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Mondo NBA – Silenzio, parla Kyrie. Gli Spurs sono vivi

Mondo NBA - KYRIE

57 punti in casa dei campioni del Mondo. Kyrie Irving si prende il palcoscenico e firma la più incredibile prestazione individuale della stagione. San Antonio deve piegarsi, ma non si spezza: se la giocherà fino in fondo. Sempre più appassionante la corsa Playoff.

Eastern Conference

La fortuna di essere appassionati NBA. Due settimane fa, abbiamo assistito a Westbrook che si sparava triple doppie come fossero caramelle. A proposito, ne ha fatta un’altra venerdì contro Minnesota, ne parliamo dopo. Beati noi, che oggi siamo qui a parlare della performance individuale più esaltante della stagione. Lo so, Klay Thompson qualche mese fa ha segnato 37 punti in un quarto, non me lo dimentico. Ma sentite questi numeri, prima di vedere le immagini: 57 punti in 46 minuti, 20 canestri su 32 tentativi dal campo, con 7 su 7 da 3 punti (quasi tutti tiri presi direttamente dal palleggio, con la mano del difensore in faccia), 10 su 10 ai liberi, 5 assist, 4 palle rubate. Ancora una volta, come per Westbrook, ci tengo a specificare che non sto parlando di un videogioco. Bensì di mister Kyrie Irving, meraviglioso protagonista dell’epico successo di giovedì dei Cleveland Cavaliers in casa dei campioni del Mondo, i San Antonio Spurs. Non gli Spurs pigri di metà stagione, ma quelli che stanno mettendo le marce alte, sentendo profumo di Playoff.

Thompson ne ha messi 37 in un quarto, in casa, contro i Sacramento Kings. Per carità, mi vengono i brividi soltanto a pensarci. Ma 57 in casa di Duncan, Ginobili, Parker (e che Parker) e Leonard, spalmati su 46 minuti… Obiettivamente valgono di più. Anche perché è necessario valutare la pesantezza di alcuni punti realizzati da Kyrie Irving. Oltre a tutti i canestroni che hanno tenuto a galla i Cavs nel momento di massimo splendore di San Antonio, non è stato malissimo anche quello del 110 pari, segnato sulla sirena per mandare la gara al supplementare. Che fosse una serata diversa dalle altre si era già capito, ed è diventato un dato di fatto nei 5 minuti di overtime, dove il numero 2 di Cleveland ha infilato un bel triplone dopo un palleggio incrociato alla Iverson, poi un appoggio in area senza equilibrio, e infine un’altra tripla senza senso, col braccio di Boris Diaw a un centimetro dal muso. A chiudere il discorso ci ha pensato Lebron James, ridotto a fare l’attore non protagonista (si fa per dire, ne ha messi 31). Un bell’affare per Coach Blatt. Ok abbiamo parlato abbastanza, godiamoci le immagini.

Mamma mia. Auguri a tutti quelli che si troveranno i Cavs così ispirati nei Playoff. Chissà che nel primo turno non tocchi ai Boston Celtics. Ecco la classifica della Eastern Conference negli ultimi posti utili per accedere ai Playoffs, dal settimo al decimo posto: Indiana, Miami e Boston, con 30 vittorie e 36 sconfitte, occupano settima, ottava (le ultime due posizioni che garantiscono l’accesso alla postseason) e nona piazza, a pari merito. Subito dietro, c’è Charlotte, che vincendo la prossima gara andrebbe anch’essa a 30-36. Brooklyn (27-38) sembra essere meno attrezzata, ma da qui alla fine ha il calendario più facile. Lo ripetiamo: Indiana potrebbe recuperare Paul George, e da dopo l’All-Star Game è una delle migliori squadre della lega. Miami ha perso Bosh ma ha un Dragic in più. Comunque, non conviene mai scommettere contro Dwyane Wade: proprio stanotte, gli Heat hanno dato una scoppola fortissima agli stanchissimi Cavs di Lebron e Irving, reduci da una gara giocata e vinta la sera prima, contro Orlando. La vera sorpresa è Boston, la squadra meno attrezzata sulla carta, ma quella con più idee. Il nostro Gigi Datome sta finalmente trovando minuti, e il sistema di Coach Stevens, molto vicino a quello collegiale, sembra essere l’ideale per lui. I Celtics, anche senza il nuovo acquisto Isaiah Thomas, cavalcano una striscia di 5 vittorie consecutive, una di queste ottenuta in casa dei Pacers, che a loro volta erano reduci da 7 successi in fila.

Uno sguardo alla parte alta della graduatoria. Atlanta sempre più capolista (53-14), seguita da Cleveland, sempre più seconda (43-26). Dietro, qualche segnale di risveglio da Toronto (40-27), che ha appena battuto a domicilio Indiana con una splendida tripla doppia di Kyle Lowry. Chicago (40-28) aspetta di recuperare Rose e Butler, provando a rimanere almeno tra le prime 4. Washington, reduce da un periodo disastroso, è riuscita a trovare 4 vittorie in fila, comunque arrivata a un successo di distanza dal record dei Bulls. Sesta sempre Milwaukee, anche lei in calo (34-32).

Player of the week: Kyrie Irving – Cleveland Cavaliers

 kyrie irving

Come per la scorsa settimana, che ve lo dico a fare? Settimana da 3 vittorie su 3 partite, tra cui la gemma di San Antonio. 37.3 punti, 4.7 assist, 4 rimbalzi, 2.3 recuperi di media a partita. Kyrie Irving è il giocatore della settimana, fortissimo candidato a giocatore del mese. In queste tre partite ha tirato quasi l’87% da 3 punti. Aspettate che accendo la Playstation e ci provo pure io.

Western Conference

Non dite che non ve l’avevo detto: gli Spurs ci sono. Poco importa se in una delle loro migliori partite stagionali, contro i Cavs giovedì, sia arrivata la sconfitta interna. Anche contro quel tipo di performance di Kyrie Irving, sarebbe bastato che Kawhi Leonard avesse messo almeno uno dei due tiri liberi sbagliati prima della tripla di Irving del 110 pari, e staremmo parlando di una vittoria spaventosa degli Spurs, invece che dei 57 di Kyrie. Se Golden State (53-13) e Memphis (47-20) sembrano lanciatissime rispettivamente verso la prima e la seconda posizione, dalla terza alla settima è ancora tutto da decidere. Gli Spurs, in questo momento, occupano la sesta piazza (41-24), hanno un calendario non semplice per chiudere la stagione e hanno perso per circa due settimane Manu Ginobili, per un problema alla caviglia. Nonostante questo, sembrano aver definitivamente messo le marce alte, si è visto nella partita contro Cleveland, ma anche in tutte le altre ultime uscite. Se Leonard avesse messo quei maledetti tiri liberi, saremmo di fronte a una striscia di 8 vittorie consecutive, la più ampia in questo momento nella lega. Guai, guai a darli per morti.

Male i Clippers. Lo so, lo dico sempre, ma proprio non mi sembrano al livello delle altre. Certo, proprio come gli Spurs, su singola partita possono battere chiunque. Chiedete a Russell Westbrook e agli Oklahoma City Thunder, portati a scuola mercoledì da Chris Paul, autore di 33 punti. Tela fatta e disfatta subito dopo, con una disfatta a Dallas venerdì e una bruciante sconfitta interna all’ultimo tiro, domenica, contro gli Houston Rockets (44-22, quarto posto) del solito, sontuoso James Harden. Portland sembra poter sopperire all’assenza di Wes Matthews: 8 vittorie nelle ultime 10, terzo posto provvisorio con 44 vinte e 21 perse, poco sopra a Houston. Le altre due compagini texane, Dallas e Oklahoma City, si sono affrontate questa notte in casa dei Mavericks, vittoriosi 119-115 in rimonta. Sentimenti molto diversi nei due spogliatoi. Dallas annuncia di aver definitivamente risolto i problemi personali tra Rajon Rondo e Coach Carlisle, e a tratti gioca una pallacanestro razionale e offensivamente pregevole. I Thunder hanno Westbrook… E poco altro. Kevin Durant è ancora ai box, e il suo problema al piede rende lo spogliatoio di Coach Brooks molto, molto teso. Data di rientro ancora incerta.

Anche perché l’ottavo posto dei Thunder, ultimo utile per affrontare i Golden State Warriors nel primo turno di Playoff, è tutto meno che assicurata. I New Orleans Pelicans sono lì, a una vittoria dal pareggiare il record di OKC (37-30). Anthony Davis ha recuperato dal suo infortunio alla spalla, ed è tornato a essere l’ala grande nettamente più dominante della NBA. Lo dimostrano le sue cifre in questa settimana. Nota a margine: se c’è qualche tifoso degli Utah Jazz davanti allo schermo, immagino sia molto felice. Sei vittorie di fila, il sistema di Coach Snyder sempre più efficace. Occhio a Hayward e compagni per la prossima stagione.

Player of the week – Anthony Davis – New Orleans Pelicans

anthony davis

31.3 punti, 10 rimbalzi, 6 assist e quasi 5 stoppate di media in tre partite. Numeri da primo Tim Duncan per Anthony Davis, che ha guidato i suoi Pelicans a una settimana da 2 vittorie e una sola sconfitta, contro i redivivi Denver Nuggets di Danilo Gallinari, in cui è andato vicinissimo a mettere una quadrupla doppia (36 punti, 14 rimbalzi, 7 assist, 9 stoppate). Per ora, ci accontentiamo della lotta per l’ottavo posto. Ne riparliamo nelle prossime stagioni, in cui A.D. sarà assoluto dominatore della lega.

Plays of the week

Chiudiamo con le migliori giocate della settimana. Antetokoumpo e Gobert giocano a imitare Tiramolla, Anthony Davis chiude un paio di alley-oop, Gerald Green schiaccia in testa a tutta Cleveland. Alla 1, Steph Curry dà lezioni di ball handling….

About Mattia Cutrone

Nato e cresciuto a Genova, segue la NBA dalla tenerissima età di 12 anni. Fa parte della redazione sportiva di Radio 19 ed è anche responsabile della sezione musicale di Yury Magazine.

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