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16 Barre – Il Cupo E Fosco Fuoco [RapBurger Exclusive]

Pyramid esclusiva

A distanza di 2 anni da St. Hope i 16 Barre stanno per tornare con un nuovo album. Si tratta di Pyramid in uscita il 1° febbraio 2015 e di cui sono stati già pubblicati i primi due estratti “Asfissya” e “Kaspar Hauser” con Mezzosangue. Oggi arriva la terza anticipazione in esclusiva per RapBurger, con il brano “Il Cupo E Fosco Fuoco” e per l’occasione abbiamo telefonato John Princekin dei 16 Barre che ci ha presentato bene il loro progetto e ci ha parlato dei temi molto profondi, quasi escatologici, che ci sono all’interno di Pyramid.

RapBurger) E’ un album pieno di riferimenti, come anche il brano “Il Cupo e Fosco Fuoco” che cita un film. Quali sono le vostre influenze?
John Princekin) La citazione del pezzo viene dal film “Stalker” di Tarkovskij. Le influenze sono le nostre solite, cyberpunk, beat generation e il film di Tarkovskij rappresenta bene questi ambienti un po’ alla Burroughs, autore di “Pasto Nudo” o “La Scimmia Sulla Schiena”, e fa tutto parte di una corrente nata negli anni 50 che rappresenta la società in un periodo completamente astratto. Da lì si gira, i soliti Cronenberg, David Lynch e tutti quelli che vengono di conseguenza.

RapBurger) Il rap italiano fa molte citazioni letterarie e cinematografiche ma devo dire che nessuno le fa come voi. Non solo nel mainstream ma neanche nell’underground del rap italiano trovo questo modo di affrontare certi riferimenti.
John Princekin) E’ una cosa che noi abbiamo sempre coltivato, ci piace fare così. Non è che non apprezziamo il rap autocelebrativo, però per il nostro percorso lo riteniamo un po’ inutile. A noi piace la fantascienza, ci mettiamo delle visioni un po’ nostre, un po’ di quello che vediamo in giro, un po’ di come ci immaginiamo l’incubo della vita che tentiamo di riprodurre tramite la nostra musica.

RapBurger) Ci sono diverse scuole di pensiero tra chi vede il rap come un mezzo di comunicazione mettendo il destinatario quasi in primo piano e chi se ne frega di quello che può pensare il pubblico. Pyramid in questo momento storico del rap italiano, dove si va a posizionare?
John Princekin) A noi non piace essere etichettati come rap italiano, abbiamo tanta gente che ci segue che ascolta metal e punk. Essere etichettati solo in un genere non è una cosa buona per la musica. Poi è logico che ti possa piacere più un genere che un altro, infatti noi suoniamo boom bap come i classici ’90 e tentiamo di mettere le nostre innovazioni per non copiare quello che già c’era. Per quanto riguarda invece i testi, noi tentiamo sempre di far pensare con noi il nostro ascoltatore, facciamo una riflessione insieme a loro. Abbiamo un riscontro di determinati tipi di persone che la pensano come noi su quello che può essere la società e il pensiero dell’uomo. Sono delle riflessioni su quello che è odierno tramite immagini di fantasia e mostri.

RapBurger) In linea col vostro stile anche Pyramid sarà un album pieno di immagini forti, horror, quasi provocatorie. Se c’è, qual è il fine dei vostri messaggi?
John Princekin) Lo scopo è non sentirsi soli. La vita è quello che vivi, vedi e senti, noi sentiamo queste cose e quando inizi a sentirle apri gli occhi con un nuovo velo davanti, è come se fosse avessimo un vetro davanti e vedessimo le cose in maniera diversa. Chi non le conosce non ha questo vetro, non le può vedere, ma non gliene frega neanche un cazzo. Però a chi entra in determinati tipi di pensiero che possono riguardare il complottismo e queste cose qua, irrimediabilmente gli si pone davanti uno schermo nel vedere tutto, dalle relazioni sociali alla collettività. Quando entri in questo schema di pensiero ti senti sempre più solo, perchè non riesci più a relazionarti nella stessa maniera con gli altri, non ti frega di parlare delle cose di cui parlano tutti ed entri in una scuola di pensiero dove sei fondamentalmente un eremita. Noi tentiamo con la nostra musica di far capire a tutte queste persone che si sono distaccate dalla società che non sono da sole, ci siamo anche noi che la pensiamo come loro e insieme a noi tantissima gente che scrive nel Gruppo 16, che si mantiene informato, comunica e si incontra fuori.
Pyramid girerà tutto intorno al sistema della Einstein Rosen Transporti, che è un viaggio nello spazio da soli a guardare fuori, dove ti passano le nebulose. Questa cosa dovrebbe farti sentire piccolo ma allo stesso tempo infinito.

RapBurger) Jodorowsky diceva che bisognava pensare ad ogni nostra cellula come se fosse un universo infinito.
John Princekin) Esatto, noi siamo tutti universi, differenti ed ingiudicabili perchè nessuno può giudicare il trascorso di un universo. Però allo stesso tempo tanti universi non si accorgono di essere infiniti e quando noi parliamo nei testi di questo non facciamo mai riferimenti odierni ma aurei proprio per far capire che la coscienza di ogni individuo è infinita e ineguagliabile. Dobbiamo sentirci universi per essere davvero infiniti.

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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