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Mondo NBA: Benvenuti allo Stephen Curry Show

Mondo Basket - Stephen Curry

Il 30 di Golden State è l’MVP di questo primo mese di NBA, appena davanti a Marc Gasol. San Antonio riparte (anche con Coach Messina), OKC riabbraccia Westbrook e aspetta Durant. Barlumi di vera difesa a Cleveland, ma Toronto perde DeRozan e l’Est resta depresso.

WESTERN CONFERENCE

Aiutatemi, soffro di dipendenza da Stephen Curry. Sono pericolosamente ossessionato dalla bellezza stordente di tutto quello che fa sul campo da basket. Come ha detto domenica il maestro Flavio Tranquillo, durante la telecronaca della non complicatissima vittoria di Golden State in casa dei Pistons, quando la palla esce dalle sue mani, sia per un tiro o per un passaggio, porta con sé una musica diversa, unica. E sia in casa che in trasferta, il senso di eccitazione nel vederlo muoversi sul parquet si percepisce chiaramente dalle reazioni di compagni e spettatori. L’energia di Steph contagia e ispira tutti quanti gli Warriors, dallo “Splash Brother” Klay Thompson, anche lui in continua crescita, a Marreese Speights, che a inizio stagione non era nemmeno sicuro di mantenere il posto in squadra: ne ha messi 28 qualche giorno fa. Curry e soci cavalcano una striscia di 9 successi consecutivi, gli ultimi 5 in trasferta, anche se contro avversari tutt’altro che irresistibili. Vittorie a parte, i segnali più positivi sono due: la drastica diminuzione delle palle perse e soprattutto i miglioramenti in difesa, l’ottava della Lega per punti concessi a partita. Se questo trend continua, e Steph gioca così, tanti auguri alle avversarie.

Ma quello di Golden State non è il miglior record a Ovest, e quindi della lega, considerata la notoria povertà dell’Est. Davanti a tutti ci sono i Memphis Grizzlies di Marc Gasol, che si è definitivamente tolto l’etichetta di fratellino del più titolato Pau. 15 vinte e 2 perse, senza troppi dubbi la squadra più solida in circolazione. Coach Joerger, allenatore del mese della Conference, allena un basket poco sensuale ma efficace. La convincente vittoria a Portland, l’unica partita persa dagli ottimi Blazers nelle ultime dieci, è una chiara dimostrazione di forza. Occhio ai non più tanto sonnecchianti Spurs, in striscia positiva da 8 gare. Tanta Italia a San Antonio: oltre alla guarigione di Marco Belinelli, l’onore, per Ettore Messina, di sostituire Coach Popovich sulla panchina dei campioni del Mondo, firmando le prime due vittorie di un allenatore europeo in NBA. Diamo il bentornato anche a Russell Westbrook: nella prima apparizione dopo il recupero dalla frattura alla mano, subito 32 punti e netta vittoria di OKC sui poveri Knicks. Aspettando KD.

PLAYER OF THE WEEK: BLAKE GRIFFIN – LOS ANGELES CLIPPERS
Blake Griffin

Dopo qualche polemica di troppo e i primi, prematuri scetticismi, i Clippers si sono sparati una settimana da 4 vittorie su 4 partite, tutte in trasferta. Particolarmente impressionante quella a Houston, dominata. In generale, si è vista una migliore gestione della palla, e di conseguenza più tiri di qualità creati per le guardie, Redick e Crawford in primis. Ma l’MVP del filotto è stato senza dubbio Blake Griffin: 23.8 punti, 9.8 rimbalzi (rispettivamente quarto e settimo miglior risultato settimanale della Conference) e 5 assist di media. Nella vittoria di lunedì scorso a Charlotte, Griffin ha messo a referto 22 punti, 16 rimbalzi e 9 assist, arrivando vicinissimo alla tripla doppia. Se dovesse sul serio imparare a utilizzare un po’ meglio la sua strapotenza fisica, potrebbe ridefinire le speranze di titolo della Los Angeles bianco-rosso-blu.

EASTERN CONFERENCE

Il gap continua ad allargarsi. Come avete appena letto, a Ovest ci sono tante squadre con legittime ambizioni di anello. Dall’altra parte del Mississippi, la situazione è ben diversa. Washington, che ancora deve incontrare due squadre decenti di fila, occupa la seconda posizione nella Conference con un record di 11 vinte e 5 perse: Dallas, con 13-5, è soltanto sesta a Ovest. Mentre Miami e Chicago provano a recuperare Wade e Rose, cercando di autoconvincersi che questi ultimi saranno in grado di incidere quando il clima si farà più caldo, Toronto perde un pezzo fondamentale del suo puzzle. Demar DeRozan, sempre più lanciato verso lo status di superstar, si è procurato uno strappo all’adduttore sinistro, un infortunio fastidiosissimo e di non facile recupero. Interessante vedere come i Raptors reagiranno in questa settimana, aperta con una sconfitta in casa dei Lakers, o meglio, di Kobe Bryant (ventesima tripla doppia in carriera, così, per gradire). Andranno a Sacramento e nello Utah, per poi ospitare Cleveland.

Se le favorite vanno maluccio, potete immaginarvi che roba ci sia in fondo alla classifica. Gentilissimi tifosi dei Philadelphia 76ers (0-17), ci siamo quasi: ancora un paio di sconfitte e potrete vantarvi di aver tolto ai Nets l’invidiabile record di peggior inizio di Regular Season mai visto nella storia della NBA. Si va mercoledì a Minnesota, avversario dal record negativo ma con un Wiggins in forte crescita, poi la gara in casa coi Thunder, con possibilità di rientro di Durant. L’oroscopo non è dei migliori, insomma. Come non lo è per i Detroit Pistons (3-14), che hanno ammassato un’ottima quantità di talento ma sono ancora alla ricerca di un’anima, o per gli Charlotte Hornets (4-14), partiti con qualche vittoria incoraggiante ma subito crollati: 9 sconfitte di fila, e il tassametro corre. Est senza speranza? Forse. Ma c’è un signore a Cleveland con idee molto diverse.

PLAYER OF THE WEEK - LEBRON JAMES – CLEVELAND CAVALIERS
LEBRON JAMES

25.7 punti, 8.7 assist, 2.3 recuperi (secondo, quarto e terzo miglior risultato nella Conference) più 5.3 rimbalzi, le medie di una settimana che attenua le futili polemiche già scatenate dagli attivissimi odiatori di LBJ. 3 vittorie su 3 partite, fanno bene al morale, certo, ma sono i segnali positivi provenienti dalla metà campo difensiva a segnare tutta la differenza. Lasciando stare il dominio contro i morbidi giovanotti di Orlando, vanno sottolineati più volte i successi con Washington (29 e 10 rimbalzi per Lebron) e Indiana, dove la Cleveland molle e disorganizzata, che concedeva un canestro facile dopo l’altro agli avversari, è sembrata un ricordo sfocato. “Dobbiamo migliorare, devo dare di più in difesa, solo così arriveranno gioco e risultati” aveva detto King James la settimana scorsa. Per ora, la strada imboccata è quella giusta.

PLAYS OF THE WEEK

Chiudiamo con le 10 migliori giocate della settimana. DeAndre Jordan e Faried prendono il volo, Lebron scherza Indiana, Gerald Green cammina in aria…

About Mattia Cutrone

Nato e cresciuto a Genova, segue la NBA dalla tenerissima età di 12 anni. Fa parte della redazione sportiva di Radio 19 ed è anche responsabile della sezione musicale di Yury Magazine.

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