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[Recensione] Achille Idol – Immortale

Achille Idol - Immortale COVERAutore: Achille Lauro
Titolo: Achille Idol – Immortale
Etichetta: Roccia Music
Anno: 2014

Dal Vangelo secondo uno stronzo, la fine inzia da mo’..“, è la “Genesi”, l’inizio di tutto ma anche, rovesciando l’ordine canonico delle cose, l’imbocco per la strada che conduce inesorabilmente alla fine di tutto.
“Fine” è la parola con cui sembra non volere avere nulla a che fare Achille Idol, condannato a vivere in eterno con una grossa ossessione, quella di dover dare vita a qualcosa col pensiero fisso che tanto, prima o poi, quel qualcosa, costruito con tanta fatica e dedizione, svanirà.
Partire da zero, costruire, distruggere, tornare a zero. Un processo naturale. Per molti una questione da non considerare, per altri un vero problema. Tra questi ultimi c’è Achille che però, come dimostra in Immortale, decide di non arrendersi. Spinto da un folle desiderio di immortalità, ma consapevole delle sue origini e di dover un giorno fare i conti con qualcosa che cancellerà tutto quello che gli appartiene, si diverte a scombinare le carte del destino. Achille gioca, e lo fa con ogni cosa gli capiti sotto mano (“Contromano”).
Senza vantarsi delle proprie prodezze, mette sul tavolo tutto quello che gli passa per la testa. Pensieri contrastanti, esperienze contrastanti, tutto ciò che l’ha portato ad essere il ragazzo che è oggi.
Sta al destino scrivere la parola “fine” della sua storia? Bene, ci penserà intanto lui stesso a disintegrare tutto quello che, di buono e cattivo, passo dopo passo sta coltivando. Dal lavoro all’amore, cosciente – a maggior ragione in questo secondo caso – di poter trascinare con sé qualcuno completamente al di fuori di questo bizzarro meccanismo da lui stesso ideato (“Rich Forever”).
Fare per scombinare, ciclone che travolge tutto, in primis la musica. Quindi, è inutile che proviate a dirgli di girare con in testa un NewEra e camminare con un paio di Jordan slacciate ai piedi: non fa per lui, rivolgetevi altrove (“Las Vegas”). Qui il rap c’è voglia di viverlo in strada, anche perché che senso ha fare rap ma non avere una vita? – si domanda in “Groupie”.
Cancellare la parola “rap”, e abbattere le caselle che dividono i pensieri. Questa è la sua soluzione. E da qui è un infischiarsene continuo di pregiudizi come quelli di entrare sempre col tempo giusto sulla base, di scandire le parole come si deve, di rispettare la metrica o di evitare ripetizioni alla fine di un verso. Di ripetizioni ce ne sono a frotte, confermandosi così un vero maestro nell’utilizzo dell’epifora. Dovete immaginare una frase che si ripete all’infinito nella sua testa, con un climax progressivo, fino a farla scoppiare, lasciandolo con un senso di vuoto incolmabile.
La lacuna resta, ma Achille tenta in tutti i modi di tapparla. Uscire dal labirinto dell’hip hop, esplorare nuovi campi, e trasformare il proprio disco “rap” (se ancora così lo possiamo definire) in un concentrato di un sound spinto spesso al limite dell’elettronica (“Nessuno”), in cui il suo vocione “pitchato” fa da padrone, diventano una soluzione vincente. Merito anche di produttori come The Night Skinny, Frenetik, Banf, 3D e compagnia bella, in grado di rendere questo intrigato percorso sempre più avvincente. Ma se da un lato c’è la faccia malvagia/hardcore del disco, dall’altro non può mancare quella più dolce, più pop, senza lasciar scadere il tutto però in motivetti plasticosi (“Scelgo le Stelle”).
Piangersi addosso non è nel suo stile, e la conferma ci arriva nel singolo “Real Royal Street Rap” in cui, con il suo mentore Marracash, ci delizia con un botta e risposta da capogiro, per merito anche di una produzione raffinatissima degli Ackeejuice Rockers – italiani, e hanno collaborato pure con Kanye nel suo ultimo Yeezus, tie’.
A elencare la solita sfilza di problemi che riempiono le prime pagine dei giornali sono bravi un po’ tutti; a farne percepire l’entità senza mai menzionarne uno, neanche per sbaglio, è da pochi, tra cui Achille. “Vendo più chili che album” è uno slogan, forse per alcuni banale, forse per altri solo divertente, ma la dice lunga su molte cose intorno a noi.
Leggi qui la tracklist.

About Giorgio Quadrani

Inseguito dal diritto di giorno, rincorro il rap di notte. Amo ascoltare gente che blatera al ritmo di una base musicale, indagare su tutto ciò di inutile intorno a me e fare discorsi col senno di poi.

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