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Intervista a Vacca: la collaborazione con Alborosie, la vita in Giamaica, la famiglia e Snoop Lion

A quasi due anni di distanza da Pelleossa, torna Vacca con il suo ultimo album Pazienza. Il rapper, che da ormai quattro anni è emigrato dall’Italia verso la Giamaica, continua il suo percorso nel quale mischia al rap le sonorità reggae, sfornando un disco eclettico con alcuni episodi difficilmente catalogabili che esprimono a 360 il punto di vista di un italiano che vive fuori dall’Italia. La sua storia lo ha portato a collaborare con un altro artista italiano residente in Giamaica, ovvero Alborosie che ha partecipato in ben sei tracce del suo Pazienza insieme ad altri ospiti importanti della scena rap italiana. Vacca però non è solo un artista, è anche padre e proprio a Kingston ha una moglie e una figlia, divedendo così il proprio tempo tra studio e famiglia. Abbiamo avuto occasione di incontrarlo a Milano e ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda.

1) Come riesci a gestire il tuo business, quindi la rete di contatti con l’Italia e mantenere vivo il rapporto con il tuo pubblico, vivendo da anni ormai in Giamaica?

Vacca) In Italia ci sono artisti che non escono di casa se non per la promozione del disco e di conseguenza da un po’ di anni a questa parte c’è questa cosa chiamata internet che ci permette di sembrare a casa tua anche quando si è davvero distanti. In realtà io, senza voler peccare di presunzione, penso di essere uno degli artisti più presenti in rete. Non voglio fare il figo ma credo di essere quello che ha fatto più di tutti sul web. Quando ho iniziato, ti parlo di quattro o cinque anni fa, cominciavo a mettere roba sul web il che non vuol dire fare un mixtape. Un mixtape è facile, fai i pezzi, li metti su e hai un progetto nuovo. Io ti parlo proprio di regalare musica sul web e di conseguenza sbattersi tra un disco e l’altro facendosi il culo ogni giorno, scrivere, andare in studio coi tuoi soldini senza chiedere niente a nessuno. Non c’è qualcuno a chiedermi di andare in studio e di postare, come è successo due estati fa, ogni tre giorni un pezzo nuovo e fare 17 pezzi online in 5 settimane. Da quando io abito in Giamaica non credo che la gente si sia mai chiesta che fine avessi fatto perché la roba esce sempre ed internet come ha distrutto determinati business ne ha creati altri. Uno di questi è il darti la possibilità di stare in qualsiasi luogo e al momento del tour, ovviamente, tornare indietro e a fare quel che tocca fare.

2) Quali sono i pro e i contro di questa lontananza?

Vacca) Per quanto mi riguarda di contro non ce ne sono. Di pro c’è che io ormai ho la mia vita lì da 4 anni, ho settato tutto lì, dagli amici allo studio, la famiglia, la bimba, mia moglie, la casa e tutto il resto. Scrivo ogni giorno e di notte lavoro tanto in studio e continuo il mio progetto. In questo ultimo periodo, durato circa un anno e mezzo, ci siamo concentrati di più su Pazienza, anche se sul web le cose non sono mai mancate. Diciamo che solo negli ultimi due o tre mesi ci siamo dati una calmata comunque continuando a fare uscire pezzi fino alla settimana scorsa.

3) In Italia sono rari i casi, soprattutto nel mondo del rap, di cantanti diventati col tempo padri di famiglia. Cosa comporta diventare genitore per un’artista che vive parte del proprio tempo studio, tour, a contatto col pubblico? La cosa ti ha fortificato?

Vacca) Sostanzialmente credo che ne abbia giovato la mia musica, in termini di maturazione artistica, di cambiamento delle liriche, e nella volontà di lasciare dei messaggi. Questo non significa voler far ascoltare le canzoni a mia figlia e farle capire cosa fa il padre, piuttosto significa responsabilizzarsi riguardo l’ascoltatore. Sappiamo bene che il nostro pubblico ha un target abbastanza basso in termini di età e di conseguenza i ragazzini prendono noi come esempi: dal più conscious al più stupido degli artisti. Ogni artista ha la propria fan-base, piccola o grossa che sia, e questi ragazzi non ascoltano nessun altro oltre al proprio artista. Io fino a pochi anni fa ero uno che faceva pezzi come “E Se Bevo”, “Accalappiacani” e queste robe qua. Non c’erano grossi messaggi in questi pezzi ma in realtà poi vado fiero anche delle cose fatte in passato. Dopodichè comunque una persona cambia e gli artisti simili a me noto che hanno cambiato anche loro. Avere una figlia ti cambia la vita e questo si rispecchia in tutto, anche nella musica e quindi anche nella maturazione artistica.

4) E per quanto riguarda l’ambiente musicale? L’essere genitore ti ha distaccato dalla scena?

Vacca) L’ambiente musicale..Tanto in tour ci vai, tua moglie sta a casa con la bambina. Avere una figlia ti cambia la vita, ti cambiano gli orari e tutto il resto. Allo stesso tempo per crescere una figlia ti serve l’amore, non serve nient’altro. In Italia c’è questo luogo comune che bisogna avere chissà quanti soldi in banca, sentirsi sistemati e prima essersi comprati almeno la casa. In Italia, soprattutto in questo periodo con crisi e cazzi vari non li fai più i bambini. In Giamaica invece c’è il terzo mondo, la gente muore di fame ancora, anche per strada e i problemi sono diversi lì. Lì muoiono di fame ma ci sono ragazzi, alcuni anche artisti di ventisei, ventisette anni con anche otto figli. I figli sono figli, la vita è la vita, si va avanti, non è che si può fare sempre il rapper a vita. Il tempo per il lavoro c’è sempre, come lo trovi per la famiglia. Devi trovarlo.

5) Com’è nato il nome e, se c’è, il concept dell’album “Pazienza” ? Raccontaci qualcosa riguardo al periodo di gestazione del disco, dal suo concepimento fino alla sua imminente pubblicazione.

Vacca) E’ uno di quei titoli che dai in prospettiva pensando a qualcosa che ti serve. Di conseguenza sai che è la chiave che può svoltare il tuo disco. In questo caso io ti dico che l’ultimo album risale a tre anni fa ma non ho certo iniziato a lavorare a Pazienza allora, ti direi una stronzata. Ho iniziato circa un anno fa o poco più, ma c’era già in testa il concetto alla base, un’autoregola che mi son dato per la mia persona proprio perché io di pazienza ne ho sempre avuta poca e correre nella vita ti fa fare solo scelte del cazzo non trovando più il tempo di realizzare che cosa stai facendo, quali sono le cose giuste, quelle sbagliate. Per persone con la testa calda come la mia la prima regola per fortificarsi è essere pazienti. Il lavoro è stato fatto tutto a Kingston. Per quanto riguarda le strumentali dell’album che definisco hip hop mi sono affidato a Zef, questo nuovo giovane talento di ventidue, ventitré anni il quale ha prodotto sicuramente la parte più hardcore dell’album. Alborosie invece ha curato le produzioni di sei pezzi curando la parte più reggae, dancehall, caraibica e quella tra virgolette anche più party del disco. Poi c’è Zed che ha mixato e masterizzato il tutto al Chemical Studio producendo anche la base de “Il Faro E Il Mare” e coproducendo la base con J Simms di “Supermario”. Mondo Marcio invece ha collaborato non solo scrivendo la sua parte ma anche producendo la strumentale per il featuring A&R, che non compare nei crediti del disco per un errore di grafica in realtà ha prodotto e scritto la traccia “Fiore Del Male” anche nel ritornello. Per quanto riguarda me comunque ribadisco che è stato fatto tutto a Kingston, come anche le tracce di Alborosie, registrate da Albo nel suo Sheng Yeng Studio. Per quanto riguarda tutto il resto invece le registrazioni sono di J Simms nel suo studio, quindi ecco, il territorio in cui è stata fatta la suddivisione del lavoro diciamo che è stato completamente quello dell’isola caraibica di cui tutti conosciamo il nome. Le registrazioni le ho fatte in studio di notte. Di giorno quando scrivo a volte entro in paranoia, cambio quello che sto appuntando spinto dal fatto che spesso le strumentali su cui lavoro meritano tanta dedizione e difficilmente mi accontento. Ti dirò che questa è la prima volta in cui sento di dover ricorreggere e rifare i testi, cambiare, a riaprire i progetti per tornarci sopra. Ho avuto tempo. In In più la giustificazione della presa di tempo sta anche nel titolo Pazienza chiedendo anche i nostri ascoltatori di averne tanta. Fortuna che il supporto dei nostri lupi non viene mai a mancare, quindi se facciamo ancora dischi è perché a questi ragazzi il messaggio è arrivato.

6) Hai detto di aver collaborato con Alborosie. Come ti sei trovato a lavorare con un artista così importante?

Vacca) Credo che rapportarsi con un artista internazionale non sia paragonabile neanche col più big degli artisti italiani con cui sei in competizione. A Kingston, pure essendo italiani, ci capita spesso di parlare più facilmente in patwa piuttosto che in italiano visto che mia moglie e la sua ragazza sono giamaicane. In questo caso infatti la competizione non esiste, siamo giù per la stessa battaglia, mi ha prodotto le basi dei pezzi e non è facile ottenere produzioni e collaborare con Albo. Mi sono ritenuto super fortunato per questa cosa e allo stesso tempo volevo che lui fosse orgoglioso del risultato. Di conseguenza ci ho messo un bel po’ prima di andare in studio da lui a dire “ok, adesso sono pronto per registrare”. Se hai ascoltato anche i miei lavori precedenti capirai che per esempio VH era “inascoltabile”. Non ti dico che faceva cagare, però era molto banale, facile. Sì, c’erano tanti argomenti, tanti pezzi, tante diverse sonorità, però era una roba abbastanza immatura. Faccio Quello Che Voglio era un passaggio, Sporco era già una roba diversa, perché c’era Sporco, il singolo che aveva altre sonorità e che se ci pensi non era catalogabile sia per le liriche che per le sonorità. A quel punto mi sono chiesto cosa avrei potuto fare col prossimo lavoro capendo subito che il supporto di Albo mi sarebbe servito per forza. Tornando al discorso di prima, questo cambiamento è dovuto dal fatto di avvertire un’esigenza naturale, una tendenza mia a non voler ripetere le cose passate. Prendiamo come esempio Sporco: è piaciuto, va bene, ma ripeterlo e puntare su qualcosa di simile una seconda volta non è da me. Io non sono uno che vuole giocare facile proponendo le cose che vanno di più, capito? Cosa va adesso, dubstep e hip hop? Allora facciamo dubstep e hip hop! No, io non sono così. Preferisco non seguire i filoni e le mode ma fare i cazzi miei sapendo che nessuno dirà mai che Vacca è come tanti altri. Quindi trovi l’album suddiviso in differenti generi: tanto rap, però hardcore come non hai mai sentito in nessun mio album ma solo nei pezzi con Jamil su internet. Il pezzo con Noyz per dire non so chi se lo sarebbe aspettato, come del resto con Emis Killa. Non ho voluto mollare totalmente il rap per fare reggae anche se poi è quello che andrò a fare tra poco. Sono tutti passaggi, non puoi lasciare tutto e cambiare completamente ritrovandoti poi come tanti altri colleghi spesso a deludere la gente che rimane un po’ così. Non a tutti piacciono i cambiamenti di botto. Di conseguenza ho tentato di accontentare tutti: c’è tanta gente che preferisce ascoltarmi su riddim reggae piuttosto che dancehall, ad esempio c’è l’episodio più festaiolo che trovi nel pezzo per Mario Balotelli o nel pezzo con Mondo Marcio, un pezzo un po’ più strano dovuto al posto in cui abito che mi mette di fronte a determinate esperienze di vita. C’è “Il Fiore Del Male” con A&R, con Giulie Battisti invece ho scritto due pezzi di cui uno parla di ricordi del passato, delle vecchie generazioni mentre il secondo invece è più da party, centrato sulle ragazze. Ecco, c’è un po’ di tutto. “Il Faro e il mare” è il primo singolo ufficiale che abbiamo voluto tirare fuori, non per spiazzare la gente, però per fargli capire che se tutti fanno una cosa, non aspettatevi da me che io vada dietro alla mandria di asinelli. Io faccio le mie robe come sempre ho fatto.

7)  E da Alborosie in particolare hai imparato molto?

Vacca) Rapportarsi con Albo significa rapportarsi ad un artista immenso. Ho imparato tantissimo da lui e ormai a disco chiuso sono super soddisfatto. Non sono contento di questo cd, sono soddisfatto al 100%, è diverso.Spesso su molti dischi si sentono molte collaborazioni fatte così tanto per fare, featuring di artisti chiamati in causa ma senza la voglia di partecipare professionalmente. Nel mio caso invece tutte le collaborazioni, da Noyz a Jamil da Mondo Marcio a A&R, Giulie Battisti, MadBuddy fino ad Emis Killa, hanno spaccato tutti. In termini di professionalità c’è stato un supporto molto importante da parte dei produttori e da parte degli artisti chiamati nel progetto.

8) Quanto c’è ancora di Milano e dell’Italia nei testi del nuovo album e quanto invece di Giamaica e nuova vita?

Vacca) In realtà il mio mercato, se così si può chiamare, è in Italia e di conseguenza io devo sempre rapportarmi al mio paese d’origine. In Pazienza c’è tanto dell’Italia perché continuo a seguire i fatti attraverso i media e internet. Mi informo sempre, controllo cosa succede insomma. Viene da ridere per l’elezioni..Credo che la prossima volta anche Riina se si candiderà potrà vincere. In situazioni come queste penso spesso di aver fatto bene ad essermene andato. La gente è proprio rincoglionita. Detto questo ribadisco che di Italia ci sia tanto nell’album. Di questo disco credo di poter dire tranquillamente che sia la voce, non del ghetto perché in Italia ghetti non ce ne sono, ma della gente che non ha futuro. I ragazzi senza un soldo in tasca sono ovunque in Italia. Se tu ricordi, qui un po’ di anni fa faceva fico fare i poveracci o parlare della periferia da dove arrivavi come faceva fico nascondere di essere del centro, fare quello di periferia anche quando non lo si era per niente. Adesso invece la situazione è contraria: se tu abiti in periferia, se sei un morto di fame non ti meriti rispetto anzi devi esser ricco, vestito Montenapoleone o comunque Gucci, Prada.. Si è completamente ribaltata la situazione. In realtà io non ti parlo di radici dell’hip hop o di queste cazzate, io ti parlo della situazione del nostro paese perché siamo nella merda, anche se qua poi la fame vera non c’è. Per questo la gente non va in piazza e non si ribella: perché la fame non esiste qua. In Grecia stanno morendo e allora lì si buttano in piazza davvero ma qui gli italiani fanno ancora il cazzo che vogliono. Si lamentano perché non riescono a fare la fila per andarsi a comprare l’i-Phone da 900 euro in negozio, capito? Quelli sono i problemi degli italiani. Detto questo però la situazione non è bella, ci sono famiglie che sono disperate, duemila tasse, duemila cazzate.. Io ora vivendo la realtà giamaicana di gente che realmente non ha cibo, non ha soldi per mangiare, il cosiddetto terzo mondo, ho voluto essere più responsabile nel parlare di quello che vedo. Poi nei depliant vedi i villaggi della zona turistica belli con il mare e tutto il resto… Anche perché io non è che sono miliardario. L’hip hop non da un cazzo, ti danno giusto i soldi dei live e te li devi mettere via.

9) A cosa è dovuto secondo te questo ribaltamento nel modo di atteggiarsi?

Vacca) La cosa è dovuta dal fatto che quando qualcuno riesce a combinare qualcosa di buono e a mettersi qualche soldo in tasca alla fine poi ovviamente anche la musica che produce ne risente, soprattutto per la maggior parte dei rapper che parlano della propria vita. Se ti stanno andando bene le cose e ti stai vivendo un bel periodo la gente di solito ti prende come esempio. Non è solo una questione legata alla qualità del pubblico, qui le capre sono proprio molti artisti. Esempio: Emis Killa ha vinto il disco di platino e anche se solo nel ritornello di un singolo usa l’autotune ora tutti sono presi dall’autotune usato in quel modo perché in realtà tutti vogliono fare il disco di platino. Stessa cosa succede per gli argomenti: quando la gente scopre un gruppo o un’artista di successo che oltre ad atteggiarsi in un certo modo tende a descrivere la propria vita in maniera stravagante e spensierata nei testi tendenzialmente inizierà a seguirla in tutto e per tutto, imitando. Di conseguenza adesso che il modello standard è il personaggio ricco, l’artista arrivato pieno di soldi, pieno di puttane, con gioielli nuovi la maggiore parte delle persone ha iniziato a seguire questo genere di cose. Non ti parlo di chi in alto ci arriva veramente ma delle capre che seguono il circo. Nella maggior parte dei casi li senti parlare di club e cazzate del genere, e non ti parlo dei Dogo che alla fine loro hanno svoltato lavorando al proprio progetto, ma ti parlo delle capre che vanno in giro che a fingere la vita da club anche se costretti poi a chiedere i free-drink agli organizzatori senza mai comprare una bottiglia. Ovviamente poi gli ascoltatori si fanno rincoglionire anche da tutta questa finzione e credono che la realtà sia davvero così. Vogliono pensare che sia facile scrivere una canzone, diventare ricchi e svoltare davvero. La colpa comunque è di chi lancia i messaggi sbagliati. Ok, è pur sempre intrattenimento, però i ragazzini quasi sempre cascano nella finzione credendo davvero nell’artista.

10) L’ultima domanda non riguarda direttamente te ma un artista internazionale che ha fatto parlare molto di sè: Snoop Lion. Cosa ne pensi te e che aria  si respira in Giamaica riguardo alla sua conversione spirituale?

Vacca) Non voglio parlare per i giamaicani, però io in strada ci sto e giro nei ghetti…Vedo tanta gente e ti dico che per la gente questa cosa sembra davvero una presa per il culo. Io non ti dico che loro non stimino Snoop Dogg, però Snoop Lion per determinate mosse che ha fatto, tipo dire che lui è la reincarnazione di Bob Marley, quando poi Bob era pure più piccolo di lui, sembra proprio una presa in giro. Non so che cazzo di trip si sia preso per impazzire così. Poi anche nei video sta mancando molto di rispetto alla cultura rasta..Ti parlo di religione: io sono pieno di tatuaggi ok? E nonostante io sia molto vicino a questa religione non mi sono mai concesso di definirmi rasta, proprio per rispetto di una cultura che non accetta molto i tatoo. Di conseguenza mi sento molto più coerente io non esprimendo il mio credo che Snoop.
E’ arrivato in Giamaica rimanendo per tre mesi dopodiché è diventato rasta impazzendo letteralmente. Non ti sto parlando di musica, perché i singoli sono tutti belli però ti parlo proprio di lui, che sembra prendere in giro.. Lo vedi con questi occhiali tutti colorati come un coglione, vestito con la tunica, ma come cazzo sta?! E’ una religione, la gente non l’ha presa bene. Poi va be’ lui è Snoop Dogg quindi gli basta schioccare le dita per chiamare a supporto della questione tutti gli artisti grossi in Giamaica. Quelli hanno fame, tutti quanti, te lo garantisco, tutti gli artisti giamaicani. Tutti. L’unico che non ha fame è Sean Paul. Tutti gli artisti hanno fame e, anche se diventano ricchi, continuano ad avere fame.

(Alessandro Scagliarini e Koki)

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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