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Streaming Vs. Radio: dove va il futuro del rap?

Il 2015 è un anno di passaggio importante, l’hanno capito tutti i più importanti analisti del mercato; piano piano si sta delineando il campo di battaglia sul quale si combatterà nei prossimi anni, ovvero quello dello streaming.
Partiamo dall’attualità: Jay Z ha acquistato il 10% di Aspiro, una società svedese specializzata in streaming per circa 56m di dollari. Una cifra esorbitante (in realtà, inizialmente, è stata rifiutata in quanto ritenuta non sufficiente) che ci fa capire quanto il rapper-imprenditore più famoso del mondo creda in questa nuova tecnologia; un colpo di scena non da poco in uno scenario in costante evoluzione.

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Jay Z controlla il 10% di Aspiro, società svedese che ha lanciato il servizio di streaming “hi-fi” Tidal.

Fino ad oggi lo streaming è stato concepito come grande antagonista delle vendite e lo avete potuto verificare anche voi se avete cercato “Status” di Marracash su Spotify nelle settimane seguenti alla pubblicazione; non c’era, per massimizzare le vendite su iTunes. Ma il mercato punta in una direzione leggermente diversa: in Germania, per esempio, il mercato dello streaming è cresciuto del 79%, mentre le vendite sono calate solo del 2%. (fonte Musicbusinessworldwide)
Vi ricordate la polemica sul fatto che dallo streaming si guadagna poco e niente? Nel 2015 le cose vanno meglio e fonti ben informate dicono che “Uptown Funk” di Mark Ronson sta guadagnando 100.000$ a settimana solo da Spotify, mentre fonti ufficiali ci dicono che in 24 paesi (tra cui la Francia) l’indotto dello streaming ha superato quello delle vendite. (fonte PIAS)

Quindi se lo streaming non è un diretto nemico delle vendite, chi sta danneggiando? La radio.
I trend radiofonici sono negativi in tutto in mondo ed anche in Italia tutte le radio (eccetto radio 24, che non passa musica) hanno dato segno negativo, come potete vedere dagli ultimi dati radiofonici diffusi. (fonte radiomonitor.it)

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Tutte in negativo. Secondo radiomonitor.it negli ultimi sei mesi la radio italiana ha perso quasi 2 milioni di utenti.

Sempre più utenti, soprattutto fra i più giovani, snobbano la radio a favore di musica in streaming anche nei luoghi dove una volta la radio tradizionale dominava; i negozi, dove è ormai quasi una costante sentire le pubblicità di Spotify, ed in macchina dove USB, Bluetooth e gli abbonamenti particolarmente “generosi” sul fronte download rendono l’ascolto di playlist sempre più una realtà.

Le radio italiane, è un dato di fatto, sono state poco attente al mondo del rap e questa cosa sta creando nervosismo fra gli artisti. Come, giustamente, sottolinea Gué Pequeno in queste ore:

Ma anche Marracash è inviperito sull’argomento; basta leggere la bella intervista dei colleghi di Noisey.
I ragazzi vogliono ascoltare il rap, il rap è snobbato dalle playlist radiofoniche e giustamente si rifugiano nello streaming.

Ma le case discografiche come la vedono? Se ascoltiamo gli analisti del mercato i grandi produttori di contenuti musicali si  stanno schierando contro il modello “freemium” (gratis, ma con un po’ di pubblicità) tipico di Spotify, preferendo invece i servizi che richiedono un abbonamento. E’ stata la Apple a “seminare zizzania” fra l’azienda di streaming svedese e le major, convincendoli che un servizio basato solo sulla pubblicità non sosterrà mai l’industria discografica; ovviamente l’ha fatto perché in questo momento la società di Cupertino ha intenzione di “scendere in campo” con il suo servizio di streaming legato ad iTunes che evidentemente funzionerà solo se si è abbonati.
La Apple punta moltissimo sullo streaming e lo dimostra il fatto che per il suo servizio ha preso un volto molto noto di BBC Radio 1 per questo nuovo progetto; si tratta di Zane Lowe, che vi ricorderete per le interviste molto sentite a Kanye West. Ad ulteriore dimostrazione che lo streaming ha come obiettivo sostituire la radio.

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Kanye West e Zane Lowe. Batti le mani se anche tu hai un contratto milionario con Apple.

Al momento ci sono tanti servizi attivi interessanti oltre al già citato Spotify: Deezer, Rdio, TimMusic, progetto nel quale l’operatore telefonico crede moltissimo, ma anche Youtube Music Key; forse l’avrete notato, ora molti album sono caricati per intero su youtube, la fase beta di un servizio di streaming in abbonamento che arriverà anche in Italia.
Da questo mercato che cambia potrebbe guadagnarci proprio il rap, che potrebbe trovare ancora più spazio nel mercato italiano e diventare più redditizio, soprattutto per gli artisti più piccoli; ma per il momento, lasciatecelo dire, non vi resta che ascoltare Burger Radio.

BURGER RADIO STREAMING

About Oliver Dawson

Conduttore di Hip-Hopera sull'ormai defunta Hitchannel, autore di The Flow, ho collaborato con Groove Magazine e Beat Mag: seguo da vicino il rap italiano da più di 10 anni e mi piace ancora tanto.

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