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[Recensione] The Roots – “…And Then You Shoot Yours Cousin”

roots_cousinlpAutore: The Roots
Titolo: …And Then You Shoot Your Cousin
Etichetta: Def Jam Recordings
Anno: 2014

Basterebbe solo osservare la cover di questo ambizioso album per capire il concept che si nasconde dietro a tutto il progetto. Così come l’ultimo Undun anche questo disco è un concept album ma a differenza del suo predecessore, osa molto di più. Il dipinto rappresentato appartiene a Roman Bearden ed è intitolato “Pittsburgh Memory” fu realizzato nel 1964 con lo scopo di rappresentare la lotta della comunità Afro-Americana per i diritti civili. La principale caratteristica dei dipinti di Bearden è quella di formare dei veri e propri collage unendo diversi componenti provenienti da varie fonti per poi unirli formando un unica immagine. E’ proprio quello che succede in …And Then You Shoot Your Cousin dove il gruppo di Philadelphia questa volta fotografa la vita di diversi personaggi. I temi affrontati sono numerosi e complessi, troviamo la religione (Understand), il materialismo (When the People Cheer), la povertà e la fame (Black Rock) ma anche la ricerca della felicità (Tomorrow). Da un punto di vista musicale …And Then You Shoot Your Cousin è sicuramente il progetto “meno-hip-hop” dei The Roots, un vero e proprio album sperimentale. A partire dall’introduzione affidata al classico brano di Nina Simone “Theme from Middle of the Night”, l’album ci tiene impegnati per tutta la sua modesta durata (circa 30 minuti). Oltre agli storici colleghi dei Roots troviamo anche delle interessanti novità come il talentuoso cantante Raheem DeVaughn che con le sue abilità canore, rappresenta nell’ultima traccia “Tomorrow” la luce in un album prettamente dark. …And Then You Shoot Your Cousin potrebbe far storcere il naso a chi si aspettava una presenza più sostanziosa da parte di Black Thought, nonostante questo però quasi ogni verso presente nel disco riesce a racchiudere e a raccontare in maniera accurata i sentimenti e gli avvenimenti dell’album. In “Never” Black Thought potrebbe avere uno dei versi più potenti e ben strutturati dell’anno con giochi di parole e metafore degni di nota come   << Off on my own, nowhere is my home, approaching infinity’s fork in the road >> in cui viene accennata anche la tematica che fa da scheletro all’intero progetto, la scelta. Si parla di bene e di male, di felicità e di depressione, più che i vari protagonisti, sono le scelte che decidono di prendere insieme alle conseguenze derivate da quest’ultime a essere le vere protagoniste del progetto. Nonostante la già grande ricchezza di argomenti che formano il disco, riusciamo a scovare anche una satira studiata e mirata ai cliché che si ripetono nella scena Hip-Hop mainstream moderna. Nel brano “The Dark (Trinity)” per esempio, Black Thought, Greg Porn e Dice Raw interpretano tre personaggi diversi che racchiudono tre diverse caratteristiche di numerosi mc moderni. Dice Raw imita persino i flow rappando << I remember all I wanted was a gold chain and a Kangol, I remember all I wanted was a gold chain and some Jordans too >> mentre Black Thought  mira ai trend moderni << Hashtag diamond dog tag, money bag, nice swag, pockets need an ice bag, toe tag, body bag >>.
Il titolo del nuovo album dei The Roots …And Then You Shoot Yours Cousin nasce da una line di “Step Into a World (Rapture’s Delight)” storico brano di KRS One contenuto nel disco I Got Next del 1997. La line di KRS “They wind up shootin they cousin, they buggin’” rappresenta non a caso una situazione di paranoia che viene riscontrata numerose volte nel album della band di Philadelphia.
Questo nuovo capitolo discografico della rap-band americana è l’ennesimo progetto di qualità che si va ad aggiungere alla loro numerosa lista di classici. In un epoca in cui la musica viene consumata nella maggior parte dei casi “a singoli”, fare un disco così compatto e intenso è sicuramente qualcosa di ambizioso e unico.

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