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[Recensione] Clementino – Mea Culpa

 

  • Autore: Clementino
  • Titolo: Mea Culpa
  • Etichetta: Tempi Duri
  • Anno: 2013
  • Voto: 7.7

Comunemente la iena è considerata una bestia vile e meschina ma basta spulciare un attimo Wikipedia e guardarsi cinque minuti a caso di un documentario sul suo mondo per fare un sorprendente dietro front. E’ un animale socievole e, guarda caso, è anche il soprannome di uno dei rapper più spontanei e teatrali della scena, Clementino, che con Mea Culpa entra dritto nel circuito mainstream della musica italiana.
Tempi Duri (l’etichetta fondata da Fibra) e Universal hanno creduto fortemente nel suo progetto e, visti i risultati finali, non possiamo non dargli ragione.
Se fino a due anni fa, sia da solo che con i Videomind, aveva avuto modo di far capire di che pasta fosse fatto in ambito underground, ora – superata da poco la soglia dei trent’anni – il rapper partenopeo dimostra il valore acquisito con le esperienze accumulate fino ad oggi, che lo hanno portato a realizzare nel 2012 l’album Non E’ Gratis in coppia con Fabri Fibra e a preparare questo nuovo disco solista.
Mea Culpa si vede che non è un prodotto buttato lì tanto per accontentare quella schiera di ragazzini che strepitano agli instore degli artisti più pittoreschi del momento, perché dietro c’è dell’altro. Non c’è una logica solo a livello di marketing, ma si coglie subito a occhio nudo un filo conduttore che lega i brani dell’album in un preciso disegno.
E’ tutto ben studiato, a partire dalle strumentali, con Shablo che ne ha curato buona parte. Il resto è affidato ad autorità come Fritz Da Cat, che firma la traccia d’apertura del disco e quella di chiusura, Deleterio, Big Joe, DJ Nais, Don Joe, Manu Phl, Mace, Medeline e Hidden Trippers. Insomma, non solo non si tratta proprio degli ultimi arrivati, ma anche di gente che riesce a darti un sound di successo senza necessariamente trovarsi costretta a creare quegli ibridi pop che ad oggi sembrano essere l’unica chiave per portare il rap nei supermercati e dal barbiere.
Melodie azzeccate e beats ben ragionati accompagnano liriche taglienti e rime puntuali in brani dai contenuti più disparati, in cui Clementino ci fa ascoltare una serie di duetti che in pochi possono vantare. Ci sono il suo mentore Fabri Fibra, il giovane Rocco Hunt in “Giungla”, un tale Marracash che firma un ritornello devastante in “Dalle Palazzine”, traccia che prevede la mega combo composta da Clementino appunto, il suo amico Paura, Noyz e l’uomo featuring del 2013, Ntò.
In un normale disco hip hop già la metà di questi nomi metterebbe sull’attenti la concorrenza, ma qui c’è addirittura di più. Non solo ottime scelte come la voce femminile di Meg nella title-track – invito a tutti (nessuno escluso, lui in primis) a farsi un esame di coscienza – o come il contributo di suo fratello di sangue dei TheRivati in “Senza Pensieri”; c’è spazio pure per quelle famose ultime ruote del carro, vale a dire gente del calibro dei Negrita in “Buenos Aires/Napoli”, paragone tra due città contraddistinte da una bellezza selvaggia su un campione della celebre “Rotolando Verso Sud”, e del buon Lorenzo Jova Cherubini (in “Fratello”) che da tempo mandava messaggi di incoraggiamento via Twitter alla Iena White.
Ma, se proprio vogliamo dirla tutta, il meglio di sé Cleme lo sfoggia nei pezzi in cui si trova faccia a faccia da solo davanti al mic. Dalla sborona/autoironica intro “Amsterdam” su base di Fritz Da Cat – in cui ammette di aver vinto trentamila euro a un programma condotto da Amadeus e di aver partecipato come comparsa nel ruolo di poliziotto in una nota serie-tv – al singolone “O’ Vient”, perfetto identikit del personaggio senza l’aggiunta di patetici ritornelli pop-melensi; passando poi per l’introspettiva “Aquila Reale” e la traccia-anticamorra “Pianoforte A Vela”, con tre strofe dedicate a tre differenti agguati di cui è stato testimone diretto.
C’è infine l’angolo hit – “Va Bene Così”, “Clementonik” (critica ai social) e “Che Hit” – e, ciliegina sulla torta, due bonus track più che rispettabili: “Tekken 3” in compagnia di due fenomeni del freestyle come lui, Ensi e Kiave, e “Messaggeri Del Vesuvio” con una serie di emcees partenopei ad omaggiare la old school di Neffa e soci, tra cui merita una menzione Speaker Cenzou, già al lavoro con questi ultimi nella pietra miliare del ’96.
Solo il tempo ci dirà se Mea Culpa diventerà un punto di riferimento nel rap italiano, ma di sicuro ad oggi possiamo dire con fermezza che si tratta di uno dei migliori lavori tra quelli lanciati dalle major discografiche nell’arco degli ultimi anni.
Clementino è un rapper che non ha rimosso le proprie origini per accattivarsi un fetta più ampia di pubblico, anzi ci tiene a rimarcarle.
Conferma la sua credibilità di artista di strada, senza scadere in banali e facili qualunquismi, trovando così un punto di equilibrio con una lucidità che in pochi dimostrano quando si trovano a fare l’amato e, al tempo stesso odiato, salto di qualità.

TRACKLIST

1. Amsterdam (prodotto da Fritz da Cat)
2. O’ Vient (prodotto da Shablo)
3. Questa Volta (feat. Fabri Fibra) (prodotto da Shablo)
4. Mea Culpa (feat. Meg) (prodotto da Shablo & Dj Nais)
5. Aquila Reale (prodotto da Big Joe)
6. Fratello (feat. Lorenzo Jovanotti) (prodotto da Shablo)
7. Buenos Aires / Napoli (feat. Negrita) (prodotto da Shablo)
8. Dalle Palazzine (feat. Marracash, Noyz Narcos, Ntò, Paura) (prodotto da Don Joe)
9. Alto Livello (prodotto da Del)
10. Sei Come Sei (feat. Gigi Finizio, Ntò) (prodotto da Shablo)
11. Giungla (feat. Rocco Hunt) (prodotto da Big Joe)
12. Pianoforte A Vela (prodotto da Shablo)
13. Senza Pensieri (feat. TheRivati) (prodotto da Manu Phl)
14. Che Hit (prodotto da Mace)
15. Va Bene Così (prodotto da Medeline)
16. Clementonik (prodotto da Hidden Trippers)
17. Il Re Lucertola (feat. Il Cile) (prodotto da Fritz da Cat)
18. Messaggeri Del Vesuvio (feat. Napoli Rap All Star) (BONUS TRACK) (prodotto da Shablo)

(Giorgio Quadrani)

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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