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Intervista a Mecna: “non dovrei essere qui ma alla fine ci sono”

MECNA INTERVISTADi Koki e Oliver

Quest’anno è tornato Mecna con il suo secondo album da solista “Laska”. Il disco esce per Macro Beats/Universal e segna dunque un grandissimo passo avanti per l’artista della Blue Nox che ha stravolto un po’ il suo suono rispetto al precedente “Disco Inverno”. Il disco è stato recensito da noi criticando il fatto che Mecna avrebbe potuto osare di più e una volta parlato col suo ufficio stampa ci hanno detto che l’artista foggiano non era molto d’accordo con le nostre critiche, così abbiamo combinato un incontro per intervistarlo e parlare anche della recensione. Abbiamo mandato dalla nostra redazione Koki ed Oliver per parlare con Mecna e dalla chiacchierata molto informale sono usciti diversi spunti interessanti.

Oliver RB) Sappiamo che hai letto la recensione e ci sono state alcune cose che non ti sono tornate.

Mecna) E’ una recensione. L’avrete fatta col vostro gusto, quindi non mi metto a sentenziare sulla vostra percezione!

Koki RB) Abbiamo scritto che nel disco potevi osare di più, sei d’accordo con questa critica?

Mecna) Dipende dai punti di vista. Per un sacco di persone invece ho osato tantissimo o, addirittura, stravolto tutto. Io ho fatto quello che mi sentivo, il disco che volevo. Poi forse potevo osare di più, è vero, ma oserò. Questo è uno step, nel disco ci sono vari step in cui ho osato, l’ultimo pezzo che ho scritto è stato “Favole” e da quel pezzo a “Micidiale” c’è una bella differenza, anche di coraggio. Io sono super soddisfatto del disco, poi ovviamente leggo tutto. Leggendo quella cosa mi è venuto in mente che poi invece c’era gente che mi scriveva del fatto che mi ero staccato troppo da Disco Inverno che ora sembra essere chissà quale masterpiece…

Oliver RB) The Blueprint! (si ride ndr)

Koki RB) Io sarò sincero, a me Disco Inverno non era piaciuto molto.

Mecna) Neanche a me! (risate ndr). Questo disco qui invece rispecchia quello che sono adesso, nei suoi suoni e nelle sue liriche.

Oliver RB) Nell’aspettativa che mi ero fatto, pensavo che nel passare alla Universal, con una conseguente esposizione in più, poteva esserci uno sforzo maggiore per fare un pezzo un po’ più da radio.

Mecna) Credo che tu lo sappia meglio di me, non è che uno passa con un’etichetta grossa e succede per forza qualcosa di diverso a livello musicale. Anche perchè noi siamo arrivati da loro col disco già finito. Quello che è stato fatto, è quello che sarebbe stato fatto comunque, quindi il fatto di vedere a fianco il marchio della Universal non cambia più di tanto le cose. Però per come la penso io, ci sono dei pezzi che sono da radio. Però non mi sono mai posto la domanda, non mi interessa ora e penso che non mi interesserà mai neanche in futuro. Ho fatto delle cose che rispecchiavano quello che è il mio approccio adesso nel fare musica, che rispecchia i miei ascolti di artisti che non c’entrano un cazzo con l’hip hop, europei o americani.

Oliver RB) Questa cosa di non c’entrare un cazzo con l’hip hop è un po’ il messaggio molto poco velato in “Non Dovrei Essere Qui”. Dov’è che dovresti essere?

Mecna) Non dovrei essere qui ma alla fine ci sono. Io sono sempre a disagio in certe situazioni e sono a disagio anche nell’esprimermi in questa maniera e venire per forza messo nel calderone di quelli che fanno rap e non magari in quello che fanno semplicemente musica.

Koki RB) Perchè? Che differenza trovi tra chi fa musica e chi fa rap?

Mecna) Ci sono dei clichè, tuttora. In Italia risulta difficile appoggiarsi ad un genere come questo del rap e farne un altro. Voler magari andare verso un’altra direzione perchè rimani sempre quello che fa le rime, rimani sempre quello che fa “yo, ti spacco il culo”. C’è ancora questa cosa secondo me, per quanto le cose stanno cambiando grazie ad alcuni episodi. Poi mi sento sempre un po’ a disagio nello spiegare i pezzi però “Non Dovrei Essere Qui” è nato nella metà della creazione del disco ed è un po’ uno sfogo. E’ un po’ il “ti spacco il culo” alla mia maniera (si ride ndr).

Koki RB) Senti, invece questa scelta di usare l’auto-tune come è nata? Si scosta totalmente da quello che era Disco Inverno.

Mecna) Aaaah. Ti dico, a me piace tanto sentirmi amato ma mi piace anche abbastanza essere odiato. La questione dell’auto-tune sapevo che avrebbe fatto storcere qualche naso, però credo che tutti noi ascoltiamo cose molto simili quindi sappiamo che ormai l’auto-tune lo si usa come se fosse un synth o un piano, non perchè uno non sa cantare o vuole fare la hit ma semplicemente perchè in certi pezzi ci sta bene un suono diverso. E’ semplicemente un modo diverso di usare la propria voce. La cosa è nata perchè nei provini che facevo mi ero messo a smanettare, l’ho trovato e ho iniziato a gasarmi. E’ successo semplicemente così. La cosa mi piace anche abbastanza e infatti penso che nei live che farò ci sarà una dimensione in cui ci sarà abbastanza auto-tune o il vocoder o il talk box che abbiamo usato anche nel disco.

Oliver RB) Secondo me è molto appropriato perchè lo usi soprattutto quando parli di certi argomenti che sono proprio gli stessi argomenti che usano gli americani quando usano l’auto-tune. Lo sento una proiezione di quello che fanno Kanye West o Drake, all’italiana però e in maniera credibile. Infatti tra i temi del disco avevamo segnalato quello di essere arrivato ad un livello di successo vissuto non in maniera positiva ma come uno stress costante, con la solitudine di chi non si può interfacciare con le persone. Tu hai visto da Disco Inverno ad oggi un cambiamento nei tuoi rapporti umani?

Mecna) Quella questione lì è vera, c’è questo tema, però è abbastanza ridimensionato a quello che può essere il mio trascorso e la mia vita normale. Semplicemente perchè trovo un fanatismo, nelle persone che ti seguono, abbastanza morboso. Lo trovo strano perchè io non ero così quando ero piccolo, non dico che tutti debbano essere come me, ma la cosa mi crea un po’ di disagio. Con Disco Inverno non dico di aver avuto successo ma venivo riconosciuto o per strada mi chiedevano di fare la foto, in delle maniere che secondo me sono fine a se stesse. Ti becco, ti chiedo l’autografo, non ti guardo neanche in faccia, non ti dico niente, solo perchè tu rappresenti qualcosa, vedo molti fan che si avvicinano con un fare quasi automatico ma è bello anche interagire, anche il semplice “grazie” o “mi è piaciuto questo pezzo”. E’ più un disagio di questo tipo qui, piuttosto che il disagio del successo che alla fine… parliamoci chiaro, non è che sia chissà quanto (ride ndr). Sicuramente però sono più malinconico che gasato.

Oliver RB) Però hai scritto un post super positivo sugli in-store dicendo che non era una cosa che pensavi facesse parte delle tue corde che però poi nel farlo ti è piaciuto molto.

Mecna) Infatti! Quel post l’ho scritto dopo essere stato a Napoli, ci sono stati alcuni posti che mi hanno sorpreso ed è stata una bellissima esperienza. Erano lì ed erano al mio livello, non si abbassavano, mi hanno trattato da pari.

Koki RB) A me ha colpito molto anche la comunicazione che ha accompagnato Laska. Per come siamo abituati in Italia è stato quasi trattato come se fosse un secret album, un po’ come ha fatto Drake qualche settimana fa con If You’re Reading This It’s Too Late.

Mecna) Sì, ci eravamo sentiti e ci eravamo messi d’accorso che l’avrebbe fatto lui! (si ride ndr)

Koki RB) Il secret album negli States sta abbastanza spopolando, ci stavi pensando anche tu?

Mecna) In realtà sì, ci avevo pensato. La decisione di sparire dai social è stata abbastanza automatica quando alla fine dell’estate ero in procinto di finire il disco. Volevo creare un po’ di vuoto, un po’ per creare un po’ di hype, un po’ perchè non avevo nulla da proporre o da dire. Poi ci siamo inventati quella cosa della copertina su Instagram per svelarla in 2-3 giorni in maniera da farne parlare, poi queste cose mi piacciono anche perchè è un po’ il mio lavoro e mi diverte. La cosa del secret album, a voglia! E’ una bomba, chissà se sì potrà mai fare in Italia.

Oliver RB) Visto che stiamo parlando in modo schietto: la neve nella barba? (si ride ndr)

Mecna) Eh lo so! Aveva senso con tutto il disco, sapevo che avrebbe suscitato ironia e mi son detto perchè no?

Oliver RB) Hai voluto giocarci un po’ su quella roba lì.

Mecna) Certo, è palese!

La foto incriminata.

La foto incriminata.

Koki) Tornando all’album, Laska, vuoi o non vuoi è un concept album che gira intorno al tema dell’amore. Non pensi che sia un po’ rischioso oggi fare un album che gravita tutto attorno allo stesso tema e tutto sugli stessi BPM?

Mecna) Forse sì, però alla fine la cosa è stata voluta da una parte ma casuale dall’altra. Io quando sono partito a fare il disco volevo fare un album che fosse totalmente mio. Con Disco Inverno ho sperimentato il fatto di aver fatto un disco con dei pezzi che sentivo molto miei e dei pezzi che invece, magari anche live, mi divertivo di meno a fare. Era il mio primo disco e mi ero quasi detto “ci vuole questo pezzo, quest’altro, ci vuole il pezzo più da live”. Con Laska invece no, ho voluto fare quello che mi piaceva. Alla fine, un po’ volutamente ma ripeto anche un po’ casualmente, tra i BPM e i mood simili nonostante i produttori diversi, alla fine ne è uscito un concept album anche se non era l’idea di partenza. Forse è rischioso, però ti dico anche che io ascolto un sacco di dischi dall’inizio alla fine, mi piacciono molti album che hanno tutti un certo BPM, senza un pezzo che spicca ma che sono tutte cose un po’ paranoiche. A me piace, quindi semplicemente l’ho fatto.

Oliver RB) Come affronterai la dimensione live di questo disco? Visto che mi sembra di capire che c’è una voglia e uno spunto musicale in più.

Mecna) Sarà una paranoia totale! Girerò con Iamseife, che sarà il DJ, poi ci sarà la persona che mi ha aiutato dall’inizio dell’avventura, ovvero il ragazzo con cui sono andato in Norvegia a iniziare a mettere le prime basi per il disco, che è Alessandro Cianci, un ragazzo della mia città con cui andavo al liceo insieme. Lui avrà degli effetti voce e avrà una tastiera con cui riprenderà alcuni suoni o arricchirà le melodie. Lui e Iamseife comporranno alcune intro e alcuni bridge dal vivo. Sarà uno spettacolo abbastanza intimo che sto cercando di ripulire da tutti quei pezzi che vi dicevo prima che magari hanno avuto un po’ di seguito che però non sento troppo come miei. Sarà una roba molto simile a Laska, anche le cose vecchie saranno rielaborate.

Oliver RB) Tra le altre cose a livello di tempistiche non sei a rischio di tour estivo?

Mecna) Sì! Infatti mi fermo subito (ride ndr). Iniziamo a marzo e finiamo a maggio proprio per questo rischio. Già si sono allungate le giornate e io sono in paranoia! Seriamente parlando, sarà da marzo a maggio più qualche data magari a giugno se ci sarà qualche palco importante ma poi riprenderemo ad ottobre.

Oliver RB) Che tra l’altro, se i miei insider non si sbagliano, hai scelto di fare solo date in posti al coperto, quindi niente piazze, arene o cose all’aperto.

Mecna) Esatto, è così. Proprio perchè penso che il live si sviluppi in una certa maniera ed ha senso farlo in un posto chiuso al buio. Sembra una stronzata e sembra anche ricalcare il personaggio ma alla fine io sono così, però mi sono trovato in certe situazioni a suonare tipo all’aperto, magari con il sole. Mi ricordo di una volta a Brescia con i ragazzini senza maglietta perchè era una specie di Acquafan e io che cantavo le cose buone in cui parlavo dei thermos, del freddo, della neve… le cose non coincidevano.

Oliver RB) Altro insider gossip: si dice che tu abbia cambiato un po’ vita, che tu non lavori più e abbia deciso di dedicarti al 100% alla musica, che è una scelta scontata, ma in Italia no, anzi è una scelta coraggiosa.

Mecna) E’ una scelta scontata ma non per me. Chi mi conosce lo sa, a me un posto dove andare, un lavoro, mi aiuta un sacco anche nella musica perchè ho poco tempo e quel poco tempo lo devo mettere a frutto per fare qualcosa. Sembra strano ma invece quando ho tantissimo tempo finisco per non fare un cazzo. Infatti non vi nego che da un mese a questa parte, da quando ho lasciato il lavoro di grafico in un’agenzia, ho paura di come possa andare a finire. Infatti penso che ad un certo punto lo riprenderò il lavoro. Però sì, ho lasciato perchè nel disco credo molto ed ho voglia di seguire la promozione, di seguire anche degli impegni che prima erano sempre impossibili per me o che dovevo incastrare in una maniera che poi arrivavo alla sera o al weekend distrutto. Però avere un posto dove andare con degli orari mi disciplina perchè io non lo sono.

Koki RB) Tornando a Laska, sembrerà strano, ma secondo me una delle note negative dell’album è la presenza di Johnny Marsiglia…

Mecna) Ah!

Koki RB) Secondo me lui è uno dei top in Italia però è come se c’entrasse poco nel disco. Laska è molto intimo, sembra di stare nella tua testa e l’ingresso di Johnny Marsiglia rompe un po’ questa atmosfera.

Mecna) Beh, io non la penso così. Secondo me Johnny porta tanto a quel pezzo, io lo vedo molto simile a me sia per come è lui, sia per come scrive. Per quanto usi molto la tecnica e il flow, in cui eccelle, per me è uno bello imparanoiato e mi piaceva averlo nel disco, è l’unico rapper presente tra le collaborazioni. La cosa è nata perchè un giorno era sceso Fid Mella a Milano, stavamo ascoltando le sue cose e ad un certo punto è partito questo pezzo e tutti e due ci siamo innamorati. Poi avevamo appena fatto il pezzo nel disco Fantastica Illusione anche quello abbastanza paranoico.

Oliver RB) Quindi un botto di tempo fa!

Mecna) Sì, quando abbiamo scelto quel beat era tanto tempo fa. E’ stato uno dei primi beat del disco, e tra le altre cose io non riuscivo a scriverci sopra perchè per me era bellissimo. In più prima aveva dei campioni vocali fighissimi che poi abbiamo dovuto levare per evitare problemi, ma per me era IL beat. Ho scelto Johnny Marsiglia per questi motivi, poi rispetto quello che dici tu, ma è un personaggio che vedo abbastanza simile a me, per quanto abbiamo dei percorsi musicali diversi sotto certi punti di vista. Però a livello personale ci troviamo molto e questa cosa mi interessa.

Koki RB) Prima ci hai detto che per te Laska è uno step, non è quindi una meta raggiunta. Cosa dobbiamo aspettarci da te in futuro?

Mecna) Non lo so. Io subito dopo Disco Inverno volevo fare una cosa con gli strumenti…

Oliver) Poi l’ha fatto Ghemon e hai detto meglio di no! (si ride ndr)

Mecna) No va beh, volevo fare delle cose molto simili a quelle di Gianluca (Ghemon ndr), poi ho iniziato ad ascoltare cose diverse, ad avere varie esperienze e ho deciso di fare altro. Il prossimo album si potrebbe inasprire ancora di più verso questa direzione o magari potrebbe tornare a quello che era prima con ovviamente delle aggiunte. Ti posso dire solamente che per me “Favole”, che è stato forse uno degli ultimi pezzi che ho fatto, è in un’idea di cose che mi piacerebbe portare avanti. Mi faccio molto influenzare dalle cose che ascolto e per dirti ultimamente ho ascoltato molto Travi$ Scott per dirti, che non c’entra un cazzo con le cose che faccio.

Koki RB) Quindi un giorno potremmo ascoltarti sulla trap?

Mecna) Non la considererei trap però mai dire mai. Sono abbastanza contento di aver aperto questa strada dell’auto-tune che forse adesso, a differenza di qualche anno fa, grazie anche a qualche input che ci arriva dall’America e dall’Europa, forse si sta iniziando a capire che non è solamente una cafonata ma che si può usare anche in determinati ambiti. Sperimentare sotto quel punto di vista mi piace, lo faremo anche nei live.

Oliver RB) Tornando ad un passo precedente, questo confronto con Ghemon c’era molto all’inizio della tua carriera, siete anche andati in tour insieme ed eravate molto raffrontabili. Adesso che è uscito questo disco nuovo invece mi sembra che avete preso due direzioni diverse. E’ una scelta voluta, quella di uscire dalla scia di Ghemon e autodeterminarsi in un’altra direzione? L’hai sentita questa pressione nel tempo?

Mecna) No, non la ho mai sentita sinceramente, perchè io ho sempre fatto le mie cose. Ovviamente poi Gianluca mi ha dato una grossa mano personale perchè mi aveva passato un sacco di musica quando ci eravamo conosciuti a Roma. Devo molto a lui e ho sempre fatto le mie cose alla mia maniera ma probabilmente viste da fuori potevano sembrare associabili. E’ giusto che sia così, frequentandosi, ascoltando le stesse cose, si tende a fare delle cose simili ma non lo vedo come un male, anzi è un po’ la forza di quello che è Blue Nox e Unlimited Struggle, cioè fare delle cose sempre leggermente diverse ma accomunate da un suono e da una identità.

Oliver RB) Per chiudere, visto che siamo stati particolarmente cattivi nel recensire il tuo disco, sii tu cattivo nel recensire RapBurger!

Mecna) Dovete finirla con la roba del Twitter della domenica secondo me! (si ride ndr)

Oliver) Ipse Dixit! Perchè?

Mecna) Non lo so, è una stronzata secondo me! (si ride ndr)

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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