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[Recensione] Egreen – Il Cuore E La Fame


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Egreen è pronto a prendersi ciò che gli spetta, con le unghie e con i denti. Dopo anni di dedizione e allenamento, dopo la passione incondizionata per il rap coltivata di giorno in giorno, dopo lo studio e la fatica è giunta l’ora de Il Cuore E La Fame. Con questo suo primo disco Egreen vuole mettere una volta per tutte le cose in chiaro: per fare il rap serve di certo talento e carisma, ma la base di tutto resta il rispetto e la passione per la cultura che ci sta dietro e per chi si è speso in questa prima di te. Per questo l’artista varesino è categorico e senza peli sulla lingua lancia invettive contro coloro che sfruttano questa musica, contro quelli che la fanno senza avere un minimo di background, contro chi la riduce ad una sola questione di fama e soldi. La passione che ci mette Egreen nel difendersi e nel difendere la musica che gli ha rubato il cuore trasuda in ogni rima e sembra essere il vero filo conduttore di tutta l’opera. Motore ispiratore sia di liriche aggressive e dirette, sia di rime più intime e personali. In entrambi i casi l’hip hop è sempre al centro: la rabbia serve a difenderlo, il sentimento a spiegare l’importanza e l’amore che ha generato. Il linguaggio con cui Egreen sostiene la sua narrazione è crudo e senza mediazioni, è lo stile a cui da sempre ci ha abituati, tuttavia in questo disco appare più strutturato e incanalato in vere e proprie canzoni, non più in pezzi fatti di getto con un’attitudine tipicamente “freestyle”. Le atmosfere create dai tanti produttori chiamati a raccolta certamente aiutano. Tutti riescono a fornire a Egreen il tappeto musicale adatto, pur sperimentando a loro volta. Fid Mella sorprende per la sua duttilità firmando basi più “cattive” rispetto al suo solito. Big Joe si dimostra artista sempre ad alti livelli, così come i veterani Squarta, Shocca e Zonta, che ormai sono sinonimo di qualità. Tra i nomi meno noti Tyrelli e Retraz stupiscono per la freschezza del loro lavoro regalando ottimi spunti per l’attitudine di Egreen. Anche le collaborazioni funzionano bene in questo senso: nessuno degli ospiti snatura l’atteggiamento dell’artista varesino, ma anzi in alcuni casi lo stimolano nella creazione di brani con influenze diverse. Dal canto suo Egreen mette in questo disco tutto se stesso, scavando nei suoi ricordi e nelle sue emozioni, ma anche mostrando quanto per lui l’hip hop sia una questione di vita, elemento che impregna tutta un’esistenza e a cui dedicare tutti i propri sforzi. Non per questo però significa che tutto debba andare bene, tante sono le note dolenti, le delusioni, le amarezze. Ma nonostante ciò si capisce che Egreen non ne potrebbe far senza e che se anche non fosse sopra un palco sarebbe comunque tra i più appassionati di questa cultura. Proprio per questo si è avvalso dell’aiuto di DJ, come Tsura o Taglierino, per inserire nei brani alcuni frammenti della musica che l’ha cambiato. Uno spunto tratto sicuramente dal rap americano che ha sempre fatto ampio uso dello scratch in questo senso. Da tali particolari si capisce bene come ci sia stata un’attenzione quasi maniacale per tutti i più piccoli dettagli in modo tale da non lasciare nulla al caso. Per questo, seppure ad un primo ascolto l’album potrà sembrare già chiaro grazie al linguaggio diretto e allo stile apparentemente immediato, bisogna immergersi nel mondo di Egreen diverse volte per poter apprezzare le varie sfumature. Solo così si potrà notare l’attenzione in certi punti per il lessico, l’attenta evoluzione della sua scrittura rispetto ai lavori precedenti, lo sforzo per non cadere nel banale e regalare un’immagine di se a tutto tondo.
Per molti aspetti questo potrebbe sembrare quasi il disco di presentazione di Egreen, secondo i canoni più tradizionali del rap, come viene ben espresso anche in un pezzo. In realtà all’interno c’è molto di più e il disco da punto d’arrivo si trasforma ben presto in punto di partenza per un’evoluzione a cui bisogna prestare attenzione. Egreen non è il solito nostalgico paranoico legato al passato, è piuttosto un appassionato realista che ha fatto della musica rap la sua vita, legandovi a doppio filo anche i momenti salienti della propria biografia, facendo diventare la musica un ponte per il proprio riscatto personale dopo errori, passi falsi e insoddisfazioni. Se perciò pensate di conoscere già Egreen con questo disco probabilmente vi ricrederete perché, come spesso accade, oltre l’apparenza c’è dell’altro, a volte addirittura un mondo tutto da scoprire.

TRACKLIST

1. Intro (feat. DJ Shocca) [È davvero meglio che scendi] prod SHOCCA
2. Ora (feat. DJ Tsura) prdo RETRAZ
3. Hip hop (feat. DJ Lil Cut) prod TYRE
4. Chi? cosa? dove? prod RETRAZ
5. Il cuore e la fame prod BIGJOE
6. Dal giorno zero (feat. DJ Tsura) prod ZONTA
7. The Big Pay Back (feat. Bassi Maestro, Mistaman, DJ Shocca) prod KENNEDY
8. Lo sanno tutti prod FIDMELLA
9. Palermo – Varese A/R (feat. Johnny Marsiglia, DJ Lil Cut) prod BIGJOE
10. Scelte (feat. DJ 2p) prod FIDMELLA
11. L’unica cosa (feat. Ghemon) prod BIG JOE
12. Non basterà (feat. Ensi) prod GCCIO
13. 4 secondi prod BIGJOE
14. Sulle spalle dei giganti (feat. Primo Brown) prod SQUARTA
15. Outro (feat. DJ Rash) prod APOC
Bonus Tracks
16. Brand New Classic Shit (feat. DJ Sen) prod MICHEL
17. Ancora vivi (feat. Jack the Smoker) prod JACK THE SMOKER
18. Now You Know (feat. DJ Tsura) prod TYRE

(Francesco Zendri)

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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