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Wishlist: sperando in un album solista di MadBuddy

MADBUDDY WISHLIST

Quando eravamo bambini chi non ha mai scritto la propria lista dei desideri? Per Natale per esempio, per il proprio compleanno o per altre date importanti. Tutto ciò sempre promettendo di fare i bravi per avere il regalo dei propri sogni. Crescendo, la maggior parte di noi è rimasta sognatrice, specialmente per quanto riguarda la musica, che nonostante sia ogni giorno divorata dal business che c’è dietro di essa, riesce ancora a mantenere sempre quel lato romantico che ci ha fatto innamorare di lei. Così, pensando al rap e all’hip hop italiano abbiamo deciso di scrivere la nostra personale WISHLIST, sognando ad occhi aperti e con le mani sulla tastiera un futuro prossimo che ci possa regalare il meglio del meglio. Naturalmente, promettiamo di fare i bravi che di carbone ne abbiamo ricevuto fin troppo.

Ep 02 – L’album solista di MadBuddy

Stokka & MadBuddy – Microfoni e Guantoni (Palermo Centrale – 2000)

MadBuddy, provenienza Palermo, classe 1980, stile da vendere. Il rapper siciliano nel panorama hip hop italiano è uno dei talenti più originali che lo stivale abbia mai partorito, nessuno ha mai rappato come lui. Flow morbido e calmo, metriche non banali ma neanche esasperate, con la rima che chiude sempre quel tanto poco dopo il rullante da mandarti fuori di testa, una sciccheria per pochi. Altra caratteristica di MadBuddy sono le lyrics, complesse come un puzzle bianco da 2mila pezzi. Queste sono oniriche, “fumose” – come descritte da Johnny Marsiglia in una nostra intervista – ma soprattutto con l’hip hop sempre di mezzo grazie ai suoi riferimenti al mondo del writing, e a noi l’hip hop e il writing ci piacciono una cifra.

Frasi tipo ’sto mese non arrivo ad allacciarmi una scarpa, il peso del resto, tutto ciò che fai si fa presto, tutto ciò che dai non dà il resto o Pippo che cazzo fa? Fa amicizia con la pantera, gli lascio 2 pizze e le pippe sulla tastiera, per citarne 2, possono avere mille chiavi di lettura e se volete vedere crashare il sito RapGenius (il sito americano che spiega i significati dei testi), provate ad inserire la strofa di Buddy in “Superfunkycrazyfuturisticpsychojoint” dell’album Anni Senza Fine di Mistaman.
Si potrebbe continuare all’infinito, delle volte io non le capisco le strofe di Buddy ma ciò non fa che renderle più affascinanti.

MadBuddy è conosciuto per far coppia fissa con Stokka da ormai da circa 15 anni e la collaborazione tra i due è nata nel 1998 nella compila 50 Emcees organizzata dagli ATPC:

“Su 50 mc’s vol.2 ci stava la crema di quei tempi ed è stata la prima volta che ci capitava. Stokka e io stavamo nella stessa crew ma in due gruppi diversi, questo insomma era un esperimento, solo una collabo tra me e lui. Da lì i primi props, la dipartita dei nostri rispettivi soci e la decisione di dedicarsi ad un demo tutto nostro, Palermo Centrale. Muoio nel guardare la fototessera che abbiamo mandato per la copertina di 50 mc’s. Due sbarbatelli stravolti, eheh. Grazie a Rula e Sly abbiamo poi avuto i primi contatti con Mista, Shocca e Frank Siciliano, rapporto che si è consolidato nel tempo fino a creare insieme una vera e propria Family.”

Stokka & MadBuddy (50 Emcees vol II – 1998)

Dal 1998 dunque la coppia palermitana ha sfornato il demo Palermo Centrale, gli album Block Notes, La Cura Del Microfono, Bypass e l’EP Struggle Radio insieme a DJ Shocca. Il percorso di MadBuddy lo ha portato a migliorarsi dagli anni di Palermo Centrale ed è uno dei pochi artisti rap che dà ancora una massiccia importanza alla tecnica, o almeno a me che sono un fissato di tecniche e metriche, dà questa impressione. Quella tecnica per cui i rapper italiani erano in fissa negli anni 2000 e che ora sembra andata persa a favore invece delle rime d’impatto (paracule?) e punchlines neanche troppo brillanti come se il pubblico con cui ci si sta rapportando fosse tutto stupido e che quindi non sia il caso di incasinargli la testa con metriche complesse. Non sia mai poi che qualcuno ti dica che non chiudi le rime.

Tornando all’artista palermitano, le sue metriche pazze e i testi surreali lo stanno portando a lasciare il segno in ogni canzone in cui fa la sua comparsa come su “R.I.P.”, “Stai Bene Così” e “Posse Track” con la Unlimited Struggle, e un album solista tutto suo è un po’ un piccola speranza che in molti hanno. Già perchè MadBuddy durante la sua carriera, tolti i pezzi “Hell Buddy”, “Occhi Rossi” e “Quando Un Giorno Tornerai” dove nei dischi con Stokka cantava da solo, ha realizzato pochissimi brani solisti di cui l’ultimo è datato 2010.

MadBuddy – Inedito (2006)

MadBuddy – Movimento (2007)

MadBuddy – No Time For You (2010)

Marco Gorgone ci ha già dimostrato il suo valore in coppia con Stokka ma il suo personalissimo stile fa nascere la curiosità di chiedersi come potrebbe essere un suo album o EP da solista. E anche se qualcuno mi ha risposto “sarebbe una figata ma Madbuddy non lo farà mai”, io continuo a sperare e fare il bravo, non sia mai che l’hip hop italiano ci faccia questo regalo in maniera da spuntare un altro desiderio dalla nostra Wishlist.
L’album solista di MadBuddy, l’album che potrebbe mandare ai pazzi RapGenius.

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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