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[Recensione] Mezzosangue – Soul of a Supertramp

MezzosangueAutore: Mezzosangue
Titolo: Soul of a Supertramp
Etichetta: Hurricane Arts
Anno: 2015

Il disco doveva essere pubblicato già nei mesi scorsi. Eppure per varie vicissitudini e motivazioni di carattere personale Mezzosangue decise di rimandare la pubblicazione, tra lo stupore generale. Oggi che il disco è stato pubblicato possiamo però capire ed apprezzare quella scelta non facile, perché se Soul Of A Supertramp è quello che è lo dobbiamo forse anche grazie a quel periodo di pausa che Mezzosangue decise di prendersi sfidando l’incalzante mondo della musica.
Questi mesi di stop ci restituiscono infatti un disco coeso in tutte le sue parti, ma che appare allo stesso tempo dinamico, proprio come viene spiegato nell’intro con la contrapposizione dei concetti quasi antitetici di caos ed armonia. Di fatto Mezzosangue con il suo primo album compie un cammino dentro sé stesso. Affronta i demoni più difficili, combatte a muso duro le paure che appaiono all’orizzonte, racconta stralci di vita comune, si indigna per l’attualità politica e sociale. Il tutto viene raccontato fedelmente penna alla mano, senza risparmiare le sfumature più scure, riportando anche la rabbia di ferite amare e i sentimenti più negativi, sfociando anche in una certa misantropia. Per questo l’emcee è narratore unico della sua storia, non sono possibili collaborazioni, vista l’intimità di quanto si vuole portare alla luce e dati i legami profondi con ciò che viene man mano sviscerato.
Ci troviamo dunque di fronte ad un Mezzosangue che per molti brani del disco a livello di attitudine e di contenuti è lo stesso di Musica Cicatrene; con la sua voce roca e la passione che scaturisce viva dal suo modo di narrare le tante storie di cui si fa carico. Tuttavia rimane anche la superficialità con la quale il giovane rapper affronta sopratutto i temi di più immediata attualità, riversando sentimenti negativi su alcune categorie sociali (come banchieri, poliziotti e politici) senza però arrivare ad un’analisi concreta e costruttiva del contesto. Ciò rischia di togliere spessore alle sue critiche, facendole diventare mero sfogo senza gli approfondimenti necessari per restituire all’ascoltatore una visione solida e concreta. All’opposto, rispetto a Musica Cicatrene, sembra che Mezzosangue abbia calibrato in maniera ancor più puntuale le riflessioni riguardanti sé stesso e la sua intimità; il che si traduce in una focalizzazione più precisa dei pensieri e dei sentimenti che balenano nella testa del rapper. Ciò diventa molto evidente sopratutto nei brani in cui Mezzosangue cambia le carte in tavola, quasi a volersi simbolicamente togliere quel passamontagna che finora ha celato il suo volto, per mostrarsi nella sua interezza, tra tratti somatici e cicatrici.
Infatti a restituire una caratterizzazione forte e significativa di Soul Of A Supertramp ci sono diversi episodi che ci mostrano quasi una nuova sfaccettatura dell’artista. Non tanto nel linguaggio, né negli intenti o nello stile. Ma piuttosto nel mood con cui vengono affrontati alcuni pezzi, più solari e completi nella prospettiva che delineano. Come ad esempio “Benoit Lecomte” dove anche il beat si fa più armonioso e sereno, permettendo a Mezzosangue di raccontarsi in modo più vario, esprimendo pure il suo lato più propositivo, di chi pur affrontando la vita con un approccio pessimista, a tratti forse anche nichilista, ha comunque voglia di riscattarsi e di lottare con forza per i propri valori ed ideali. Lo stesso possiamo rilevare pure in “Circus”, seppure qui il brano mantenga comunque una prospettiva in chiaro-scuro, dove viene usato un abile espediente letterario che prende il mondo del circo per parlarci di solitudine, conformismo e legami affettivi. O come accadde anche in “Silent Hill” dove la profondità di analisi raggiunge forse uno degli apici, raccontando con intelligenza il valore perduto del silenzio, elemento quasi filosofico, in una società come la nostra impermeata di continua comunicazione.
Soul Of A Supertramp ci restituisce insomma un Mezzosangue a trecentossesanta gradi, capace di affrontare a vari livelli di profondità, coinvolgimento e mood sopratutto le tematiche più personali,  mentre per i temi di attualità emergono come si è detto maggiori difficoltà, con argomentazioni abbastanza superficiali, che si fermano ai soliti comuni slogan (a)politici già sentiti. Nel complesso del disco comunque Mezzosangue dimostra personalità e carattere e in questo è stato fondamentale anche l’ aiuto di Grabe e Squarta. Infatti i due beatmaker gli hanno fornito un tappeto musicale adatto alla sua espressione, mettendolo alla prova con alcune sonorità, ma senza snaturare l’essenza di quello che in fondo è Mezzosangue. La completezza del risultato finale mostra comunque come si possa arricchire la propria espressione artistica colorandola di sfumature nuove, pur mantenendo di fatto un orizzonte di significati, di tematiche e di stile, costante e fortemente identificativo. Tuttavia questo non è che un primo passo, perché nonostante le consistenti note positive dell’album, ci sono ancora alcune sbavature, si è già detto di come vengono trattati i temi d’attualità, si può aggiungere anche il suo stile di rappare, che sulla lunga distanza risulta ripetitivo. Per questo Soul Of A Supertramp appare come un buon disco, ma senza la capacità di incidere nel complesso della scena rap italiana, per spunti o innovazioni. Può essere però un disco utile a Mezzosangue per ragionare meglio sulla sua dimensione musicale, capendo su quali fattori concentrarsi per il futuro.

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia. Nel tempo libero curo le iniziative dell'Associazione Culturale Step by Step di Rovereto (Tn) per promuovere la cultura Hip Hop.

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