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Fabri Fibra espulso dal Concertone del Primo Maggio

 

Ancora una volta la nostra Italia dimostra di essere preda di una certa miopia culturale. Accade così che di fronte a generi musicali facenti parte di una cultura distante magari dal retaggio culturale dominante, ci si comporti badando a schemi e a interpretazioni distanti dalla realtà dei fatti. Così il rap  in Italia vede spesso un abuso della sua gestualità e dei suoi contenuti, relegato a copia di una certa musica americana volgare e propria di contesti disagiati. Si perde perciò l’idea del rap come mezzo di comunicazione e spesso di racconto della realtà. Un mezzo nel quale le parole sono un elemento vitale, soppesate per quanto possono ispirare e indicare. Questa riduzione ai minimi termini, spesso ai dati più superficiali, tocca in questi giorni Fabri Fibra e le sue canzoni. L’artista era stato inviato al Concertone del Primo Maggio e aveva accettato di parteciparvi entusiasta dell’opportunità finalmente concessagli. Tuttavia, nonostante i tanti apprezzamenti per questa scelta, sono arrivate anche le critiche non di certo leggere da una parte della società civile, specie dall’Associazione Donne In Rete Contro la Violenza (D.I.R.E.) che ha sottolineato come nelle canzoni di Fibra si possano riscontrare tematiche misogine, violente e omofobe. Hanno per questo ritenuto che la presenza dell’artista avrebbe avuto un connotato negativo nel contesto del classico appuntamento del Primo Maggio, in quanto portatore di una certa dose di violenza verbale dannosa per i tanti giovani che seguono l’evento. Fibra dal canto suo aveva già risposto con una lettera all’Huffington Post nella quale ribadisce il ruolo spesso narrativo del suo rap:

“Dover spiegare certe rime come se fossero consce dichiarazioni virgolettate è strano e le deforma, ma le canzoni non sono la realtà. Tutt’altro. Il rapper non prende una posizione sulla canzone che scrive: è l’ascoltatore che è costretto a riflettere e a prendere una posizione. Nel 2013 sono stanco di essere descritto ancora come il rapper violento: in passato mi accusavano di non rispettare le donne nelle rime, ma io scrivevo quello che vedevo non quello che pensavo.”

Il suo tentativo di spiegazione, nel quale ha anche portato l’esempio del cinema cruento di Tarantino, non è servito però a molto. I sindacati, che sono gli organizzatori della manifestazione, hanno deciso di accogliere le istanze dell’Associazione D.I.R.E. capeggiata da Titi Cammarano, la quale aveva messo sotto accusa per i loro contenuti specialmente i brani “Su Le Mani” e “Venerdì 17″. Fibra è così stato espulso dal Concertone senza appello, dando seguito ancora a una volta a un’opinione del tutto parziale e distorta della realtà. Spiace sopratutto notare come in un evento, che dovrebbe essere prima di tutto una festa costruttiva in cui esprimere idee e valori, si assista a una censura così serrata nei confronti di un artista che volente o nolente si è sempre fatto portatore di una certa descrizione della realtà italiana con risvolti socio-politici molto seguita e apprezzata, come dimostrano i numeri che ogni disco di Fibra prontamente registra, anche con Guerra e Pace che ha subito raggiunto il disco d’oro.
L’artista per il momento ha risposto a questa sua espulsione tramite la pagina Facebook mostrando rammarico, non tanto per non poter essere presente all’evento, ma sopratutto per non essere stato compreso. Resta quindi il dispiacere di registrare come ancora una volta si cada in questi episodi di censura frutto di interpretazioni che non tengono conto di un retroterra culturale che va prima capito per essere poi contestato o giudicato. Fibra invita comunque fan e appassionati a seguirlo nelle sue date estive nelle quali si potrà apprezzare di nuovo la sua musica live dopo il periodo di pausa dovuto alla stesura di Guerra e Pace. Per il momento la vicenda pare quindi chiudersi qui, anche se non mancano già le polemiche in quanto con l’esclusione di Fibra il Concertone resta ora privo di una star di punta. Non è esclusa neppure un ulteriore risposta più ufficiale dell’artista, che ovviamente non può che sentirsi vittima di un sistema poco trasparente e ancora ancorato a vecchi meccanismi.

(Francesco Zendri)

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia. Nel tempo libero curo le iniziative dell'Associazione Culturale Step by Step di Rovereto (Tn) per promuovere la cultura Hip Hop.

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