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Mondo NBA: Il mercato chiude coi botti dell’ultima ora

Mondo NBA - mercato

Inizia la seconda metà di regular season, dopo un’ultima mezz’ora di mercato da urlo. Oklahoma City cambia tutta la panchina, Phoenix smantella il suo reparto guardie, MCW va ai Bucks, Afflalo a Portland, Miami prende Dragic ma perde Bosh per problemi ai polmoni. Ah già, e KG torna a Minneapolis.

Edizione speciale di Mondo NBA, tutta dedicata alla chiusura del mercato. Il basket giocato è ripartito soltanto nella notte tra giovedì e venerdì scorso, dopo la pausa successiva all’All-Star Weekend. Ma prima della ripresa delle operazioni, c’erano ancora alcuni giorni per modificare i roster. Ci si aspettava che l’ultimo giorno sarebbe stato carico di movimenti, specialmente da parte di alcune squadre, ma la situazione è decisamente scappata di mano, per la gioia degli appassionati di mercato. Nelle ultime ore a disposizione prima della deadline, fissata per le 21 italiane di giovedì, ha cambiato maglia la bellezza di 37 giocatori, muovendo circa 227 milioni di dollari, in una giornata che resterà nella storia del mercato di tutti gli sport americani. Cerchiamo di riassumere cosa è successo.

KG is back!
Prima di tutto, perché ci piace fare le cose per bene, la notizia più inutile a livello agonistico ma chiaramente più bella dal punto di vista del romanticismo: Kevin Garnett torna a vestire la maglia dei Minnesota Timberwolves. Un amarcord che ha già scaldato i cuori di tantissimi tifosi dei Lupi, pronti a versare lacrime di gioia al momento del ritorno del loro numero 21 sul parquet del Target Center. Come sapete, i T-Wolves sono protagonisti dell’ennesima stagione di transizione, dopo la trade che in estate ha portato Kevin Love a Cleveland in cambio di Wiggins e Bennett. L’unico aspetto positivo sono i tanti minuti a disposizione per i giovani e la buona posizione nel prossimo draft. KG, ormai arrivato agli ultimi scampoli di carriera, porterà senz’altro tanta gente all’arena da qui a fine stagione, per poi mettere definitivamente le scarpe nell’armadietto e occuparsi di mandare avanti la franchigia, magari acquistandola. Per la fredda cronaca, Garnett arriva da Brooklyn in cambio di Thaddeus Young.

Rivoluzione OKC
La regina delle trade dell’ultim’ora, al di là dei sentimentalismi, è Oklahoma City. Il General Manager Sam Presti è riuscito a liberarsi del dissidente Reggie Jackson, da tempo scontento in casa Thunder, mandandolo a Detroit. Fa le valigie anche Kendrick Perkins, odiato da tutti gli avversari ma molto amato da Kevin Durant e dai suoi compagni. Formalmente, è stato spedito nello Utah, ma ha già effettuato il buyout dal suo contratto, pronto ad accasarsi a Cleveland, dove LeBron James è ben contento di accogliere un uomo dell’esperienza di Perkins in mezzo all’area. A Oklahoma City arrivano da Detroit l’ala Kyle Singler e il play D.J. Augustin, un cambio più che dignitoso per gli esterni, mentre dallo Utah atterrano in Texas Steve Novak, arma letale dalla lunga distanza, e soprattutto Enes Kanter, il vero colpo di OKC, il rinforzo per il pacchetto lunghi che Coach Brooks aspettava da tempo. Già titolare, si è presentato con due doppie doppie su due partite giocate, entrambe vinte. Il problema al piede di Durant preoccupa, ma Westbrook (che sta giocando da MVP) non sembra crucciarsi granché. Finalmente agganciato l’ottavo posto, l’ultimo utile per fare i Playoffs, i Thunder spaventano l’intera Conference. Anche perché i Phoenix Suns, che fino a qualche settimana fa sembrava complicatissimo raggiungere, hanno stravolto la squadra.

Il cambio delle guardie di Phoenix
Cambiare i pezzi di un giocattolo funzionante può essere molto pericoloso. O molto lungimirante, quasi geniale. Di sicuro, i Suns non hanno avuto nessuna paura di rischiare. Via Isaiah Thomas, la loro acquisizione di lusso dell’estate, spedito agli interessantissimi Celtics, giovani e con un’idea. Via Miles Plumlee, direzione Milwaukee. E soprattutto via Goran Dragic, che non aveva intenzione di rinnovare il suo contratto in scadenza: mandato a Miami insieme al fratello Zoran, è un grande colpo per gli Heat, ne parleremo. In cambio, Phoenix prende tre prime scelte, Marcus Thornton da Boston, e (rullo di tamburi) Brandon Knight, il leader dei sorprendenti Milwaukee Bucks. I quali comunque non sono troppo tristi per averlo perso, vedremo tra poco perché. Riassumendo: i Suns hanno cambiato due delle tre guardie che hanno fatto le loro fortune, tenendo solo Bledsoe. Perché? Innanzitutto, Dragic sarebbe stato perso a fine stagione, senza avere nulla in cambio. E nonostante la tantissima fatica fatta per rimanere nella tremenda corsa Playoff a Ovest, probabilmente la dirigenza di Phoenix ha ritenuto che avesse più senso continuare a costruire per le prossime stagioni, anche visto il rientro prepotente nelle prime 8 dei rinnovati Thunder. Brandon Knight è un giocatore di enorme prospettiva, che già quest’anno meritava l’All-Star Game, forse potenzialmente più decisivo di Isaiah Thomas. Tre prime scelte, se usate nel modo corretto, sono tantissima roba. I gemelli Morris dovranno consacrarsi, così come Alex Len, la squadra c’è. Oh, possono sempre fare il miracolo e andare ai Playoff anche quest’anno. Ma le 3 sconfitte nelle 3 partite giocate dopo la sosta, l’ultima in casa proprio contro i Celtics del grande ex Thomas, non sono un buon viatico.

Miami: abile quanto sfortunata
A Miami è andato in scena un omicidio: quello dell’entusiasmo nell’ambiente Heat. Possiamo permetterci di scherzare un po’, ma la situazione è stata drammatica per larghi tratti. Partiamo dalle buone notizie: il presidentissimo Pat Riley fa la magata, e prende Zoran e soprattutto Goran Dragic per Norris Cole, Danny Granger, Jordan Hamilton e qualche prima scelta. Lo sloveno, che si dice rinnoverà sicuramente il suo contratto con Miami, sembra essere il pezzo mancante, ora Wade e compagni possono giocarsela, nel brullo Est. Poche ore dopo, arriva la doccia fredda, anzi ghiacciata. Chris Bosh ha dei coaguli di sangue nei polmoni, deve sottoporsi immediatamente a test medici approfonditi per scongiurare qualsiasi pericolo di vita. Tutto il mondo NBA trema, compagni e avversari pregano per lui su Twitter. Nel weekend, la buona notizia: Chris sta bene, la sua prognosi è positiva. E pazienza se dovrà rinunciare alla palla da basket a tempo indeterminato, forse per sempre. “This is bigger than basketball”, dice il suo allenatore Erik Spoelstra. Davvero un peccato per Miami, che nonostante un record ancora molto negativo si trova in piena zona Playoff. Sarebbe stato davvero divertente vederli nel ruolo di mina vagante nella Postseason. Probabilmente ci saranno comunque, ma senza Bosh non è esattamente la stessa cosa.

Regalatemi un abbonamento per i Bucks
Se n’è andato Brandon Knight, il leader dei giovani Bucks. Tristezza a palate? Anche no. Vediamo il quintetto di Milwaukee per la prossima stagione. Gli pterodattili Henson e Antetokoumpo, Middleton, Jabari Parker, e l’ultimo arrivato, il sostituto di Knight: mister Michael Carter-Williams, dai Philadelphia 76ers. Uno starting five che mi manda già in estasi ancora prima di vederlo in campo. Tutti giovani, tutti talentuosi, tutti con mezzi fisici impressionanti, capaci di ricoprire più compiti. Coach Jason Kidd guiderà una macchina proveniente dal futuro. Purtroppo, non potremo vedere questo gioiellino prima dell’anno prossimo, perché Parker resterà in lista infortunati ancora per diversi mesi. Poco male, iniziamo a goderci i Bucks anche senza di lui già dai Playoff di quest’anno, e intanto precipitiamoci a trasferirci nella città della Harley Davidson.

Gli altri movimenti
A Ovest ci si continua a rinforzare. Grandissimo (e sottovalutato) colpo di Portland, che si porta a casa Arron Afflalo da Denver, quantità e qualità dalla panchina. Stesso viaggio per Alonzo Gee, mentre fanno il percorso inverso Barton, Claver e Thomas Robinson. Occhio ai BlazersDallas intanto raccatta dagli svincolati Amarè Stoudamire, un rinforzo per la panchina di Coach Carlisle, decimata dopo l’affare Rondo. Un po’ di Italia: il nostro Jesus va a Boston! Gigi Datome vestirà la maglia dei Celtics, sperando che non sia trattato come a Detroit. Tra le contendenti a Est, oltre a Cleveland che come detto prende Kendrick Perkins, ha mosso qualcosa soltanto Washington, spedendo il venerabile maestro Andre Miller a Sacramento, in cambio di Ramon Sessions. Infine, cambia maglia anche il mitico Javale McGee, spesso protagonista delle giocate più ridicole della settimana. Da Denver a Philadelphia: di male in peggio, poveraccio.

Plays of the week
Chiudiamo con le migliori giocate della settimana. DMC spazza via tutti i Celtics, gli Splash Brothers danno spettacolo, Javale McGee si presenta col botto, DeAndre Jordan posterizza Belinelli…

About Mattia Cutrone

Nato e cresciuto a Genova, segue la NBA dalla tenerissima età di 12 anni. Fa parte della redazione sportiva di Radio 19 ed è anche responsabile della sezione musicale di Yury Magazine.

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