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[Recensione] Cali e Aleaka – La Malattia

Cali Aleaka - La MalattiaAutore: Cali e Aleaka
Titolo: La Malattia
Etichetta: Unlimited Struggle
Anno: 2014

Dopo 5 anni di assenza dalla scena musicale Cali ha deciso di tornare con un album in coppia con il produttore torinese Aleaka. Nasce così La Malattia, un disco per molti versi criptico, circondato di un’aura di caos e follia. I due artisti nel creare questo album hanno unito le loro comuni ispirazioni musicali, congiungendo due percorsi dai presupposti abbastanza simili. Aleaka con le sue produzioni dinamiche, fatte di synth spinti all’eccesso mescolati con batterie taglienti ed atmosfere oniriche. Cali con costruzioni liriche complesse, formate da voci che si sovrappongono tra accelerazioni ed improvvise frenate, variando senza soluzione di continuità tra parti cantate e parti invece rappate. L’unione di tutto questo da luogo ne La Malattia a brani molto ricchi, sia a livello di musiche che di rime e di flow. Oltre a ciò il disco parte anche da un concept elaborato e dalle molte sfaccettature. I due infatti ci vogliono offrire una sorta di viaggio ideale nella mente, nei propri pensieri, andando a concentrarsi in particolare sulle parti più nascoste e oscure dell’intelletto, guardando in faccia le paure e le paranoie in un percorso in continua tensione che alla fine implode in se stesso aprendosi ad altri orizzonti. Non è quindi un album semplice, dal facile approccio. Bisogna scavare dentro di esso, bisogna farlo proprio ascoltandolo con cura e cercando di entrare nel mood che Cali ed Aleaka hanno congegnato con estrema cura.
Si parte con “Il Terzo Occhio”, un brano nel quale Cali definisce la sua identità di artista contrapponendosi a ciò che invece non lo convince. Da qui si passa poi a “Tentativi” uno degli episodi più riusciti nel complesso del disco; un brano che incita a non arrendersi, richiamando la necessità di continuare a provare con forza e dedizione. Si arriva così a “Per Non Restare Soli” un pezzo molto carico di tensioni che si focalizza sul difficile mondo dei rapporti interpersonali. Dopo questi tre brani iniziali è il momento di entrare nei pezzi più caotici, ricchi di atmosfere cupe, suoni dissonanti e liriche ciniche e disincantate. Ciò comincia con “La Malattia (Open Act)” che apre le porte sul nucleo pulsante dell’album, fatto di continue riflessioni e constatazioni. Si va dal darsi obbiettivi futuri di consapevolezza e crescita personale (“Per Crescere”) a riflessioni legate alla fede e alle credenze in genere (“Il Mio Messia”); dalla costatazione di sentirsi persi in questa dialettica interiore (“Nel Viaggio”) alle riflessioni circa la rispondenza che un luogo può avere per un individuo (“Venezia”); dalla necessità di trovare una via d’uscita da percorrere in fretta (“Scappa”) alla tensione massima delle paranoie che bisogna cercare di domare (“La Malattia (Final Act)”). A chiudere il progetto ci pensano due ultimi brani più immaginifici (“Al di là del muro” e “Un Bambino Indaco e I Cerchi Nel Grano”) che aprono la prospettiva e la allargano al di fuori del dialogo mentale, come suggerisce del resto la copertina con la testa che va in fumo e si apre verso un cielo cupo.
Il lavoro che sta dietro a questo album si capisce dunque essere davvero molto. Sia nella ricercatezza delle liriche, ma anche nella strutturazione dei beat e ovviamente nella definizione di un concept ambizioso e non di facile trattazione. Tutto ciò se da una parte si può vedere come un pregio, dall’altra rappresenta anche il punto debole del disco. Infatti La Malattia appare come un album di non immediata comprensione, che facilmente sfuggirà ai più per questa sua strutturazione. Comunque sia Cali ha avuto coraggio nel tornare alla ribalta con un progetto come questo, ribadendo, per chi ancora non l’avesse capito, tutto il suo talento. A ciò ha contribuito certamente anche Aleaka con il suo modo di produrre molto interessante, fuori dai soliti canoni. Tuttavia ascoltando il disco a volte alcune atmosfere e alcune ritmiche sembrano ripetersi togliendo potenza al progetto nel suo complesso. Ciò si aggiunge al fatto che per la complessità insita nei beat certe volte questi predominano sulla voce di Cali, che comunque è davvero molto bravo a domarli, per lo più in modo convincente. Nonostante tutto resta però un’ottimo disco, che appare davvero come un solido punto di partenza per entrambi su cui costruire l’evoluzione dei rispettivi percorsi artistici.

Scarica il disco da qui.

Review Overview

Rap - 8
Produzione - 7
Fattore RB - 7

7.3

User Rating: 4.09 ( 18 votes)

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia.

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