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Il futuro del rap è in mano alle etichette indipendenti? Ecco quali sono e i loro artisti

Ormai siamo tutti d’accordo sul fatto che il rap italiano negli ultimi due anni sia cresciuto notevolmente sia per quanto riguarda le vendite, sia per quanto attiene al proprio bacino d’utenza e sulla conseguente attenzione che i principali media – anche se, a dirla tutta, le radio stentano ancora un po’ a tendergli la mano – hanno prestato verso l’improvviso exploit di questo genere, considerato, fino all’arrivo di Fibra nel mainstream (anno 2006), decisamente di nicchia. Eccola lì che le principali etichette discografiche, le poche major in vita, hanno pensato bene di accaparrarsi quei rapper che avrebbero potuto garantir loro risultati alquanto redditizi. Esperimento riuscito con successo per la Universal che, dopo aver messo sotto contratto Fabri Fibra, ha fatto lo stesso con Marracash e Club Dogo. “Fino a qui tutto bene”, direbbe proprio Marracash, se non fosse per il fatto che molti dei tentativi di portare alla luce della ribalta rapper forti nell’underground fino al 2012 non siano andati poi così a buon fine.
Two Fingerz (quelli della prima parentesi in Sony nel 2007, prima del riapprodo del 2012), CorVeleno, Turi, Inoki e Nesli col suo ultimo disco rap Verità Nascoste sono esempi palesi di come le major non abbiano saputo gestire al meglio le potenzialità di artisti che non erano ancora in grado di fare il salto davanti al grande pubblico, o che probabilmente andavano “indirizzati” con più cognizione di causa verso determinate scelte.
Questi passaggi anonimi nel mondo del mainstream hanno fatto riflettere gli addetti ai lavori portandoli ad arruolare nelle proprie multinazionali solo soggetti, come ad esempio Fedez e Moreno, in grado di tener testa nelle classifiche ai big della musica italiana.
Nel frattempo però degli interessanti movimenti si sono velocemente susseguiti nel mondo del rap. Tanti artisti di fama nazionale hanno pensato bene di correre al riparo e hanno trovato delle soluzioni vincenti fondando etichette indipendenti solide e ben radicate nella scena, che hanno già portato i dovuti risultati a chi ha creduto fortemente in loro. Si è scatenato così una sorta di calciomercato per arruolare nei propri team i migliori fuoriclasse sulla piazza, tanto che ora – visto il considerevole numero di label indipendenti neonate – sono pochi i rapper rimasti, per così dire, “svincolati”.

Noi di RapBurger  abbiamo allora provato a fare il punto della situazione, che vi illustriamo di seguito, per provare a capire meglio cosa c’è stato fin qui e cosa ci si potrà aspettare nei mesi a venire.

Tanta Roba Label: etichetta fondata nel 2012 da DJ Harsh e Guè Pequeno. Già sotto contratto “bomber” come Salmo, Ensi e Gemitaiz. MadMan si è aggiunto da poco alla rosa, e ha in programma per il 2014 un album in collaborazione proprio con Gemitaiz. Curiosità: Fedez è stato ceduto a una major, dopo aver fatto una gavetta di un anno e prodotto un disco in freedownload da centinaia di migliaia di click; Salmo invece ha regalato il primo trofeo alla major, ossia il disco d’oro con Midnite.

Tempi Duri: anno 2012. Fabri Fibra, dopo anni di successi, fonda la sua prima label con l’appoggio delle major per i progetti sviluppati. Mastafive direttore artistico. Maxi B, Entics, DJ Double S nel team. Punta di diamante sicuramente Clementino, fresco del successo di Mea Culpa, se si esclude Moreno – uno dei personaggi ad aver venduto più dischi in Italia quest’anno – di cui Fibra ha fatto da personal trainer per Stecca, album post talent show (Amici).

Roccia Music: la formazione che si aspetta con più attesa è sicuramente quella guidata da Marracash e Shablo, padri di una di quelle etichette che si preannunciano come leader a livello nazionale. Un undici ben assortito, con acquisti di esperienza – Deleterio, Tayone e Luchè – e tanti ragazzi desiderosi di sprigionare tutto il proprio talento come Fred De Palma, Achille L, Corrado, Attila, Geeno e Pherro. Esordio ufficiale? Genesi, in freedownload dal 18 ottobre sul sito ufficiale da poco inaugurato.

Unlimited Struggle Recordings: come nel caso della Machete, anche qui assistiamo a una trasformazione da semplice (anche se ormai storico) collettivo ad etichetta con conseguente infoltimento della propria rosa. Campioni affermati come Mistaman, Shocca, Frank Siciliano, Ghemon, Stokka e Mad Buddy si sono mostrati orgogliosi nel presentare giovani con talento, ambizione e, soprattutto, tanta fame come Egreen, la coppia Johnny Marsiglia e Big Joe, e Louis Dee. Breve, per cause ancora ignote, la parentesi di Nex Cassel all’interno del roster.

Doner Music: una delle prime ad essere fondata, nel 2004 da Big Fish, punta dritto su gente con idee chiare e personalità fortissime. Rancore & DJ Myke, Santiago e i Retrohandz sono talenti indiscussi, pronti ancora stupirci con lavori scoppiettanti nella prossima stagione. Nuovo arrivato il produttore Golden Toyz.

Propaganda Records: il bomber è Noyz Narcos, nome in grado già da solo di far intimorire, al suo solo riecheggiare, le difese più ostiche tra quelle dei rivali. Una solida squadra costruita intorno a lui, di quelle che non piazzano cifre altissime sul mercato ma che se la intendono a meraviglia con l’emcee romano. Stiamo parlando dei suoi Truceboys, quindi di Chicoria, Gast, Cole, DJ Gengis e Metal Carter. Lanciata dall’etichetta, e afferrata al volo da Sony, Baby K, la più nota voce femminile del panorama attuale.

Macro Beats Records: label indipendente guidata da Macro Marco, segue principalmente artisti legati al mondo della Blue Nox Academy, crew gemellata ufficialmente con Unlimited Struggle nel progetto Blue Struggle. Anno fortunato il 2012 per l’etichetta, visto il livello di notorietà raggiunto dagli artisti di punta: gli ultimi lavori di Kiave, Ghemon e Mecna la dicono lunga sulla qualità di gioco espressa in campo.

Machete Empire Records: una delle crew più esplosive in Italia per freschezza e innovazione si espande a tal punto da diventare, nel giro di poco, una vera e propria etichetta. Direttamente dalla Sardegna, guidati da Salmo, ecco En?gma, El Raton, DJ Slait e interessanti acquisti come Jack The Smoker, un produttore acclamato come The Night Skinny e un giovane dalle ottime prospettive, Nitro, che ha pubblicato il suo primo disco Danger, distribuito da Sony.

Honiro Label: il portale Honiro.it riscuoteva un ottimo successo in rete, quindi si è pensato bene – con ottimi risultati – di tramutarlo in etichetta. Con le radici ben impiantate nel suolo capitolino, Honiro si è mantenuta a stretto contatto con i giovani talenti romani (e non solo), lanciati poi in altre case discografiche di portata nazionale – vedi Gemitaiz, MadMan e Coez. Un vivaio a cui bisogna prestare attenzione sempre. Chi saranno i prossimi fortunati, gli NSP (LowLow, Sercho e J) o Briga?

Red Carpet Music: team nato dalla mente di Amir che ha radunato una serie di personaggi sparsi in diverse zone dell’Italia, ognuno con un’attitudine diversa da quella dei compagni nei confronti del rap. Ci sono dal sardo Uzi Junkana al giovanissimo romano Sace, passando per Montenero (Dogo Gang, Milano), il produttore GRomano e Alessandro Rey.

Svincolati: per finire, la lista di quelli che ancora non si sono accasati, o che ancora non hanno ufficializzato il proprio passaggio in una delle citate etichette o in una major, si fa fitta e interessante. Partendo da Roma, sarà curioso sapere da chi saranno realizzati i prossimi attesissimi dischi di un rapper come Er Costa e del ragazzo col passamontagna rivelazione dell’ultima stagione, MezzoSangue. Canesecco, invece, dopo aver abbandonato la Honiro, ha preferito autoprodursi l’ultimo One Love, magari in attesa di un contratto nuovo.
A Milano occhi puntati su Giaime, classe ’95, della crew Zero2, in crescente ascesa su Youtube e già supportato da un buon seguito.
A Torino, sarà interessante vedere se due terzi dei OneMic, Raige e Rayden, seguiranno le orme di Ensi in Tanta Roba oppure sono già stati adocchiati da una major per i loro prossimi lavori ufficiali.
Napoli. Ntò ha stretto molti legami con diversi artisti dopo la separazione dei CoSang, specialmente con Guè Pequeno con cui ha formato una coppia micidiale nel brano “Il Drink E La Jolla”, contenuto in Bravo Ragazzo. Ipotizzabile che anche lui a ‘sto punto vesta a breve i colori di Tanta Roba?

(Giorgio Quadrani @atuoagGio)

About Giorgio Quadrani

Inseguito dal diritto di giorno, rincorro il rap di notte. Amo ascoltare gente che blatera al ritmo di una base musicale, indagare su tutto ciò di inutile intorno a me e fare discorsi col senno di poi.

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