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Achille Lauro: quando il gangsta-rap ha senso di esistere anche in Italia

Achille Lauro

In un discusso brano del 2011 Marracash cantava: “Ne hai viste tante, non sai raccontarle, non hai flow nè poesia, non sei interessante” ed era un chiaro riferimento al tipico “gangsta rapper italiano” che molto spesso non aveva i mezzi giusti per raccontare certe realtà. Vero che parlare di “gangsta-rap” in Italia, ma anche nel resto del mondo, al giorno d’oggi è quasi anacronistico visto che è stato un movimento in voga in America a cavallo tra la fine degli anni ’80 e gli inizi dei ’90, ma è vero anche che negli States ci sono stati gli NWA mentre in Italia fino ad oggi pochissimo o niente.

A questo vuoto italiano aggiungiamo il fatto che l’ascoltatore medio è cresciuto con nelle orecchie la musica di un’unica scuola di pensiero che lo ha portato a disprezzare da sempre tematiche troppo esplicite che riguardavano la droga e la malavita. Poi magari il loro idolo è Notorious B.I.G. che in “The What” cantava “Bitches, I like ‘em brainless, guns, I like ‘em stainless steel” ma fa niente, esempi simili se ne potrebbero fare all’infinito, fatto sta che il gangsta-rap, street rap o come lo si vuole chiamare, in Italia è sempre stato tabù.
Chi potrebbe rompere questo tabù è Achille Lauro, nuovo rapper emergente romano entrato a far parte di recente del collettivo Roccia Music guidato da Marracash e Shablo. Achille Lauro parla di argomenti crudissimi, racconta una realtà di cui fa parte, quella mala romana che in molti conoscono e che ha trovato finalmente un interprete che in primis (cosa che dovrebbe essere scontata ma che così non è) va a tempo.

Dall’uscita di due mesi fa del video di “Genesi”, il nome di Achille ha iniziato a girare parecchio dividendo tantissimo le opinioni in maniera decisa: o lo si ama o lo si odia.
Torniamo indietro però, abbiamo detto che il rapper romano classe ’90 va a tempo, vero ma non si ferma qui. Il suo modo di rappare è originale, difficile dargli un riferimento, le sue strofe sono piene di quotables (quelle frasi che rimangono in testa) e ha la capacità di passare da temi ghetto a pezzi d’amore o da brani sbruffoni a canzoni introspettive mantenendo sempre una poetica street condita delle volte con un pizzico d’ironia.
Divide Achille Lauro, ma una cosa è chiara e nessuno può negarla, questo artista ha il coraggio (che il 90% degli artisti italiani non ha) di scrivere canzoni senza essere influenzato dal gusto del pubblico o dai trend del momento. Niente tracce sulla marijuana, niente accelerazioni metriche, niente ritornello alla “Parole Di Ghiaccio”, e anche se tutto questo osare porta Achille Lauro delle volte a non fare neanche delle rime o assonanze, rimane sempre una certa musicalità di fondo.

Ora dopo i suoi primi due mixtape, Barabba e Harvard, Achille Lauro è pronto per il suo debutto ufficiale con il primo album da solista che verrà pubblicato per Roccia Music. Le aspettative sono tante e sono alte, ma sembra che Marracash e la scena rap italiana abbiano finalmente trovato qualcuno che, oltre ad averne viste tante, certe storie sa anche raccontare con flow e poesia.

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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