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[Recensione] J. Cole – 2014 Forest Hills Drive

j-cole-2014-forest-hills-drive-1416260633Autore: J. Cole
Titolo: 2014 Forest Hills Drive
Etichetta: Roc Nation LLC
Anno: 2014

Il nuovo album di J. Cole è il risultato di una profonda evoluzione artistica e della violenta e necessaria tempesta di proteste che si sono consumate negli Stati Uniti quest’anno. Non è passato molto tempo dal suo ultimo lavoro, Born Sinner, che si scontrò coraggiosamente con il chiacchieratissimo Yeezus, ma di acqua sotto i ponti per Jermaine ne è passata parecchia. In questi anni il rapper ha assaporato la fama e rilasciato ben due album di successo sotto major trovando anche il tempo di presentare diversi artisti sotto la sua Dreamville, che da pochi mesi è divenuta una vera e propria label firmando un succulento accordo con la Interscope Records. Una carriera che dopo diversi anni e mixtape ha finalmente cominciato a produrre i suoi frutti. Nonostante tutto sembra che il giovane rapper si sia trovato i piedi un pò troppo sopra il terreno, e ci si può accorgere di questo ascoltando e capendo il concept di questo ultimo inaspettato album 2014 Forest Hills Drive.
Le prime note della intro-track richiamano profondamente le melodie di “Be Free” brano pubblicato da Cole la notte successiva all’assassinio del giovane Mike Brown da parte dell’agente Darren Wilson. L’evento scosse profondamente Cole, portandolo a una intima riflessione su cos’è il cuore della vita e quali sono le vere fondamenta di esse. Così dopo aver riacquistato quella che è stata la sua casa durante la sua adolescenza, Cole ha cominciando ad impacchettare questo interessante progetto. Nessun singolo, nessuna intervista promozionale, niente di niente, solo un annuncio con pre-order digitale e fisico a soli tre settimane prima dall’effettivo rilascio. Tutto questo è parte di un grande piano che andiamo a scoprire sin appunto dall’evocativa introduzione. Le tre canzoni che ne seguono “January 28th”, “Wet Dreamz” e “03′ Adolescence” alzano il sipario su quello che sembra essere il concept del disco. Jermaine ci racconta la sua vita, le sue antiche insicurezze e le sue ambizioni arrivando a raccontare persino i momenti più intimi in “Wet Dreamz” dove ci narra la sua prima volta a letto con una donna. Le qualità narrative, il suo flow caldo e i suoi beat coinvolgenti e pieno di anima posizionano la musica di J. Cole ancora una volta tra le migliori scelte che il genere possa offrire alla musica moderna. Il sound è coerente e impone a tratti l’ascolto integrale per apprezzare tutta l’opera.
Ispirandosi al romanzo storico di Charles Dickens “Racconto di due città” Cole con “A Tale of 2 Citiez” ci racconta la dualità e il passaggio dal suo paese (Fayetteville) alla grande metropoli (New York City) inseguendo il suo sogno e cercando di ottenere un contratto discografico. Il brano presenta diverse tematiche (come il conflitto tra ricchezza e povertà)  che mettono in uno stretto contatto il celebre romanzo e la composizione del giovane artista americano. La principale particolarità di 2014 Forest Hills Drive risiede nel fatto che Cole è riuscito a raccontare in sole 13 canzoni quello che è stato il suo percorso fino ad ora senza interruzioni o interlude di alcun tipo. Ogni canzone rappresenta lo specchio di un momento preciso che ha influenzato e creato quello che oggi è J. Cole. Con “Fire Squad” e “St. Tropez” le sicurezze di Jermaine cominciano ad emergere grazie alla profonda fiducia che ha nei confronti della sua passione. Questo lo aiuta a farsi un nome e successivamente a firmare un contratto discografico da milioni di dollari. Il delicato momento di passaggio tra la prima parte del disco ed il finale viene manifestato da versi più aggressivi e diretti ma anche da momenti celebrativi e trionfali con il quale si rappresenta l’arrivo alla fama del rapper americano. In “G.O.M.D.” J. Cole è perso nella fama e nella ricchezza e comincia a sentirsi troppo lontano dalla sua reale personalità. Con il ritornello-parodia di “Get Low” di Lil Jon e i The East Side Boyz il riferimento alla classica banger celebrativa e materialista è evidente. Il momento di riflessione arriva subito con “No Role Modelz” in cui Cole decide cosa è veramente importante per lui e cerca di trovare un perfetto equilibrio che gli permetta di vivere come meglio crede senza farsi influenzare insieme alla sua musica dai trend passeggeri e corruttori dell’epoca moderna. In questo punto del disco la nostalgia prende il sopravvento e tutto ciò che il giovane artista ha lasciato a metà strada (tra rapporti famigliari interrotti e storia d’amore finite male) torna a fargli visita, portandolo a cercare disperatamente ciò che realmente conta nella sua vita.  Così dopo la triste “Hello” si passa al gran finale diviso su ben tre scale “Apparently”, “Love Yourz” e per finire i titoli di coda “Note to Self”. Il messaggio è chiaro, l’amore prima di ogni cosa. Si parla di amore nei confronti di una persona in particolare ma anche dell’amore ritrovato in ciò che si possiede, e ovviamente anche nell’amore in se stessi che rimane alla base di tutto. Il nuovo album di J. Cole non fa che prendere in prestito il nome del suo vecchio indirizzo di casa “2014 Forest Hills Drive” per creare un titolo che esprima per il meglio il messaggio e il messaggero contenuti all’interno. Un elaborato percorso spirituale attraverso diversi passi della sua vita, per arrivare ad una illuminata conclusione che, scommettiamo, sarà alla base per ciò che gli riserverà il suo futuro artistico. Le produzioni funzionano, e anche se questa volta non abbiamo lo zampino del mentore NO I.D., possiamo comunque godere di una certa varietà sonora grazie alla partecipazioni di altri produttori come: Illmind, Phonix Beats, Willie B. e Vinylz. Per chi non abbia digerito la musica di Cole fino ad oggi, questo disco difficilmente gli farà cambiare idea, in caso contrario potrebbe essere tranquillamente il vostro album dell’anno.

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