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[Recensione] Hyst – Mantra

Hyst MantraAutore: Hyst
Titolo: Mantra
Etichetta: Macro Beats Records
Anno: 2014

Il percorso artistico di Hyst prosegue in Mantra da un lato mantenendo i principali aspetti che hanno reso il rapper romano l’artista che tutti conosciamo, dall’altro lato aprendo però a un’evoluzione molto ispirata, sopratutto legata al suono, ma in parte anche al modo di esprimersi e di affrontare determinate tematiche.
Come ci si poteva aspettare sentendo i singoli troviamo l’emcee romano davvero in grande forma. Dai dischi precedenti Hyst porta con sé sicuramente la passione che emerge in ogni strofa, ma anche, e forse sopratutto, la cura e l’attenzione per la parola e per il messaggio. Infatti anche in questo nuovo lavoro si può constatare proprio la centralità e l’importanza che la scrittura ha per Hyst, ribadita con forza fin dal brano che apre l’intero album, per l’appunto “Adesso Scrivo”. Parola che ha perciò una certa rilevanza anche in Mantra e che, proprio come in passato, viene utilizzata come uno strumento di precisione per veicolare contenuti anche di una certa profondità.

Hyst poi continua ad arricchire le sue rime con metafore intelligenti, avvolgendo spesso il suo rap in un’ironia sottile e disarmante. Altro elemento che ritorna anche in Mantra è di certo il cantato con cui il rapper dimostra tutta la sua espressività, mettendo in luce doti proprie di un artista davvero a trecentosessanta gradi.
Oltre a tali aspetti che hanno da sempre contraddistinto la musica di Hyst, come si diceva all’inizio, troviamo però anche alcune novità, come ad esempio la voglia e la necessità di evolversi e di andare oltre. Hyst si spinge infatti nell’esplorazione di sonorità forse fino ad ora mai approfondite appieno, creando atmosfere e suggestioni molto diverse tra loro. Certo la sua creatività ed il suo estro emergevano già anche nei progetti precedenti, come ad esempio in Hystory Ep, però qui la sua espressione si mette in gioco in maniera sicuramente più completa. Tanto che alla fine ogni brano assume una propria dimensione, divenendo quasi una tappa unica di un percorso che si snoda attraverso il racconto della vita di ciascuno, tra momenti di riflessione su tematiche d’attualità o su sentimenti di un certo spessore, fino ad arrivare a momenti dove invece prevale più la necessità di lasciarsi andare al divertimento e alla leggerezza. Per questo Mantra non è di certo un disco immediato. Al contrario, grazie a questa varietà di suoni, di ispirazioni, di flow e di tematiche, il disco si contraddistingue come un progetto molto vario e stratificato. Cosa che ad un primo ascolto rischia anche di far perdere l’ascoltatore in questa complessità, con il pericolo di non riuscire a cogliere i tanti spunti forniti da Hyst. Questo comunque, se da un lato può forse essere considerato quasi un difetto, dall’altro lato appare essere certamente anche un grande pregio, data la ricchezza di spunti e di contenuti, ma data pure la versatilità di Hyst, sempre bravo nel reinventarsi.

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia.

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