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Hell’s Kitchen pt. 5 – Conti in tasca (prima parte)

HELL'S KITCHEN

HELL’S KITCHEN di Enrico D’Angelo

Dopo un’adolescenza immersa nell’Hip Hop dei novanta, l’inizio e la fine di Juice Magazine, sono scappato negli USA a cercare fama e fortuna. Negli anni ho avuto la fortuna di rappresentare la crema dei nostri produttori (e un regista), in progetti con artisti da Styles P a Saigon, Busta Rhymes, Avery Storm, Rick Ross e molti altri (www.159management.com, se siete curiosi).

CONTI IN TASCA (PRIMA PARTE )

Riassunto delle puntate precedenti: Al produttore hip hop è stata rivelata la sua natura di essere uno e bino, produttore, ma anche compositore. Come compositore, ha diritto ad una percentuale di tutti gli introiti che la sua musica genererá, nei secoli dei secoli. Ma dovrá vedersela con la SIAE per ottenere quanto gli é dovuto. E pensare seriamente a come gestire le proprie edizioni, che gli spettano di diritto, nonostante il mondo intero stia cercando di convincerlo del contrario.

 Questa puntata sará un pó tecnica, ma é essenziale per chiudere il discorso sulla monetizzazione dei diritti d’autore. Come ho sottolineato piú volte, il produttore Hip Hop é sia produttore in senso stretto (“artigiano” di studio, pagato a ore) che compositore (creatore di proprietá intellettuale): in questo episodio tratteremo dei denari che il produttore Hip Hop guadagna come compositore (in seguito parleremo del suo compenso, separato, come produttore stricto sensu)

Premetto che la monetizzazione dei diritti attraverso la SIAE é un tema molto farraginoso che, in tipico stile Italiano, ha molteplici sfumatore, regole, contro-regole ed eccezioni. Quindi lungi da me cercare di catturare ogni singolo dettaglio in questa sede. L’obiettivo é di darvi un’idea dell’ordine di grandezza dei vari tipi di introito derivanti dai diritti legati alla composizione, con la speranza di fornire un’idea piú o meno realistica sulle prospettive di guadagno via SIAE.

Abbiamo giá discusso di 5 diritti separati, che vi spettano come compositore, ma ricapitoliamo:

  1. Diritti di Riproduzione Meccanica (DRM): vi spettano danari ogni volta che una vostra composizione viene stampata su supporto fisico (a prescindere da quanto il disco venderà) o, nel caso di album o singoli solo digitali, ogni volta che il brano viene acquistato;
  2. Diritti di Esecuzione Musicale (DEM): vi spettano danari ogni volta che una vostra composizione viene eseguita;

2.1  Live in un concerto oppure suonata in un locale pubblico (diritti di pubblica esecuzione);

2.2  In forma pre-registrata in radio o televisioni nazionali, locali e satellitari (diritti di diffusione);

2.3  all’interno della colonna sonora di un film, telefilm o spettacolo televisivo (diritti di sincronizzazione).

La metodologia di calcolo é diversa per ogni tipo di diritto, quindi li discuteremo uno ad uno (esclusi i diritti di sincronizzazione, che sono una questione a parte e si applicano solo nel caso i vostri pezzi siano scelti come accompagnamento a TV e cinema).

Brace yourself.

1.   Quantificazione dei Diritti di Riproduzione Meccanica (DRM)

Il totale del diritti fonomeccanici di un disco si calcola con i passaggi seguenti:

  • 7.4% X prezzo del disco al netto dell’IVA (se il risulato é inferiore a 60 centesimi, si applica il valore di 60 centesimi);
  • Al numero che ottenete dovete togliere 33%, per tasse e menate italiane varie;
  • A ció che rimane dovete applicare una percentuale equivalente al numero di pezzi da voi prodotti (per esempio, se avete prodotto due pezzi su un totale di 10 nel disco, la percentuale sará 20%);
  • In tal modo ottenete il 100% dei danari relativi ai diritti fonomeccanici dei vostri pezzi, per una copia del disco. Di tale cifra, vi spetta il 50% (25% come produttore e 25% come editore);
  • Una volta calcolato l’ammontare per copia del disco, dovete moltiplicarlo per la somma del numero di copie fisiche stampate e numero di copie digitali vendute.

 Ma in pratica, di quanti soldi stiamo parlando? Facciamo un esempio per rendere il tutto piú tangibile.

 Scenario

  • Supponiamo che abbiate prodotto 3 pezzi su un disco di 15 pezzi;
  • Il disco viene venduto a €15 piú IVA. L’etichetta ha stampato 15,000 copie fisiche del disco (con la speranza di venderne la metá) e ne ha vendute 2,000 in digitale;
  • Tenete a mente che questo scenario é piuttosto ricco: stiamo parlando di un disco con significativa spinta major.

 Calcolo

  • €15 X 7.4% X 2/3 (per escludere 1/3 di tasse) X 3/15 (i pezzi che avete prodotto) X 50% = 7.5 centesimi che vi spettano per ogni copia del disco, come produttore/editore per i 3 pezzi che avete composto. Notate che l’ammontare di vendite fisiche non ha alcuna rilevanza. Lo stampato é tutto ció che importa;
  • 7.5c X 15,000 copie fisiche stampate + 7.5c X 2,000 copie digitali vendute = €1,275 (o €425 per pezzo) che riceverete come diritti fonomeccanici.

 Se avete domande piú specifiche sul calcolo dei diritti fonomeccanici, potete chiamare direttamente la SIAE. Sul sito ci sono decine di numeri, apparentemente messi li per assicurarsi che non riusciate a trovare quello giusto… ma voi leggete Rapburger e sapete che il numero magico é:

+39 06 59902938 (Ufficio Documentazione SIAE).

2.1 Quantificazione dei diritti di pubblica esecuzione

Ogni qual volta un pezzo che avete composto viene “eseguito” (o, in parole povere, suonato, live o in forma pre-registrata), il compositore batte cassa. La faccenda funziona piú o meno nel modo seguente.

L’organizzatore dell’evento versa alla SIAE un corrispettivo pari a circa il 10% degli incassi dell’evento. La SIAE trattiene una percentuale  di tale somma e distribuisce il resto agli autori/compositori dei brani performati durante il concerto. In aggiunta, l’organizzazione deve fornire alla SIAE la lista completa dei brani performati, utilizzando un documento cartaceo dal curioso nome di “borderó”. Senza voler complicare troppo le cose, esistono diversi tipi di borderó, a seconda del tipo di serata. Il borderó rosso é quello utilizzato per eventi live, mentre quello blu viene utilizzato per serate in cui viene performata musica pre-registrata (per esempio un dj set).

 La cosa che dovete tenere a mente é che i denari provenienti dalla pubblica esecuzione dei vostri brani sono potenzialmente di gran lunga la fonte piu rilevante di introiti per un produttore. Facciamo un esempio per quantificare di cosa stiamo parlando.

 Scenario

  • Supponiamo che abbiate composto un brano piuttosto popolare per un artista major italiano;
  • L’artista fa 2 date alla settimana, per 6 mesi l’anno, con in media 2,000 paganti a data, a €20 a biglietto;
  • L’artista riceve un caché di €15,000 a data;
  • Supponiamo anche che l’artista abbia scelto il brano da voi composto per eseguirlo durante tutti i suoi live e che il set sia composto da 20 brani;
  • Supponiamo che la SIAE trattenga il 10% (i numeri non sono esatti, ma l’ordine di grandezza é corretto) e che il resto venga distribuito ad autori e compositori;
  • Supponiamo anche che il management dell’artista sia onesto e registri ogni singolo brano sul borderó rosso di ogni data.

 Calcolo

  • Il tour fatturerá, nel suo complesso: 2,000 paganti X €20 X 2 show alla settimana X 25 settimane = €2M;
  • L’artista guadagnerá, in totale: €15,000 X 2 show alla settimana X 25 settimane = €750,000;
  • L’organizzazione del tour incasserá: €2M – €750,000 = €1.25M;
  • Di questi, il 10% verrá pagato dall’organizzazione del tour alla SIAE: €1.25M x 10% = €125,000;
  • Autori e compositori dei brani performati riceveranno, nel complesso: €125,000 – 10% che rimane alla SIAE = €112,000;
  • Se voi avete composto un brano (solo musica, non liriche), avete le edizioni ed il brano é uno dei 20 performati nel live, vi spetteranno: €112,000 / 20 brani X 12/24 = circa €5,600.

 Questo se possedete anche le edizioni. Se ve le siete fatte fregare (vedi articolo precedente), dividete il numero di cui sopra per due.

 Tenete a mente che esistono pochissimi artisti Hip Hop in Italia (li contate sulle dita di una mano: Emis Killa, Dogo, Fibra, Fedez, pochi altri) in grado di generare tour di queste dimensioni. Con qualisasi altro artista, i numeri saranno una frazione.

Di tutto ció, quello che vorrei vi rimanesse in testa é che, anche nel piú roseo degli scenari, stiamo parlando di poche migliaia di Euro. Se producete un pezzo da mixtape, o una traccia non particolarmente popolare, questi numeri si avvicineranno precipitosamente allo zero. Senza pensare al fatto che, come produttori, non avete alcun controllo

  • Sul fatto che il vostro brano, per quanto bello e popolare sia, venga performato;
  • Sul fatto che, anche se performato,  il vostro brano sia effettivamente inserito nel borderó (l’artista potrebbe sostituire il vostro brano con uno meno popolare ma prodotto dal cugino, a prescindere dall’attuale performance del brano stesso);
  • Sul tipo di borderó utilizzato dall’organizzazione.

 Fossi in voi ci penserei due volte prima di chiedere quel mutuo per casa nuova.

 2.2 Quantificazione dei diritti di diffusione

… o passaggi radio e televisivi. Questi sono veramente difficili da quantificare. Il motivo é che non c’é una corrispondenza diretta tra numero di passaggi e pagamento agli autori. Ogni emittente radiofonica e televisiva paga un certo ammontare dei propri introiti (un massimo del 7% per le emittenti radiofoniche e del 4,75% per quelle televisive a seconda dell’ammontare di musica nel palinsesto) che viene consolidato in un “tesoretto” e poi spartito a seconda della share di passaggi (per esempio se in un anno ci sono stati, in totale, 100 passaggi ed il vostro pezzo ne ha avuti 10, riceverete il 10% del tesoretto). Questo é chiaramente piú semplice da spiegare in teoria che nell’attuazione pratica e le specifiche di come questi calcoli vengono eseguiti e i dati su cui sono basati sono sconosciuti ai piú. Quindi acconentatevi di sapere che

  • Un singolone Hip Hop (singolo da un disco di platino) di media raccoglie tra €5,000 e €10,000. Tenete in mente che di singoli cosí ce ne sono 4-5 l’anno;
  • Un singolo di media portata (singolo da disco d’oro, o giú di li) raccoglie tra €1,000 e €5,000;
  • Tutto il resto (come al solito) so’ spicci.

 In conclusione

Purtroppo, per ora, poche buone notizie per tutti coloro che sognavano di vivere la vita di Scott Storch (prima della bancarotta) producendo in Italia: il “singolo della vita” vi fará arrivare in tasca, se tutto va bene, alcune migliaia (non decine di migliaia) di Euro, nell’arco di mesi / anni.

 É quindi ora di appendere l’MPC al chiodo?

 Non tutto é perduto. Continuate a seguirci e a scrivere numerosi a:

en@159management.com

That’s all folks!

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