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Intervista a Mezzosangue: “il mio disco nasce per spiegare la verità”

mezzosanguedi Giorgio Quadrani

Quasi tre anni fa, esordiva ufficialmente in occasione del Captain Futuro, contest di freestyle nato in rete su iniziativa di Esa, con la webcam puntata sul volto coperto dal passamontagna. Metteteci il fattore di un’identità da quel momento in poi mai svelata, metteteci un flow intriso di concetti carichi di rabbia, ed ecco come Mezzosangue da illustre sconosciuto è riuscito a lasciare a bocca aperta un pubblico spesso esigente e diffidente nei confronti delle novità. Cicatrene Mixtape, uscito sul finire del 2012, ha fatto poi capire di che pasta fosse fatto il ragazzo.
Di lì a breve, i complimenti da parte dei big della scena, gli occhi su di sé di un pubblico con l’acquolina in bocca per ogni sua minima mossa ma, soprattutto, un hype smisurato per il suo primo album ufficiale, Soul of a Supertramp, che tarderà ad uscire. Oggi, che il giorno tanto atteso è arrivato, sono riuscito a inchiodarlo per una mezz’oretta abbondante ad un tavolino di un bar, dove mi ha raccontato qualcosa in più sul suo conto.

Rapburger) Non pare vero ma Soul of a Supertramp è fuori, malgrado polemiche, censure su Youtube, ritardi e chi più ne ha più ne metta. Ora, puoi dirti soddisfatto di come è uscito?
Mezzosangue) Sì, alla fine è il disco stesso che ha deciso come doveva essere. Sono rimasto stupito da quello che c’è dentro, perché contiene un percorso che neanche io avevo pensato ma che, a disco completo, ha dimostrato la sua integrità. Così, mi sono detto “finalmente ha un senso suo”.

Rapburger) Sembra quasi che a questo disco venisse impedito di uscire, con tutti i casini che ci sono stati. Mi viene in mente quello sul video “Circus”, quando sei stato costretto a togliere il video da Youtube dopo pochissime ore dal suo lancio.
Mezzosangue) Sì, è intervenuto l’Ente Nazionale Circhi. Pubblico il video intorno alle 15, e la sera stessa mi chiama la ragazza che aveva lavorato alla produzione del video dicendomi “dobbiamo togliere il video, assolutamente subito”.

Rapburger) Perché cosa sarebbe accaduto se l’aveste lasciato?
Mezzosangue) Sarebbero passati per denunce, legali e, visto che di mezzo c’era una produzione, non ci sarei andato di mezzo io ma la produzione stessa. Tra parentesi, quelli del circo presso cui abbiamo girato il video hanno sentito sicuramente la musica del playback durante le riprese, è chiaro. Il volume era alto e, anzi, l’idea del video li rendeva contenti perché alla fine gli avremmo lasciato le riprese da usare per scopi promozionali. Detto ciò, è arrivata la denuncia da parte dell’ente nei confronti della produzione e di mezzo ci sarebbero andati anche i registi che sono amici miei. A quel punto, ho preferito oscurare il video su Youtube, perché sulla bilancia hai, da un lato il braccio, l’ideale dell’anticensura e, dall’altro, quello dell’amicizia.

Rapburger) Poi, c’è stato il problema del copyright sul beat di “De Anima”, che era tuo.
Mezzosangue) In effetti, il beat era campionato da una colonna sonora, su cui poi sono andato ad aggiungere la batteria senza stravolgerlo. Poteva essere pericoloso perché avrebbero poi potuto bloccarci l’uscita del disco.

Rapburger) Però poi alla fine lo trovo nella tracklist.
Mezzosangue) Il percorso per contattare gli autori, editori e casa discografica per poi avere il permesso per utilizzare quel beat sarebbe stato di quattro/cinque mesi, quindi ho deciso di metterlo ma solamente nelle copie che regalo, quelle in freedownload.

Rapburger) Infine, il disco doveva uscire a settembre ma poi esce ora a gennaio. Che è successo in tutto ‘sto tempo?
Mezzosangue) Ci sono stati una serie di rallentamenti dovuti a diversi motivi, tra cui quello della strumentale per intenderci. Ci sono state persone che mi hanno rifiutato featuring, persone che lavoravano su più dischi contemporaneamente e altri problemi come cercare di capire se uscire con un’etichetta o meno. Sono andato a parlare con diverse persone, ho avuto tantissime offerte ma poi ho capito il gioco completo che mi ha fatto piombare in un periodo di ribrezzo nei confronti di quel mondo.

Rapburger) Di contatti con realtà anche differenti tra loro, quindi, ne avresti avuti parecchi. Perché è evidente che, anche solo su Youtube, hai numeri più alti di artisti che sono sotto contratto con una major.
Mezzosangue) Chiunque ti venga in mente, mi ha proposto qualcosa. Dalle etichette più grandi a quelle più piccole. Ma alla fine sono uscito da indipendente per Hurricane Arts.

Rapburger) E come ti ci vedi nel futuro con la tua etichetta?
Mezzosangue) Guarda, ho fatto quello che ho fatto per sei-sette anni prima di uscire, dal 2005 circa. Per dirti, “Musica Cicatrene”, il singolo, è uscito due anni prima del mixtape. E nessuno in quel periodo mi si era filato. Il discorso è stato: perché deve riconoscerti qualcuno di grosso per farti riconoscere artisticamente? Se bisogna fare questo passaggio, allora vado io a cercare le persone come non hanno fatto con me. Per questo motivo, “Hurricane”. Hurricane Carter, nonostante facesse e facesse ancora, la sua difficoltà derivava dal colore; mentre nel mio dall’ombra. Lo scopo di Hurricane Arts è trovare, quindi, quelle persone che hanno talento e non sono conosciute, tipo Grabe che ha fatto cinque beat nel mio disco. Ha solo diciotto anni.

Rapburger) Come l’hai scovato?
Mezzosangue) L’ho conosciuto tramite DJ T-Robb. Suonavamo insieme, lui mi ha consigliato di ascoltare qualcosa di Grabe che mi è subito piaciuto. Si è messo a lavorare sul progetto, mi ha mandato i beat e abbiamo fatto “Silent Hill”, “Ectoplasmi”, “Verità”, eccetera.

Rapburger) Perfetto. Tornando, invece, a quello che dicevamo prima. A posteriori, qual è stato l’elemento che ti ha permesso di emergere? Chi ti ha notato?
Mezzosangue) L’occasione è stata con Captain Futuro.

Rapburger) Quando ti sei presentato col passamontagna..
Mezzosangue) Sicuramente il passamontagna ha fatto tantissimo, però penso anche al fatto che Nitro inizialmente avesse un gruppo che suonava sempre col passamontagna. Il solo passamontagna, in quel caso, non ha fatto la differenza perché poi Nitro si è fatto poi conoscere per altro (Spit). Quindi, per quanto riguarda la mia storia, credo sia stato un insieme di cose a mettermi in luce: l’idea accostata al passamontagna, che poi è diventato un simbolo in cui la gente si è identificata.

Rapburger) Per un po’ da fuori si aveva la sensazione che, dopo quella performance o il mixtape comunque, tutti volessero mettere le mani sul tuo personaggio. Se sì, come può averla vissuta una situazione del genere una persona introversa come te?
Mezzosangue) Eh, è la sensazione che avevo anche da dentro (si ride, n.d.r.). Infatti, hai centrato uno dei motivi per cui non volevo far più uscire il disco. Ero bombardato da proposte, si facevano la guerra tra loro perché ero un prodotto da far uscire, su cui c’erano in ballo soldi e gli occhi di persone interessate a lucrarci. Anche questo, quindi, mi ha spinto ad allontanarmi un attimo dalla scena ed a farmi dire “meglio che faccia le cose per conto mio”. Se mi devo esporre, lo faccio da me perché esporsi in quel modo è distruttivo.

Rapburger) Ecco, in quei due-tre mesi a cavallo tra il 2012 e il 2013 tutti quelli dell’ambiente parlavano di te. Tra me e me, pensavo “non deve essere semplice per un’emergente uscire con tutti questi occhi puntati addosso”. C’era il rischio concreto che la cosa degenerasse.
Mezzosangue) Non è stato semplice, infatti. Anche per quanto riguarda i featuring, molti volevano collaborare con me. Alla fine, ho fatto uscire un disco senza featuring, appunto, e ho deciso di partecipare solamente a progetti che per me erano più importanti, come quello di Salmo, di Primo e Tormento, dei 16 Barre, etc.. Insomma, cose che non seguivano una logica di visibilità e guadagno, eccetto quello di Salmo che era più esposto.

Rapburger) Bene, ad un certo punto hai iniziato a lavorare con Squarta, è così?
Mezzosangue) Squarta, in realtà, è il primo ad avermi contattato. Non appena uscita la cosa di Captain Futuro, mi ha scritto “passa in studio, vediamoci e cerchiamo di concludere qualcosa assieme”. Sono andato in studio con il mixtape finito, quindi gliel’ho fatto sentire anche se non ero convinto a farlo uscire; e lui mi fa “ma che sei matto? Facciamolo uscire”. Ha contattato Blue Nox che, dopo aver sentito il mixtape, l’ha messo sul sito, ci ha supportato e da lì è nata la collaborazione con Squarta. Lui è stato il primo a darmi una mano dal punto di vista pratico.

Rapburger) Per Soul of a Supertramp ti sei affidato a lui, a Ill Grosso, a Grabe (come dicevamo) e a MessToo. Proprio il pezzo sulla strumentale di MessToo è l’intro (“Armonia e Caos”) del disco e si apre con un monologo.
Mezzosangue) Sì, il monologo è tratto da un film italiano, Il Rosso e il Blu. Non appena MessToo mi ha mandato il beat con il dialogo, ho pensato subito che si adattasse perfettamente all’atmosfera del disco. Come dicevo, stranamente il disco ha preso questa vita sua, per cui “Armonia e Caos” faceva parte di un viaggio che va via via sviluppandosi lungo la tracklist; ovvero, le prime sei tracce sono pura parte del caos, dell’odio, della critica; mentre nella settima c’è la realizzazione del viaggio, da quella in poi inizia la fase dell’armonia verso l’intelligenza e la verità.

Rapburger) “Verità”, tra l’altro, è il titolo dell’ultima traccia. Cosa intendi esattamente con verità?
Mezzosangue) Il disco è un percorso che nasce per spiegare la verità, senza mezzi termini. L’inizio del percorso è molto emotivo ed è regolato dal caos; poi, dal viaggio in poi diventa razionale, passando per il nichilismo – per cui c’è un cambio di termini: prima tu contro il mondo, poi il mondo contro di te. Arrivando alla fine a spiegare il significato di verità, ovvero che ogni verità è vera. Il percorso serve a capire che, qualunque sia la verità che abbracci, è la tua verità e non è falsificabile.

Rapburger) Credi che la verità sia relativa, no?
Mezzosangue) Tutto è relativo e la verità stessa è relatività. È una matrioska che non ha fine, perché puoi andare a fondo all’infinito nelle cose. Quindi, alla fine del nichilismo, dico “la verità è come dedalo da ali che non reggono e reggono”. Non è fatta per reggere la verità, perché di fatto non esiste però qualunque verità tracci, sarà la verità.

Rapburger) Che discorso complicato (si ride, n.d.r.). Comunque, passando ad un altro tema, su di te l’opinione pubblica si divide principalmente in due blocchi: c’è chi ti venera e c’è chi ti detesta. Ho una percezione sbagliata della cosa?
Mezzosangue) Allora, parti dal fatto che a volte mi sto sul cazzo da solo. Seriamente, invece, ti dico che bisogna partire dal presupposto che sono stato idolatrato sin da subito, in maniera esagerata. Questa cosa dà fastidio a molti, ma li capisco perché dà fastidio anche a me quando vedo che una persona ha un seguito ossessivo e il mio carattere di merda mi fa dire “non fa per me”. È come quando scopro una cosa e dopo diventa più conosciuta, la prima cosa che dico è “no, non me ne frega più niente perché ormai la conoscono tutti”. Non so cosa ci sia dietro, ma è un comportamento umano. Poi, tieni presente che, essendo idolatrato molto spesso, arriva una sopravvalutazione naturale. Quindi, se sopravvaluti l’artista esageratamente, l’artista non potrà mai realizzare le tue aspettative.

Rapburger) Altra critica è “ha sempre lo stesso flow”. Che ne pensi?
Mezzosangue) Oddio, per mantenere un certo discorso, che sia fluido e funzionale a mandare un messaggio chiaro e netto, non puoi fare tantissimi giochi. Metricamente i giochi sono una cazzata da fare, basta trovare le rime e tagliarle in un modo preciso con i dovuti incastri e tutto. In passato, ho fatto tracce di soli giochi metrici però erano sperimentali. Ad un certo punto, devi decidere se portare avanti un certo tipo di discorso o un altro, ossia quello musicale o quello “letterario”. Poi, il flow che viene è quello che senti. Anche se nel disco nuovo qualche giochetto c’è.

Rapburger) A me, ad esempio, mi ha colpito in “Touché” quella sorta di asterisco che metti per spiegare la teoria del dissing facendo riferimento a quello tra Grido e Fibra nel 2006.
Mezzosangue) Sì, leggere il foglio illustrativo! Penso sia naturale, in certo percorso in cui hai toccato talmente tante musicalità e tanti argomenti, fare un certo tipo di musica. Anche il solo fatto di avere i soldi, la vita indubbiamente te la cambia e la coerenza sta nel parlare di quello che vivi. Quindi, come prima Fibra diceva “mi sta sul cazzo Grido, i Gemelli e il cugino, etc.”, adesso il discorso è lo stesso per me. Fibra ha ora un’esposizione e un certo tipo di musicalità e di attitudine nei confronti della musica che non è lontana da quella di Grido di tanti anni fa. Quindi, spiego l’ironia della cosa. ”Touché” è ironico: qualsiasi cosa tu dica, l’andrai a smentire. Fa parte della crescita umana.

Rapburger) Infatti, poi Fibra si è smentito.
Mezzosangue) Sì, è inutile nascondere che tracce come “Tranne Te” o perepè qua qua qua qua perepè o “L’Italiano Balla Male” rappresentano un certo tipo di attitudine. “L’Italiano Balla Male” non puoi dirmi che è come “Idee Stupide”.

Rapburger) Rifacendomi al titolo del tuo album, mi viene da chiederti: tu, da supertramp (ovvero, da vagabondo), come ti ci vedi in questa società in cui non vedi né lo stato né un dio?
Mezzosangue) Guarda, l’ironia dello stato è proprio questa: anche se tu non vuoi farne parte, quando metti la benzina, fai parte di un sistema che alimenta guerre, speculazioni e così via. Anche tu sei complice di queste azioni, anche quando prendi questo caffè. Quindi, quello a cui cerco di puntare è un tipo di educazione che porti ad un’anarchia da un punto di vista filosofico e maturo, ossia un percorso umano che comporti la rinuncia alla rabbia o qualsiasi sentimento devolutivo. Il discorso del supertramp è quindi un discorso interno, quindi il viaggio è all’interno di noi stessi. Il supertramp parte da un punto in cui si discosta da quello che ha intorno a sé, dai saperi, dai dogmi e dalle false certezze, per intraprendere una strada che lo conduca alla verità, personale o collettiva che sia.

Rapburger) Potrei azzardare: è quello che hai cercato di rappresentare nella cover del disco.
Mezzosangue) Si tratta di un’immagine onirica e surreale, affiancata da una città distrutta con sopra l’ombra di un passamontagna – non si vede sulla copertina, ma sui video dei singoli pezzi caricati su Youtube; si tratta del back della copertina.

Rapburger) A proposito di passamontagna, ne hai già spiegato il significato più e più volte. Perché non tornarci di nuovo?
Mezzosangue) Il passamontagna esprime una serie di concetti, tra cui il rifiuto dell’estetica e, soprattutto, il fatto di dire la verità. Se indossi un passamontagna, non hai motivo di mentire: puoi solo dire la verità, tanto non ti riconoscono. In più, con il passamontagna in faccia siamo tutti uguali. Qualsiasi persona lo indossi è uguale a me, dal punto di vista evolutivo.

Rapburger) Come giustamente dici in “Touché”: “Pensavi non sapessi scrivere come te? Lo sai che posso farlo e tu puoi farlo come me?!”. Tu non pensi, però, che questa simbologia possa diventare o sia già diventata un tuo limite? L’attenzione della gente potrebbe essere catturata principalmente da quello…
Mezzosangue) Mi sono posto questo problema per due anni, prima dell’uscita del disco. Poi, l’ho vista la cosa in un modo diverso rispetto a prima, perché ho cominciato a pensare: “cazzo, c’avete i tatuaggi, e io non ne ho nemmeno uno su tutto il corpo”. Abbiamo la barba, i capelli in un certo modo, certi vestiti anziché altri. È tutto culturale. Perché allora il passamontagna deve essere un problema, un limite? Anziché criticare, basterebbe studiare più a fondo quello che uno indossa quotidianamente. Potrà essere anche un limite, ma non voglio fossilizzarmi troppo sul problema.

Rapburger) Ma se potessi tornare indietro, rifaresti la stessa scelta?
Mezzosangue) Guarda, non lo rifarei solo per dare in culo a quelli che muovono critiche nei miei confronti solo per il fatto del passamontagna (si ride, n.d.r.). Due dissing nei miei confronti, entrambi sul passamontagna. Voglio dire, fatemi critiche belle, fatemi critiche che mi spaccano, che mi distruggono dentro. Non mettete in mezzo il passamontagna, perché è molto meno criticabile di un determinato tipo di approccio alla vita o di abito che indossi.

About Giorgio Quadrani

Inseguito dal diritto di giorno, rincorro il rap di notte. Amo ascoltare gente che blatera al ritmo di una base musicale, indagare su tutto ciò di inutile intorno a me e fare discorsi col senno di poi.

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