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The Night Skinny, Dj Pandaj e Painé: 3 dj italiani per Afrika Bambaataa

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Dj Pandaj e Painé analizzano lo stato di usura della copia di “Stakes Is High” di The Night Skinny. – [Photo by Saluen Art]

Il vinile. Un po’ per moda, un po’ per passione non si parla di altro ultimamente: è un mercato in grande crescita, anche in Italia, dove sempre più persone stanno scegliendo LP come formato di preferenza per i propri ascolti e il rap italiano è in assoluto uno dei motori più importanti del fenomeno. Il successo in vinile di “Fastidio” e di “B-Boy Maniaco” ne sono la testimonianza più limpida.

Anche per questo motivo c’è grande attesa per la serata organizzata da Elita tutta dedicata al vinile. I main guest sono i Renegades Of Rhythm, ovvero Dj Shadow e Cut Chemist che faranno un dj set molto speciale: suoneranno i vinili della collezione privata di Afrika Bambaataa.

Prima di loro ci saranno Bassi Maestro e Dj Filo, che faranno un dj set speciale con i 7 pollici, e un trio inedito chiamato “Differenza Parallela” con tre dj di altissimo livello; Dj Pandaj, Painé e The Night Skinny.
Per l’occasione abbiamo invitato questo terzetto a venire nello studio di Burger Radio e gli abbiamo chiesto di portare 3 vinili che metteranno in apertura ai Renegades Of Rhythm.
Ne è nata una discussione interessantissima sulla musica, sul vinile e su… la Yakuza?

Le scelte di The Night Skinny: "Down With the Dawn" di Howie B, "Code 4109" Dj Krush e "Stakes Are High" dei De La Soul.

Le scelte di The Night Skinny: “Down With the Dawn” di Howie B, “Code 4109″ Dj Krush e “Stakes Are High” dei De La Soul. – [Photo by Saluen Art]

 

 

Il primo a farci sentire i suoi 3 dischi è The Night Skinny, dj e produttore (premiato come il migliore del 2014 da Rapburger) che ha lavorato con tutti i migliori rapper d’Italia.
Il primo vinile che ha scelto è “Stakes Is High” dei De La Soul:

Ho scelto 3 dischi dei miei circa 4mila vinili di cui la maggioranza fanno parte della mia collezione di rap che va dal ’98 al 2002; poi mi sono fermato per un po’ ed ho ricominciato a comprare dischi per campionarli. Questo qui è il primo disco hip hop che ho comprato; l’ho preso in una situazione a caso, a Termoli in un mercatino. Il pezzo che mi piace di più è questo qui con Common, “The Bizness” ed è un disco che ho consumato, vi assicuro che l’ho comprato nuovo (la copertina mostra notevoli segni di usura… ndr). Sempre nella mia ricerca ho portato un disco esposto in studio e l’ho preso al volo (“Down with the Dawn” di Howie B ndr), poi ho preso un disco di DJ Krush, “Code 4109” che Pandaj e Painè conosceranno meglio di me. E’ un disco che adoro perchè è l’album che mi ha permesso di immedesimarmi nella produzione. Questi beat e queste batterie molto abstract mi hanno dato quello spunto per dire “cazzo posso produrre qualcosa che non sia il semplice boom cha”.

Farai un DJ Set particolare per questa occasione in onore alla collezione di Afrika Bambaata?

Visto che anche Painé è un collezionista di dischi di un certo tipo ci era venuto in mente di fare un set partendo da delle colonne sonore o dischi progressive ma purtroppo non abbiamo avuto tempo. Di conseguenza visto che ho da poco pubblicato il mio album, suonerò qualche beat mio mischiati ad altre cose, sto ancora capendo perché di solito faccio le cose il giorno prima. Però voglio fare dei mash up con i miei beat mischiati con quelli di Onra, Madlib e Krush in chiave strettamente hip hop e suonare da Aphex Twin a Howie B tutto in maniera frenetica anche perché non avremo molto tempo a testa.

Painé) Infatti io stavo per chiedere 3 piatti!

The Night Skinny) Mi sa che abbiamo circa 10 minuti a testa.

DJ Pandaj) Burger Radio lo manda il set?

The Night Skinny) Allora io prendo il microfono coi delay per non farvi sgamare i pezzi. (Si ride ndr) Tornando a DJ Krush lui qualche anno fa è stato male per via dell’eroina e a vedere la copertina di quest’album si capisce che qualcosa gli era successo! (Si ride ndr)

DJ Pandaj) Lui era nella Yakuza! Io ho fatto anche un tour con lui.

The Night Skinny) Vi siete fatti di brutto?

Painè) E ti ha fatto un tatuaggio Yakuza?

DJ Pandaj) Lui ha tatuata una carpa gigante dietro la schiena. Praticamente prima di fare musica era in mezzo a queste storie, però poi a un suo socio gli hanno tagliato un dito e glielo hanno fatto avere per lettera e Krush si è spaventato a morte.

The Night Skinny mette sui piatti “Down to the Dawn” di Howie B.

Painé) Lui bazzica a Milano pesantemente.

Oliver RapBurger) E’ amico di Alioscia (cantante dei Casino Royale ndr).

The Night Skinny) Io per questo ho preso questo disco. Howie B è un produttore inglese che aveva avuto modo di lavorare appunto con i Casino Royale e gli U2…giusto?

DJ Pandaj) Aveva prodotto proprio il disco!

The Night Skinny) Non so se metterò questo disco nel set ma è un album che ascolto spesso.  

Fra le scelte di The Night Skinny: Dj Krush – 3hree6ix5ive (detrimental)

Le scelte di Painé: Moggi “Tra Scienza e Fantascienza”, Mina con "L'Importante E' Finire" e Ivano Fossati con "Poco Prima Dell'Aurora".

Le scelte di Painé: Moggi “Tra Scienza e Fantascienza”, Mina con “L’Importante E’ Finire” e Ivano Fossati con “Poco Prima Dell’Aurora”.  - [Photo by Saluen Art]

E’ il turno di Painé, dj , produttore e sound designer milanese che ha suonato in tutti il mondo ed ha collaborato con tantissime realtà di primo piano (da RadioRai alla Triennale di Milano)  che mette sul giradischi Piero Umiliani alias Moggi “Tra Scienza e Fantascienza”. 

Painé) Io sono un po’ l’antitesi di TNS, per me c’è una cronologia in tutto questo discorso. TNS è la contemporaneità totale, Pandaj mi immagino invece suonerà il momento in cui sono cambiate le cose. Personalmente io mi sono flashato per il rap nel 87-88 con i De La Soul, i Public Enemy… poi imparo l’inglese e rimango un po’ deluso. De La Soul figata, però quando capisco cosa dicono Scarface e i Geto Boys ho un sentimento che sfuma un attimo. In contemporanea arriva tutta questa gente inglese che fa la roba strumentale. La Ninja Tune e in parallelo la Mo’ Wax che butta fuori anche il disco di Dj Shadow. E’ tutta una cultura che prende dal seno dell’idea dell’hip hop di trovare il break e costruire, ma porta avanti il livello sviluppando la cosa. Come il disco più famoso di “collage” che è quello di Shadow. Questa gente mi ha segnato, sono stati dei grossi stimoli per me. Detto questo, io farò un set di soli dischi italiani, un po’ perchè il discorso che fanno Shadow e Cut Chemist è molto preciso e per me non ha senso “toccare” quella cosa. In Italia c’è una grossissima tradizione di gente che faceva musica pazzesca e il primo disco che ho portato è quello di Piero Umiliani che si chiamava Moggi, ed è praticamente una library music.

Oliver RapBurger) Una library music?

Painé) Sì praticamente lui aveva un’etichetta sua in cui pubblicava dischi in 300 copie che poi dava alla Rai. C’erano ‘ste cose spaziali, ce n’è un altro sulle notizie.

Oliver RapBurger) Cioè queste servivano per i servizi di scienza e fantascienza della Rai?

Painé) Sì. Tutta roba super spaziali, senti che roba, sembra un beat di Four Tet. Per cui il discorso che cercavo di fare è musica per nessuno, ma anche una nostra versione, un racconto un po’ personale di questa ricerca dei dischi che passa moltissimo per chi ascolta rap. Il rap ha avuto questo ruolo magico per tutti noi che ci fa chiedere “da dove vengono queste cose? Dov’è l’ha preso?”. Prima che ci fosse Whosampled, le informazioni erano una cosa completamente esoterica. Io mi ricordo un sacco di volte dei tipi americani arrampicarsi nei negozi di dischi che mi dicevano “qui in America tutti vogliono questo, Painé!”. E naturalmente era un disco che costava tantissimo. Infatti una volta ne ho preso uno a 50mila lire.

The Night Skinny) C’è una tipa che ha comprato 60 pezzi del mio ultimo album.

DJ Pandaj) Sono pazzi.

The Night Skinny)  Fatti un conto! Vai su Ebay adesso lo rivendono a 250 euro.

DJ Pandaj) Sta succedendo anche con B-Boy Maniaco di IceOne.

Painé) Comunque la storia è che fino a un certo punto l’informazione te la passava il tipo. Poi c’erano i grandi collezionisti che sapevano tutto che però ti passavano le cose. Il discorso interessante di Shadow e Cut Chemist e che con loro si andavano a scoprire le cose.

Painé mette sul giradischi un 45 pollici di Mina

Painé) Questa è Mina; lo conosciamo per un campionamento di rap italiano. Per cui l’obiettivo è cercare di trovare della roba italiana che sia interessante dal punto di vista dell’ascolto e dei frammenti. L’ultimo vinile che ho portato è Ivano Fossati. Una volta ho visto Cut Chemist 10 anni fa al Metropolis che mi indica proprio questo disco!

DJ Pandaj) Questo lo voglio!” (facendo il verso a Cut Chemist ndr)

Painé) Mi dicevo “che cazzo ci fa Cut Chemist con Fossati?”. Sembra che questo disco lo abbiano rifatto in un’altra versione con un altro nome, si chiama “Night Of The Wolf”.

The Night Skinny) Super culto quindi!

Painé) Super culto per gli americani e questo è una delle due versioni. Questa qua è una bomba nucleare, parte quasi Boogaloo. Tu dici… Ivano Fossati!

E proprio di Ivano Fossati ecco “Il Tema Del Lupo”.

Le scelte di Dj Pandaj: "Dummy" dei Portishead, la compilation della Mo'Wax intitolata "Headz" e la colonna sonora di “In The Heat Of The Night” di Ray Charles & Quincy Jones.

Le scelte di Dj Pandaj: “Dummy” dei Portishead, la compilation della Mo’Wax intitolata “Headz” e la colonna sonora di “In The Heat Of The Night” di Ray Charles & Quincy Jones.  - [Photo by Saluen Art]

E’ il momento di DJ Pandaj, dj underground influenzato dal funk e dal jazz che in passato ha collaborato con Esa e con Ghemon:  il primo vinile che ci fa sentire è “Dummy” dei Portishead

DJ Pandaj) Io parto da un’analisi storica. Ad un certo punto Shadow ha coniugato la musica cinematica con l’hip hop, una cosa che prima non era molto chiara e frutto di sperimentazione perchè l’hip hop è sempre stato un genere canonico. Quando si è iniziato a sperimentare, c’è stato il primo passo verso quella musica che poi si è chiamata Trip Hop che altro non è che hip hop con un’anima. Poi i Portishead campionarono Lalo Schifrin nel tema Danube Incident della serie TV Mission: Impossible.

I Portishead partirono proprio da questo. Copertine di vecchi film, cose noir, dark, cose che a me piacevano molto perchè sono sempre stato abituato a sentire la musica in camera in cuffia a fare molta ricerca. Contemporaneamente a questo filone bristoliano dove emergono Portishead, Massive Attack, a modo suo anche Roni Size con l’avvento del Drum’n’Bass, nasceva anche tutto il filone Mo’ Wax, difatti questo è uno dei volumi Headz un’escursione nell’avanguardia hip hop dove c’erano cose come il primo di Shadow.

Tutto questo revisionismo che metteva l’hip hop come punto di partenza e non come punto di arrivo fece venir fuori campionamenti di ricerca, si andava a scavare nel passato, come diceva Painè prima, ma non solo nell’universo fondamentalmente funk e soul ma si andava anche verso il rock. Questa è la batteria di “Sunday Bloody Sunday” che è stata campionata per la prima volta causando un piccolo scandalo, difatti poi è stata risuonata perchè gli U2 non diedero la liberatoria per poterla usare.

Il concetto è proprio di riprendere e ribaltare le cose, dandogli comunque un’identità molto riflessiva, viaggio, scratch, voci, la cinematografia.

Oliver RapBurger) Il primo album di DJ Shadow è il primo album di strumentali hip hop in cui la strumentale hip hop diventa un genere, come Flying Lotus poi.

DJ Pandaj) Esattamente. Un’altra cosa importante è lo sviluppo dei beat perché prima di quel disco i beat erano sempre dritti e Shadow invece andava in sedicesimi.

The Night Skinny) I beat erano composti da 5, 6 campioni. La difficoltà era un po’ anche quella e io non sono stato mai capace. Al massimo prendo un sample lo tagliuzzo e lo faccio mio però non sono mai stato in grado di prendere un sample da un disco, un basso da un altro. Entroducing di Shadow invece è fatto tutto così.

DJ Pandaj) Io comunque tutte queste atmosfere le ho ritrovate nella cinematografia, per esempio questo è un pezzo che ho anche usato con composizioni di archi e orchestre. E poi il blues… questi sono Ray Charles e Quincy Jones che fecero questa colonna sonora, credo che fosse il ’67, per “In The Heat Of The Night”. Diciamo che per la serata di DJ Shadow e Cut Chemist, dove loro affrontano la questione Old School, party americano, volevo stare più su un passaggio dalla musica cinematografica all’hip hop avantgarde con cose come Krush, Portishead oppure Prefuse 73 che pure a livello produttivo fece delle cose pazzesche.

Dei Portishead ecco “Sour Times” con il campione di Schifrin.

Painé si lamenta, giustamente, con TNS del fatto che la redazione di Rapburger non ha il centrino del 45 giri. (è in fondo a qualche scatola, la recuperemo)

Painé si lamenta, giustamente, con TNS del fatto che la redazione di Rapburger non ha il centrino del 45 giri. (è in fondo a qualche scatola, la recuperemo) – [Photo By Saluen Art]

I tre dj ci hanno portato in tutto 9 dischi, che ci hanno fatto viaggiare con la mente in tantissimi posti: questa è la magia della musica e siamo sicuri che Mercoledì 18 Febbraio ai Magazzini Generali a Milano questa magia diventerà realtà.

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About Oliver Dawson

Conduttore di Hip-Hopera sull'ormai defunta Hitchannel, autore di The Flow, ho collaborato con Groove Magazine e Beat Mag: seguo da vicino il rap italiano da più di 10 anni e mi piace ancora tanto.

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