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Intervista a Niccolò Celaia e Antonio Usbergo: “al cavalletto noi ci appoggiamo i giacchetti”

YouNuts!di Giorgio Quadrani

Nello stesso pomeriggio in cui abbiamo intervistato Lucci, ci è capitata tra le mani la ghiotta possibilità di scambiare due chiacchiere anche con Niccolò ‘Nicco’ Celaia (sempre della crew Brokenspeakers) e col suo socio in affari, Antonio Usbergo. Stavolta, però, non si è parlato strettamente di rap.
I due giovani – entrambi classe ’86 – hanno dato infatti vita a ‘VideoAddicted’, trasformatasi di recente in ‘YouNuts!’, marchio specializzato nella realizzazione di video degli artisti di punta della scena rap italiana. Da brillante rivelazione a vera e propria garanzia in materia di videoclip, ‘YouNuts!’ ha sfornato molti dei prodotti più estremi in circolazione, tra cui lo splatter “Rob Zombie” di Salmo e Noyz Narcos, clip (tra l’altro) vincitrice del premio ‘miglior video’ assegnato dalla nostra redazione nel 2013.
Gli abbiamo chiesto di raccontarci di loro e di svelarci un po’ di trucchi del loro mestiere, e ne è uscita fuori un’interessante conversazione che non potete di certo perdervi.

Rapburger) Cosa mi dite a proposito del vostro lavoro, e allo stesso tempo, passione? Come avete iniziato e come avete dato vita a ‘VideoAddicted’, diventato recentemente ‘YouNuts!’?
Nicco) Ho iniziato come videoamatore, ai tempi di scuola, per puro divertimento. Poi, con i Brokenspeakers, c’è stata la necessità di realizzare dei video. Quindi, io con la mia camera, che mi regalò mio padre, da smanettone completo mi sono messo lì a sperimentare. Dopodiché, ho incominciato ad approfondire la cosa e a studiare. Per un periodo ho lavorato da solo, e poi ho iniziato a collaborare con Antonio per dei lavori, dei piccoli spot. Ci siamo trovati molto bene, e a quel punto abbiamo deciso di collaborare, quindi di scrivere i soggetti dei videoclip insieme, eccetera.
Antonio) Anche io, ho iniziato come autodidatta. Ho avuto l’opportunità di stare un periodo all’estero, in America, e lì ho approfondito lo studio della fotografia. Sono sempre stato un appassionato sia di cinema che di musica. Poi, ho aperto una società con due amici, facevamo comunicazione, ed io seguivo la parte video-fotografica; fino a collaborare con Nicco.

Rapburger) Quindi ‘VideoAddicted’ nasce da voi?
Nicco) Sì, all’inizio ero io da solo, poi si è aggregato Antonio un paio di anni fa.
Antonio) Confermo, prima lui, e poi in due – non di più!

Rapburger) Come mai di recente avete cambiato nome?
Nicco) Ero con uno dei miei migliori amici, Franz (dei Brokenspeakers, ndr), e stavamo facendo il restyling del logo ‘VideoAddicted’ (un omino che si porta appresso una matita gigante); mentre ci lavoravamo su, siccome si trattava di un qualcosa di un po’ vecchio ormai e volevamo rinnovare l’immagine, ci è venuta in mente l’idea della ciambella. Dopo un po’ di prove, abbiamo notato che il nome non si sposava con il nuovo logo, quindi ci siamo detti “cambiamo immagine, e cambiamo pure nome!”.

Rapburger) Nell’era di internet, il videoclip ha assunto un ruolo fondamentale nel sistema di diffusione della musica. Che pensate a proposito?
Antonio) Per noi è un’ottima cosa, perché permette agli investitori di stanziare budget relativamente grossi, e a noi l’opportunità di sfruttare delle cose fighe che, senza budget, non si potrebbero fare. E poi, ti da una visione “mondiale”, perché trattandosi di un prodotto sul web, è aperto a tutti, è free, a differenza della tv.

Rapburger) E per voi che lo concepite, cosa rappresenta un videoclip?
Nicco) A me la cosa che piace sta proprio nella lavorazione, perché crei un cortometraggio che non nasce però da un soggetto, ma proprio dalla colonna sonora. Hai uno spunto, un’atmosfera, e da qui parte tutto. L’immagine comunque deve essere connessa con la musica, anche se poi il videoclip in sé da la possibilità di spaziare alla grande, in milioni di modi diversi.

YouNuts!Rapburger) Questo per la musica. Invece, vi cimentate anche in altro al di fuori di essa?
Nicco) Guarda, noi siamo videomaker a trecentosessanta gradi. Abbiamo fatto un sacco di videoclip, però anche spot, così come abbiamo curato esclusivamente la fotografia per progetti al di fuori dell’ambito musicale. Per il momento, comunque, c’è molta richiesta per i video, e quindi siamo parecchio presi da ‘sta cosa.

Rapburger) Come nasce un videoclip. Siete voi che proponete all’artista, o il contrario? Ma anche tra voi stessi, normalmente chi lancia le idee?
Nicco) In generale, ci confrontiamo con gli artisti stessi o con i loro manager, e cerchiamo di capire se hanno già un’idea in mente oppure preferiscono che partiamo noi da zero. E’ successo spesso che l’artista avesse un’idea in mente, e noi poi dopo gliel’abbiamo stravolta, oppure che l’abbiamo completata o integrata.

Rapburger) Capita magari che l’artista non abbia alcune idee, arrivi lì e vi dica “fate voi”?
Nicco) Sì, ci danno carta bianca e ci mettiamo sopra a sparare cazzate.
Antonio) Capita che facciamo due proposte, o anche tre talvolta, però spesso già sappiamo che tipo di proposta fare al singolo artista perché magari lo conosciamo. Quindi ci concentriamo su quella, la prepariamo al meglio, e gliela inviamo.
Nicco) La cosa fica è che, essendo in due, lui – per esempio – mi lancia uno spunto, e io gli aggiungo un dettaglio.  Poi, magari da quello che dico io, lui riesce ad aggiungere un’altra cosa. E così via.
Antonio) Sì, in questo ci completiamo molto, devo dire. E’ un confronto molto utile.

Rapburger) Per esempio, come nasce un video come “Rob Zombie” di Salmo e Noyz Narcos? Di chi è stata l’idea del soggetto?
Antonio) Harsh (C.E.O. di Tanta Roba Label, ndr) in quel caso ha mandato a Nicco il pezzo in questione, anche se – ti devo dire – noi due, una volta capito che avevamo a che fare con due personaggi come Salmo e Noyz, avevamo iniziato ad ipotizzare già qualcosa del genere: pensavamo solo al sangue (ride, ndr), ci veniva in mente qualcosa di crudo.

Rapburger) Dove l’avete girato?
Antonio) A Frosinone, in un diner, però l’esterno è stato fatto in post-produzione.

Rapburger) La post-produzione chi la cura?
Nicco) Dipende. Alcune cose le faccio io, per altre più complesse ci affidiamo a collaboratori esterni. Commissioniamo qualcosa, e glielo facciamo assemblare.

Rapburger) Ma anche il video di Gemitaiz con Salmo, “K-Hole”, ha richiesto molto lavoro?
Antonio) Non c’è stato molto lavoro di post in quel caso.

Rapburger) Eravate su un aereo vero e proprio? Se sì, dove?
Antonio) Sì, eravamo all’aeroporto di Olbia.
Nicco) Era un aereo che dovevano smantellare dopo pochi giorni.

Rapburger) Dall’esterno pensi: come fanno a trovare una location del genere?
Nicco) Eh, c’è voluto più di un mese.
Antonio) Di solito facciamo tutto noi due, dall’inizio alla fine del video, ma ogni tanto capita di appoggiarsi ad amici, conoscenti. In quel caso, la crew di Salmo – la Machete – ad Olbia aveva delle conoscenze, e ha tirato fuori ‘sto aereo. A Roma sarebbe impensabile una cosa del genere.

Rapburger) Beh, insomma, niente male. Invece, per quanto riguarda i tempi, quanto tempo di preavviso vi danno?
Nicco) Dipende, c’è pure chi ti chiama in extremis piangendo e chiedendoti disperatamente “ci serve il video fra due settimane!”. Tendenzialmente, comunque, te lo dicono con un po’ più di preavviso. Per un video ben studiato, almeno tre settimane o un mesetto servono.
Antonio) In genere, si va da un periodo minimo di due settimane a un mese e mezzo, circa.

Rapburger) Nel caso di Salmo e Noyz?
Antonio) Tre settimane abbondanti, diciamo, da quando ci hanno fatto ascoltare il pezzo a quando gli abbiamo consegnato il video.
Nicco) Abbiamo un’organizzazione del lavoro molto snella io e lui, quindi anche quando siamo sul set cerchiamo di evitare in qualsiasi modo che si creino tempi morti – spostare un cavo, una luce. Quindi, lavorando con budget non grossi, i tempi si devono ridurre notevolmente. A girare il video ci abbiamo messo solamente dodici ore.

Rapburger) Da chi vi fate aiutare?
Nicco) In quel caso ci ha aiutato Lucci, che ha pensato alla scenografia.
Antonio) Poi, per esempio, nel video per Emis Killa e J-Ax, “A Cena dai Tuoi”, siamo andati su a Milano con uno scenografo amico nostro, lo street artist Flavio Solo.
Nicco) Mio fratello fa lo chef e, dunque, gli abbiamo fatto preparare tutte le cose da mangiare, appunto perché fossero belle da vedere, scenografiche. Comunque, spesso ci affidiamo a persone specializzate per fargli curare singoli aspetti del video. Però, ripeto, dipende sempre dai budget, dai tempi.
Antonio) Un altro ragazzo che spesso ci aiuta è Andrea Folino, regista giovanissimo della Machete, che ha collaborato con noi come aiuto-regista. E’ un fratello, e quando facciamo dei video, specie per Salmo, lui ci da una grossa mano.

Rapburger) C’entra poco con quello che state dicendo, ma voi li usate spesso i droni?
Antonio) Sì, certo. Per esempio, nel video di Gemitaiz e MadMan, “Non Cambio Mai”, la ripresa dall’alto sulla Cadillac rossa. Il tutto è stato curato dalla Sim Video, una società di nostri amici.
Nicco) Ci tengo ad aggiungere che per me i ragazzi della Sim Video sono stati dei veri e propri formatori dal punto di vista tecnico, da cui non ho fatto altro che imparare sempre più cose fighe.

Rapburger) Avete un marchio di fabbrica, magari un elemento a livello stilistico che contraddistingue la vostra regia e i vostri video?
Nicco) Da quando ho iniziato a girare videoclip, non mi è mai piaciuta la staticità dell’immagine, perché comporta, tra le tante cose, che per creare un’immagine che abbia un impatto visivo fortissimo, a camera ferma, devi avere un’immagine, una location, una luce, l’immaginario degli attori che siano al top. A me, invece, piace proprio il video movimentato, che non si fermi mai – dal ritmo del montaggio al movimento di camera. Così, da sempre, utilizzo sempre una steadycam.
Antonio) E’ come se la camera fosse un carrello, solo che è a mano. Non la devi stare a spostare ogni volta. Sicuramente è un marchio per noi. Come diciamo, al cavalletto noi ci appoggiamo i giacchetti (ridono, ndr), per scelta registica, non perché siamo matti. In ogni caso, anche la cura dei particolari; ci piace soffermarci su degli oggetti.

Rapburger) Devo dire, salta subito all’occhio la cura del dettaglio.
Nicco) Ti dico una stupidaggine: nell’ultimo video di Del e Marracash, c’è un pupazzo che rappresenta un discografico, e mentre pensavamo alla sua presentazione, c’è venuto in mente di mettere nel suo ufficio delle fotografie in cui, non so, c’era lui abbracciato a Micheal Jackson. Ecco, magari dietro a quell’inquadratura di un secondo c’è stato, per esempio, un pomeriggio di lavoro…
Antonio) … però poi ne vale la pena, serve ad arricchire l’ambiente. Anche gli stessi vestiti, prima di darli ad un attore, li passi per terra, li impolveri, per rendere il tutto più credibile.

Rapburger) A me piace molto il video di “Faraway” di Salmo. Che mi dite a riguardo?
Nicco) L’abbiamo girato ad Olbia, negli stessi giorni in cui stavamo girando “K-Hole”. Abbiamo voluto approfittare della situazione perché lì ci sono delle ambientazioni che ricordavano gli scenari americani – vedi gli stradoni.
Antonio) Anche in questo caso, i ragazzi della Machete ci hanno aiutato parecchio: la produzione l’abbiamo seguita noi, ma l’abbiamo fatta fare a loro che sono del posto.
Nicco) Sì, perché spesso – se ci capitano un sacco di lavori insieme – fare la produzione di tutti quanti diventa uno stress, quindi preferiamo appaltare la parte di produzione (ricercare location, attori, vestiti, eccetera) ad altre società.
Antonio) Chiaramente, la produzione la seguiamo sempre noi, però fisicamente le cose le affidiamo ad altri.

Rapburger) Fino a qui tutto bene. Invece, vi è mai capitato di girare un video che non vi piacesse, o realizzare un’idea per voi completamente sballata, o, ancora, realizzarlo per una canzone che non vi piacesse? O anche lavorare con un artista che non vi convincesse?
Antonio) Sì (ridono, ndr), però lo devi fare.
Nicco) E’ chiaro che se la canzone ti piace, sei coinvolto molto di più nel progetto. Però, alla fine, è lavoro. Ecco, è capitato – non tanto con dei video musicali, ma con altri progetti – che sei talmente tanto costretto dal cliente a far tagliare delle cose, che alla fine esce fuori una roba che in realtà non è tua. Diventi quasi un esecutore. Quindi, quel lavoro alla fine non lo inserisci nel tuo portfolio, ma sei solo contento che il cliente sia soddisfatto.
Antonio) Comunque, sì, anche noi ascoltiamo musica, quindi ci sta che non ci piacciano dei pezzi.

Rapburger) Voi che musica ascoltate, rap?
Nicco) Io sono cresciuto col rap, quindi ne ascolto molto. Spazio molto tra i generi, mi piace l’elettronica.
Antonio) A me, rap, indie, rock. Dipende dall’umore.

Rapburger) Vi stufano gli artisti rap con cui lavorate?
Nicco) Guarda, quando realizzi un videoclip, penso che qualsiasi canzone su cui lavori, dopo non la vuoi più sentire. La senti mentre giri, prima nell’ideazione, e poi durante il montaggio la senti almeno cinquecento volte (ride, ndr). Sentirla in loop, per quanto possa essere fica, per un mesetto dici “ok, non me la fa’ più ascolta’!”.

Rapburger) Una curiosità che mi viene in mente ora: che fine fanno tutti gli oggetti che comprate per un video e che poi non vi servono più?
Antonio) Alcune cose le regaliamo, altre le ricicliamo. Per ora, comunque, abbiamo buttato tutto dentro la camera di Nicco!
Nicco) Sì, io praticamente ora vivo dentro una scenografia (ride, ndr).
Antonio) Ogni video ti lascia qualcosa. Ora c’è rimasto Antonio Lo Scrigno, il pupazzo del video di “Gran Rap” di Del e Marra.

Rapburger) Ecco, quel pupazzo per esempio da dove esce fuori?
Antonio) L’abbiamo fatto disegnare da una ragazza, Camilla Magnani, che aveva disegnato delle bambolette, come quelle voodoo, di stoffa, con le sembianze di artisti rap, come Kaos, Danno, Craim, ed altri. Quindi, quando ci è venuto in mente questo pupazzo, abbiamo subito pensato a lei, che poi si è rivelata bravissima.

Rapburger) Per chi state lavorando ora?
Antonio) Eh, non so se si può dire. Diciamo che stiamo lavorando con artisti con cui abbiamo già collaborato in passato, stiamo seguendo due video nuovi.

Rapburger) Non manca nulla, insomma. Venendo alla musica, Nicco fa parte dei Brokenspeakers. Invece, tu, Antonio, anche tu suoni, scrivi?
Antonio) Siccome i video occupano poco spazio nella mia vita (ride, ndr), do una mano a Squarta e seguiamo alcuni artisti come Mezzosangue con cui abbiamo fatto anche un mixtape che si chiama Hurricane. Oltre a lui, tra i nostri c’è anche Gemello del Truceklan, che ha da poco lanciato l’ep Niagara. Mi piace curare l’aspetto grafico, dei video, di artisti che mi piacciono, influendo anche nella direzione artistica del disco. Questo discorso va ad accavallarsi a quello dei video, e quindi non vivo più!

Rapburger) Interessante. Tu, Nicco, prosegui sempre con la musica nel tempo libero?
Nicco) Diciamo che io non ho mai avuto interesse ad intraprendere un percorso solista; ho sempre e solo fatto musica con i Brokenspeakers. Nel senso, se continuerò a farla, sarà per un altro progetto Brokenspeakers.

Rapburger) E allora fate qualcosa su!
Nicco) Eh, con tante teste che fanno un sacco di cose, non è facilissimo. Mai dire mai nella vita. Ogni tanto ho dei momenti in cui mi scrivo qualcosa, anche se non so se e quando mai potrà uscire, con chi la farò e dove la metterò.
Antonio) Ecco, diciamo che potrei seguire io un disco di Nicco…
Nicco) Si, entro nella Hurricane (si ride, ndr).

Rapburger) La Hurricane Arts. Cos’è di preciso?
Antonio) Non è un’etichetta, è più propriamente una crew. Siamo tre, quattro amici. Anche Luca, Mezzosangue, fa parte della crew. Per ora non produciamo fisicamente nessuno. Ci limitiamo a fare il disco, e poi lo consegnamo a qualcun altro.

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Rapburger) Tornando al vostro stile di regia. In ambito cinematografico, c’è qualche regista che vi piace o da cui traete spunto?
Antonio) Tarantino, ma anche Wes Anderson per la fotografia e per l’atmosfera surreale che si respira nei dialoghi dei suoi film.
Nicco) Sì, sicuramente Tarantino. Poi, ci sono state un paio di serie tv che ci hanno proprio forgiato, quindi i Soprano, che è un prodotto stupendo, e Breaking Bad. Quel che è sicuro, è che sia io che lui siamo cresciuti col mito del film anni ‘90, quindi con la classica America che vedi in quei film lì.

Rapburger) Mi viene in mente, per esempio, Mamma Ho Perso l’Aereo, se penso alla casa in cui avete girato il video natalizio di Emis Killa e J-Ax.
Antonio) Sì, volevamo un po’ ricreare quell’ambientazione lì, comunque tipicamente americana. Anche nel video “S.A.L.M.O.”, quello in cui vedi Salmo da vecchio, la casa ricalca quello stile.
Nicco) Ecco, è difficile vedere nei nostri video l’ambientazione tipicamente italiana. Quindi, vogliamo creare un qualcosa che sembri sempre non girato in Italia. E’ un nostro vezzo, ci piacciono architetture diverse dalle nostre.
Antonio) Anche le macchine, i vestiti, insomma qualsiasi cosa non sia riconducibile all’Italia.

Rapburger) Una battuta conclusiva: Rob Zombie che condivide tramite la sua pagina ufficiale di Facebook il vostro video a lui dedicato?!
Nicco) Non abbiamo ancora capito se si trattasse o meno di un props. Probabilmente si trattava di un semplice “ma che è sta cosa?!” (se la ridono soddisfatti, ndr).

About Giorgio Quadrani

Inseguito dal diritto di giorno, rincorro il rap di notte. Amo ascoltare gente che blatera al ritmo di una base musicale, indagare su tutto ciò di inutile intorno a me e fare discorsi col senno di poi.

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