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[Recensione] Ghemon – ORCHIdee

Ghemon_OrchideeAutore: Ghemon
Titolo: ORCHIdee
Etichetta: Macro Beats
Anno: 2014

Sembra proprio che Ghemon con ORCHIdee abbia trovato il suo habitat ideale. Ci si era già avvicinato molto con progetti come l’ep intitolato EMbrionALE, ma è con questo suo nuovo disco che l’artista avellinese ci mostra appieno l’evoluzione del suo stile. Non è solo rap, ma è piuttosto musica nel senso più ampio della sua accezione. Dentro ORCHIdee si avverte infatti una cura per il dettaglio quasi maniacale, che di fatto sorprende l’ascoltatore. Un’attenzione che Ghemon ha posto innanzitutto nelle parti cantate del disco. Proprio in questo campo, che in passato gli era stato contestato, l’artista della scuderia Macro Beats evidenzia i più grandi progressi. Le melodie sono ricercate e precise, colgono nel segno e danno spessore alla scrittura ponderata di un Ghemon che come al solito si dimostra molto abile nel plasmare le sue liriche. Poi l’attenzione dell’artista, e ovviamente di chi l’ha seguito in questo progetto, è stata posta certamente anche nella musica. Ghemon ha potuto infatti beneficiare del contributo di alcuni tra i più quotati musicisti italiani. Le atmosfere che sono scaturite da questa unione d’intenti vanno così a pescare nel mare del soul più profondo, con uno sguardo anche al funk, specie per quanto riguarda le ritmiche di batteria, sempre al centro di ogni brano. Tappeti sonori che si sposano alla perfezione con l’espressione di Ghemon, che con scioltezza alterna sapientemente parti rap intelligenti ed intime, a parti invece cantate, ispirate e davvero ben congegnate. Tuttavia proprio la qualità delle parti suonate, ad un primo ascolto, rischia quasi di catturare interamente l’attenzione dell’ascoltatore, distogliendolo dai testi interpretati da Ghemon. Resta comunque una sensazione che dopo ripetuti ascolti svanisce, lasciando spazio ad una comprensione più unitaria del progetto. ORCHIdee resta così in testa e ogni brano con il passare degli ascolti scolpisce nella mente dell’ascoltatore suggestioni e pensieri, coinvolgendolo anche con i vari ritmi che si succedono.
Il merito di un disco così convincente nelle sue varie parti derivano comunque anche dalla maturità artistica e dalle capacità di scrittura di Ghemon. Un artista che sa raccontarsi soppesando con cura le parole, facendo propria una certa essenzialità per raccontarsi con precisione. Eppure nonostante testi veloci, all’apparenza quasi scarni in alcuni brani, l’artista avellinese apre l’immaginazione di chi si trova a confrontarsi con il suo album. Ghemon riesce a creare così un mondo fatto di brani tra loro diversi negli intenti e nell’ispirazione, seppur accomunati da un’attitudine riconoscibile che si dipana lungo tutto il disco; a partire da storytelling efficaci (come “Da Lei (Con lo scudo e la spada)”) fino ad arrivare a brani più intimi (come “Fuorilouogo Ovunque”), passando anche tra episodi più leggeri (come “Pomeriggi Svogliati” o “Quando Imparerò”).
Fa dunque bene Ghemon a dichiarare nell’album di non volersi più curare di dover accontentare tutti. Perché, nonostante le critiche che gli si potranno muovere, questo album sembra essere davvero una delle sue migliori prove. Un progetto maturo ed elegante, pieno di identità, nel quale Ghemon si muove sicuro e disinvolto. Per questo si può certo dire che l’artista ha trovato una dimensione che fotografa con efficacia il suo modo di essere e di esprimersi in questo momento della suo percorso artistico. Certamente comunque Ghemon ha avuto anche l’intelligenza di scegliere le persone adatte a cui affidarsi per confezionare questo progetto. Infatti la cura del prodotto che ne risulta appare sicuramente una caratteristica davvero centrale. Ciò porta perciò un passo più in là non solo la musica dell’artista avellinese, ma da anche un chiaro segnale a tutto il mondo del rap, mostrando come si possano fare dischi curati e attenti nella loro realizzazione, pur mantenendo una coerenza e una visione puramente personali.

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia.

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