto riguarda l’mcing.
Quello che è successo qualche anno addietro con Rakim è allo stesso tempo triste e esaltante. Per farla breve (e per chi non lo sapesse) mi sono ritrovato un mio beat sul suo ultimo album, la traccia è “Working for you”, beat che tra l’altro avevo usato per un mio pezzo minore con Rido dal titolo “Tu non mi rispetti” contenuto nella raccolta di SanoBusiness Esuberanza.
Quello che è successo (e che ovviamente non riguarda Rakim direttamente) è che lui aveva registrato un provino di questo pezzo sul beat che portai a NY nel 2003 e diedi a un “amico” fonico di un grosso studio assieme ad altri beat. Non so come Rakim ci fece sopra questo pezzo e lo accatastò assieme agli altri 4000 nell’attesa di fare uscire un disco. A quanto mi hanno raccontato, il giorno prima di andare in mastering a disco chiuso, hanno deciso di ricantare il pezzo e inserirlo nel disco, senza sapere di chi fosse il beat (e fottendosene altamente, aggiungo io).
Quindi, la figata è che io posso vantarmi di aver prodotto una traccia al God MC. La merda è che a tutt’oggi non ho ricevuto nessuna delle cose promesse: nè un contratto, nè un credito ufficlale, nè un advance. Anche questo è New York.

Ultimamente ai concerti mi faccio sempre qualche scrupolo a eseguire il mio classico “La terra trema”, non vorrei mancare di rispetto alle zone distrutte dai terremoti negli ultimi mesi, tanto meno essere frainteso. Alla fine ho deciso che quando canto quel pezzo lo dedico proprio agli amici che ancora adesso lottano per tenere in piedi le loro famiglie e la loro vita. Solo in un paese di merda come il nostro le istituzioni possono mostrare così poco rispetto e attenzione a cosa di questo tipo, scoprire che gli aiuti dei contribuenti e dei privati non arrivano quasi mai a destinazione se non in minime parti e sotto forma di opzioni bancarie, vedere come le persone coinvolte debbano rimettersi in piedi con le loro forze, è avvilente. Spero ci siano sempre più opportunità per poter contribuire con la musica e dare il nostro aiuto in situazioni come queste.

(Stefano Zanoni e Jorge Flores)

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