shopclues offers today 2017

amazon coupons code india

clear trip coupon code promo

flipkart coupon code

globalnin.com

[Recensione] SZA – Z

SZA ZAutore: SZA
Titolo: Z
Etichetta: TDE
Anno: 2014

Ascoltare SZA è come inseguire il bianconiglio attraverso il pozzo che porta al paese delle meraviglie o come ritrovarsi improvvisamente trasportati da un tornado nella terra di Oz.
Dalle allucinate e psichedeliche produzioni musicali di Felix Snow ed Emile, a quelle dal sapore elettro-chic di Toro y Moi fino ai beats rallentati e trasognanti di Mac Miller, per non parlare poi dei testi a metà strada tra versi poetici incompiuti e aforismi ammezzati, tutto in Z è a dir poco surreale. D’altronde, nel suo precedente EP, S, è la stessa Solana Rowe, vero nome dell’artista nata a St. Louis, Missouri, a coniare una definizione piuttosto fantasiosa di sè stessa in “Aftermath”: “in realtà non sono umana, sono fatta di pancetta, favole e polvere di stelle…”. E, in effetti, con le sue lunghe magliette da basket sotto le quali si nascondono comodi boxer da uomo, le immancabili Chuck Taylor’s quasi distrutte, la selvaggia chioma leonina e le sue irresistibili lentiggini, a me SZA sembra più una creatura onirica che una ragazza reale, ma soprattutto riesce ad affascinarmi e a sedurmi più di tante succinte bombe sexy del mondo R&B come Cassie e Beyoncé. Ma questo è, probabilmente, un problema tutto mio.
La first lady della TDE ha recentemente aperto i concerti di alcune delle band più osannate dalla critica come i Little Dragon e i Phoenix, il cui stile è difficilmente identificabile con un determinato genere musicale, e, se non facesse parte dell’etichetta discografica hip hop piú calda del momento e non avesse la pelle nera, molto probabilmente SZA non verrebbe neanche definita una cantante R&B. Lei stessa, cresciuta in una famiglia molto conservatrice in cui l’unico tipo di musica ammessa era il jazz di Miles Davis ed Ella Fitzgerald, afferma di amare Bjork, Sade, i Beirut e di credere che il pubblico quando l’ascolti pensi che stiano suonando i Mumford & Sons.
In realtá il modo in cui compone le sue liriche ha forse più affinità con il rap che non con il rhythm and blues, come ha affermato la cantante cresciuta a Maplewood, New Jersey, “di solito faccio freestyle, penso a qualcosa che mi è rimasto in mente come un film che ho visto, una situazione che ho sperimentato, un ricordo che è riaffiorato all’improvviso, e comincio a cercare delle metafore, delle similitudini, che possano aiutarmi a costruire delle immagini con cui descrivere le sensazioni che vorrei trasmettere al pubblico. Mi piace cosí tanto giocare con le parole che forse è per questo che, alla fine, i miei testi risultano difficilmente comprensibili anche per me che ne sono l’autrice!”

Infatti, le parole, così come i titoli dei suoi pezzi, sono tessere di un puzzle che SZA non si cura di ricostruire con precisione. Quest’incombenza è volutamente lasciata a chi l’ascolta, perché solo coloro che si prendono la briga di fare questo sforzo riescono davvero a far breccia nel suo mondo criptico e fatato, fatto di frasi apparentemente scollegate tra loro cui sta a noi cogliere il nesso e d’immagini appena accennate di cui dobbiamo ripassare i contorni per poterle vedere nella giusta prospettiva.
Tra i vari esempi di questo intrigante processo creativo c’è “Sweet November”, il pezzo piú tradizionalmente R&B del disco, realizzato su una delle strumentali più belle di Marvin Gaye, “Mandota”. Qui, infatti, è l’omonimo film senza lieto fine, che vede per protagonisti Charlize Theron e Keanu Reeves, l’indizio con cui Solana cerca di farci capire che la sua travagliata storia con Tommy, il ragazzo da lei citato in questo brano, proprio come avviene nella pellicola, non è destinata a finire con una happy ending, bensì in maniera addirittura tragica, “Jesus called me collect last night, it took all of me not to answer…”.
Sono invece i suoi giochi da bambina a fornire lo spunto per “Child’s Play”. Il pezzo che ospita Chance the Rapper, un emcee di cui sono convinto sentiremo molto parlare in futuro, descrive l’insoddisfazione delle ragazze che, come lei, non sono molto fortunate in amore e si ritrovano spesso a contemplare, non senza una certa invidia, le coppie apparentemente perfette come Barbie e Ken. È così che SZA, metaforicamente, s’immedesima in Skipper, la sorella bistrattata della bambola più famosa del mondo, dando voce ai suoi pensieri di personaggio secondario che vorrebbe, almeno per una volta, diventare la vera protagonista della storia: “Ken had it all, Skipper wanted more than watching from the sidelines, wish that she had it”.
“Warm Winds” è invece l’ennesima riuscita collaborazione tra SZA e Isaiah Rashad, che spero davvero realizzino al piú presto un album insieme. Questa volta i due colleghi d’etichetta ci raccontano una relazione ormai arrivata al capolinea, alla quale peró tutti e due si sentono ancora legati. I ricordi del loro passato, dei sentimenti e dei momenti che hanno condiviso rende loro difficile lasciarsi e voltare pagina, nonostante entrambi sappiano che è l’unica cosa da fare, “quit clipping on your wings, sometimes we hate to leave somebody, what’s happening to we?”
Ma é “Babylon”, singolo che vede la partecipazione di Kendrick Lamar, la traccia che più di ogni altra rappresenta l’anima di Solana Rowe. La metafora della crocifissione rievocata nel ritornello, “cru-crucify me”, esprime chiaramente l’espiazione della colpa di cui la cantante si è macchiata agli occhi del mainstream, ovvero quella di non volersi omologare, di voler restare fedele alla propria natura rifiutandosi di scendere a compromessi pur di arrivare al successo. SZA sa che non accettare il consiglio di nessuno e non piegarsi alle richieste di coloro che vorrebbero cambiarla e renderla meno diversa, magari più provocante e più alla portata di tutti, potrebbe costarle caro sia a livello professionale che a livello personale, “I can’t recall the last time I took advice from anyone, I’m sure I’ll be the death of me… I can’t recall the last time I took love from anyone”, ma pur essendone cosciente preferisce esser odiata e rimanere fuori dalla portata del grande pubblico piuttosto che recitare una parte che non le appartiene, “I know you hate me now, I bet you hate me now, bring on the thorny crown, crucify me”.
La musica di SZA non é per tutti. Di certo, non attirerà l’attenzione di chi cerca pezzi orecchiabili di cui canticchiare il ritornello nel traffico delle cinque. Sicuramente, non v’intratterrá mentre siete in fila col carrello al supermercato o intenti a cercare un parcheggio libero di domenica al centro commerciale. La nuova recluta della TDE lancia messaggi ermetici che solo chi presta la giusta attenzione ai suoi testi puó riuscire a captare. Provate a fare questo sforzo, prendetevi 37 minuti del vostro tempo per ascoltare attentamente “Z”, magari leggendo le liriche su rapgenius, e allargate i vostri confini musicali.

(Cristiano Papini)

Sparati anche questo!

Sottosopra Madman Nayt Massimo Pericolo

Sottosopra Fest: Madman torna a casa; esordio per Massimo Pericolo e Nayt

Il Sottosopra Fest 2019, il festival rap più importante dell’estate, è partito alla grande con …

Lascia un commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>